In diretta a “Taca La Marca”, in onda su Radio Musica Television, è intervenuto Jorge Bolano, ex centrocampista di Parma e Lecce tra le tante. Jorge Bolano si è soffermato sullo stato di crisi del calcio e su tanti altri temi.

Ecco quanto raccolto.

La ripresa: “La priorità è la salute, in Colombia la situazione è difficile, ma piano piano si va avanti. Il calcio manca, come manca andare allo stadio, penso che bisogna attendere per vedere se si possa riprendere o meno”.

Ricordi con il Parma: “Giocare a Parma è stata una grande esperienza. Ricordo molto bene i tifosi che mi hanno sempre sostenuto nel migliore dei modi.”

Ospina: “È il portiere della nazionale e con noi è sempre stato eccezionale – spiega Jorge Bolano – abbiamo partecipato a due mondiali anche grazie a lui. Gli è mancata un pò di fortuna, ma sono convinto che possa fare molto bene con il Napoli. Meret è forte, è un ballottaggio bello e complicato”.

James-Ancelotti: “In Colombia Ancelotti è visto sempre molto vicino a James, lo ha voluto al Real Madrid e lo voleva anche a Napoli. James deve andare in un club che gli permetta di esprimere le sue qualità, se poi dovesse essere con Ancelotti sarebbe ancora meglio. Al Real Madrid ha giocato da centrocampista certamente non il suo ruolo naturale, il non aver mai trovato la giusta collocazione tattica ha avuto un’incidenza negativa nella sua esperienza spagnola.”

Allenatori: “Ho sempre detto di essere una persona curiosa e giocare in Italia ti insegna tante cose. Ho avuto molti allenatori in Italia, ricordo con piacere Arrigo Sacchi e Claudio Ranieri, quest’ultimo è stato importante dentro e fuori dal campo. Un altro tecnico di assoluto valore è stato Delio Rossi, a Lecce facemmo un grande girone di ritorno”.

Nicolas Benedetti: “È un giocatore che ha tutte le capacità per trasferirsi in Italia, il che non è molto semplice. Parliamo di un giocatore completo e tra le squadre di Serie A lo vedrei bene nel Milan, potrebbe essere un trascinatore visto che ai rossoneri manca un pò di qualità a centrocampo”.

L’evoluzione di Cuadrado: “Ha fatto tanti miglioramenti in tutti i ruoli. La sua evoluzione è motivata dall’aver appreso molto dal punto di vista tattico in Italia, questi aspetti ti rendono più intelligente in campo”.

Zapata: “Duvan in questo momento è il futuro dell’attacco colombiano, sta dimostrando cose importanti e segna con continuità. A Napoli non ha lasciato il segno perché era giovane e non ha avuto tanto spazio. A Bergamo ha trovato l’ambiente perfetto, poi è circondato da tanti giocatori di qualità, prima della pandemia stava facendo una stagione eccellente.”

Valderrama: “Per la Colombia è come se fosse Maradona in Argentina, è il più forte di tutti i tempi e al momento nessuno è stato migliore di lui”.

Trattative mancate: “Dopo avermi avuto a Lecce, Delio Rossi decise di puntare su di me anche nella sua esperienza alla Lazio, era stato trovato l’accordo tra le società, ma io decisi di rimanere a Parma visto che mi trovavo molto bene”.

Il Parma per i colombiani: “Per noi il Parma era una grande squadra ed era molto seguita. È sempre stato il club del cuore dei colombiani considerato i tanti calciatori che hanno indossato questa prestigiosa maglia”.

Montano-Parma: “Purtroppo è arrivato a Parma che era molto giovane e ha avuto dei problemi personali durante la sua esperienza italiana. La società gli è stata sempre molto vicina, ma alla fine è stato fortemente condizionato da tali avversità”.

Talenti con cui hai giocato: “Quando sono arrivato a Parma in porta c’era Buffon, Cannavaro e Thuram in difesa, Crespo in attacco, parliamo di calcio vero, non erano solo grandi giocatori ma persone eccezionali. A livello mondiale sono stati i migliori con cui ho lavorato. Ovviamente ho affrontato tanti altri fenomeni che militavano nelle squadre italiane come Totti e Zidane”.

Aneddoto dell’esperienza in Italia: “Ho in mente la stagione 2001-2002 quando partirono Buffon e Thuram. Durante il ritiro il campione transalpino venne a trovarci, ci disse che mentre al Parma si parlava di voler vincere lo scudetto, alla Juventus te lo facevano immediatamente capire”.

La Supercoppa del ’99: “È stata una grande vittoria contro il Milan, volevamo fare sempre bene per rimanere al passo delle grandi potenze italiane. Fu un bel regalo sia per noi che per i tifosi, ci ha dato un’ulteriore forza per rimanere nei piani alti della classifica”.

Futuro: “Sto finendo in Colombia il corso di allenatore, poi penso che ne farò uno a Coverciano”.

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