Non credo ci sia l’esigenza di farlo. Quando uno inizia una competizione non si cambiano le regole in base a quello che si ha in mano, mentre il discorso è diverso se un format è più appetibile dal punto di vista commerciale. Sono convinto che il protocollo che la Figc ci ha dato con l’approvazione dei Ministeri è sufficiente per farci finire la stagione, se applicato correttamente. Basta essere diligenti nell’applicazione del protocollo.

Cosa pensa della gestione Sarri nel 2019/20?
Ho un ottimo ricordo della persona e mi ha lasciato una grande impressione. Sono felice che abbia vinto lo scudetto con noi. All’interno di uno spogliatoio si deve creare un’alchimia per superare ostacoli, ma questa cosa con Sarri non si è creata con tutto l’ambiente in generale.

Cambierà la strategia societaria della Juventus per ridimensionare i costi dell’organico?
Per superare le crisi bisogna guardare al lungo periodo e non al breve. Bisogna ricalibrare le situazioni economiche, quello sì. In un momento di difficoltà per tutti, come per esempio il Real Madrid che non ha comprato nemmeno un giocatore, bisogna attingere a una maggiore creatività per l’individuazione di talenti e con aspettative diverse anche dal punto di vista degli ingaggi, senza però trascurare la competitività assoluta della Juventus che vuole vincere in Italia e restare competitiva in Europa.

Il contratto di Paratici sarà rinnovato?
Lui e Cherubini sono responsabili del settore sportivo e sono entrambi in scadenza nel 2021. Con loro gestiremo la situazione nel medio periodo e parlaremo del periodo 2021-24 e avendoli messi oggi a capo delle loro sezioni dovrebbe essere già una risposta. Non apriamo casi mediatici dove non ci sono, come già capitato in passato. Paratici, Cherubini e Nedved godono della mia piena fiducia e ognuno di loro mi ha espresso felicità nel restare in bianconero. Nel futuro pianificheremo il futuro e affronteremo le sfide che ci saranno, a partire dalla conquista del 10° scudetto di fila.

Che richiesta farebbe alla politica per gestire questa situazione?
Il problema principale riguarda gli stadi, ma è difficile decidere una strada univoca per diverse situazioni su tutto il territorio. Dobbiamo attenerci a quello che ci viene detto di fare e avere la sensibilità di capire che sono norme fatte per garantire la salute. Mi manca lo stadio pieno, come penso a tutti gli addetti ai lavori e ai tifosi.

Juventus parole Agnelli – Pirlo sarà giudicato dai risultati in Champions?
Per i media è così da cinquanta anni. Chi decide però, deve far capire agli allenatori la difficoltà di vincere un campionato anno dopo anno e chi fa il tecnico qui non deve darlo per scontato. Il nostro principale obiettivo è vincere il campionato, poi la Coppa Italia e la Supercoppa italiana e cercare di vincere anche in Europa. Non riuscirci non vuole dire fallimento.

Come giudica le prime uscite della Juventus di Pirlo con una squadra ringiovanita?
Ho l’impressione che l’ambiente calcio non veda l’ora di giudicarci dopo due sconfitte. Pirlo non ha avuto il precampionato e in più è al debutto assoluto in panchina, il che vuol dire che noi come società dobbiamo accompagnarlo nel percorso iniziale perché non sarà privo di ostacoli e alla prima caduta tutti saranno pronti a colpirci per la scelta fatta. La mia sensazione è che lo staff tecnico che abbiamo fatto è il primo staff moderno che vedo nel calcio italiano, in cui tutte le figure hanno un ruolo ben preciso.

C’è un modo per avere nuovi ricavi in questo periodo difficile per le entrate?
Non ci sono metodi nuovi, poi si può discutere su interventi futuri come stanno provando a fare in Premier League. Quella è comunque la direzione per me. A brevissimo termine bisogna tenere duro in questa fase.

Perché crede che ci sia questa attesa del fallimento della Juventus?
Uno juventino è abituato a questa sensazione.

Come commenta il 3-0 a tavolino contro il Napoli? Questa cosa può aumentare i problemi in un periodo difficile?
Noi siamo collaterali a questa cosa, è una vicenda che riguarda il Napoli. A noi non tocca assolutamente.

Gli impegni delle Nazionali sarebbe da rimodulare secondo lei?
Bisogna pianificare sul medio-lungo periodo e ragionare sul perché siamo arrivati a questa situazione. I club e la Uefa hanno lavorato molto per permetterci di chiudere le competizioni e si sa da aprile che le competizioni delle nazionali sarebbero riprese da settembre. A fine agosto non possiamo additare la Uefa di queste scelte, in quel caso difenderei la Uefa. Se invece parliamo di rimodulare gli impegni futuri delle nazionali sul periodo 2021-2024, allora sono d’accordo ma sapendo che gli effetti si avrebbero in futuro.

Avrebbe preferito non permettere a Ronaldo di partire per il Portogallo?
Non c’era motivo. Sono state dette inesattezze sulla bolla. Chi voleva poteva proseguire il periodo di isolamento fiduciario presso la propria abitazione. Dal momento in cui vanno a casa, sono liberi cittadini e possono fare quello che vogliono. I giocatori tengono alla Nazionale.

Questa situazione economica potrebbe polarizzare la questione sui grandi club e portare sul lungo termine alla creazione della Superlega europea?
Dal punto di vista dei diritti, l’ingresso di nuove figure come Amazon e Netflix fa piacere e sarebbe benvenuto perché creerebbe competizione in un mercato dove finora è mancata. Stanno facendo esperimenti. Per il resto, in 10 anni di presidenza è la prima volta che condividiamo un interesse reale con Milan e Inter, lavorando insieme possiamo far crescere il sistema più di quanto potremmo fare lavorando singolarmente. Difficile invece ipotizzare una Superlega adesso dal mio punto di vista.

Il Ministro dello Sport Spadafora ha dichiarato che Ronaldo ha violato il protocollo rientrando in Italia: come commenta?
Chiedete al Governo. Io applico quello federale nella mia società, per il resto non so rispondere perché non posso dare autorizzazioni sanitarie o meno.

Se in appello verrà tolto il 3-0 a tavolino contro il Napoli, vi opporrete a quella decisione?
Noi ci atteniamo al protocollo.

Juventus parole Agnelli – E’ soddisfatto del mercato e della rosa attuale?
A inizio stagione non posso esprimermi in questo modo. Attribuisco responsabilità, deleghe e obiettivi dopodiché a fine stagione giudico. Posso dire che i ragazzi che siano arrivati si sono integrati molto bene nel gruppo.

“SUAREZ? JUVENTUS ESTRANEA AI FATTI DELL’ESAME”
Andrea Agnelli in precedenza aveva preso posizione per la prima volta sul caso Suarez. Il presidente della Juventus ha risposto agli azionisti in vista dell’assemblea: “Le frasi riportate non corrispondono alle telefonate, sono frutto di un racconto distorto effettuato improvvidamente da personaggi tenuti all’osservanza del segreto istruttorio – dice – L’indagine è in corso ed è coperta dal segreto come più volte ribadito dal procuratore Cantone. La Juve è estranea alla vicenda dell’esame di Suarez, che il giocatore ha deciso di affrontare nonostante la Juve avesse già comunicato la volontà di non tesserarlo”.

Agnelli ha toccato diversi temi ed è tornato anche su Calciopoli: “Ogni tentativo di ottenere la riassegnazione degli scudetti sarà effettuato dalla Società. Nel corso degli anni abbiamo esperito tutte le azioni a tutela della Società per ottenere quanto dovuto – aggiunge rispondendo via fax per le restrizioni da Covid-19 che impediscono di svolgere l’Assemblea degli Azionisti in modalità tradizionale – Siamo in attesa della fissazione dei ricorsi al Tar che da ultimo abbiamo proposto avverso la decisione degli organi della giustizia sportiva e del Coni”.

L’azionista Marco Bava ha riaperto la questione ‘Ndrangheta con una domanda sul presunto incontro tra Agnelli e la famiglia Dominello. “Non è mai avvenuto. È il contenuto (falso) della minaccia estorsiva che è stata immediatamente denunciata – dice il numero uno bianconero – e tutti gli episodi sono stati denunciati dalla Juventus attraverso i funzionari operativi. La Società si è costituita parte civile nel processo sorto a seguito di tali denunce”.