Ivan Klasnic: “Credo che Modric chiuderà la sua carriera alla Dinamo Zagabria. Che ricordi il Meisterschale con il Werder Brema! Oggi lavoro con i giovani talenti…”

Ivan Klasnic: “Credo che Modric chiuderà la sua carriera alla Dinamo Zagabria. Che ricordi il Meisterschale con il Werder Brema! Oggi lavoro con i giovani talenti…”

“La mia rete più bella? Quella realizzata a Monaco che sbloccò il match contro il Bayern. Fu decisiva per la vittoria finale”. Ivan Klasnic, in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it, racconta quella grande stagione (2003-04, ndr), che lo vide protagonista con la maglia del Werder Brema; quel match, terminato 1-3 a favore della squadra allora allenata da Thomas Schaaf, sancì la vittoria del Meisterschale.

“Vincemmo il titolo in casa del Bayern, dimostrammo di essere più forti di loro”, sottolinea Klasnic, che in biancoverde ha condiviso lo spogliatoio con Mladen Krstajic, da lui ritenuto “uno dei calciatori più forti che abbia mai visto, fisicamente sembrava Terminator”.

Dopo una disfunzione renale e due trapianti – il terzo circa tre anni fa – Ivan Klasnic ricorda con emozione il suo ritorno in campo: “C’erano 35000 persone allo stadio, tutti applaudirono quando fu annunciato il mio nome. Piansi di gioia”.

L’ex attaccante croato ha inoltre elogiato il suo connazionale Modric, “ha dato tanto al nostro calcio” e crede che il centrocampista del Real Madrid “vorrà chiudere la sua carriera in Croazia, alla Dinamo Zagabria“.

Questi i temi trattati da Ivan Klasnic in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it.

Hai vinto il Meisterschale con il Werder Brema nel 2003-04. In quale momento della stagione siete stati consapevoli della vostra forza?

“Credo che il clima che si creò in quell’annata fu favorevole al nostro gruppo; giocavamo bene e in alcune partite siamo stati anche fortunati, riuscendo a portare a casa i tre punti nei minuti finali. Nessuno giocava per se stesso, la squadra era molto unita. Vincemmo il titolo a Monaco, quando battemmo il Bayern per 1-3; in quell’occasione dimostrammo ai bavaresi di essere più forti di loro”.

Chi è il compagno di squadra più forte con il quale hai giocato?

“Mladen Krstajic è stato il calciatore più forte che abbia mai visto. In allenamento era molto duro sia con me che con gli altri attaccanti, ma poi a fine seduta terminava tutto, ci facevamo delle grosse risate. Quando avevamo bisogno di lui era sempre disponibile; possedeva un gran sinistro, tecnicamente era molto forte e fisicamente sembrava Terminator”.

Hai realizzato 50 reti in Bundesliga. Qual è il gol che ti è rimasto impresso nella mente?

“Non so quale sia il mio gol più bello; una rete che ricordo con grande piacere è quella realizzata a Monaco che sbloccò il match contro il Bayern. Fu decisiva per la vittoria finale”.

Perché hai deciso di giocare per la Croazia ed hai rifiutato Germania e Bosnia?

“La mia famiglia è croata, mia madre è bosniaca ed io sono nato in Germania. Sai, quando il tuo cuore è croato, la mentalità è croata… Sì, ho imparato molto in Germania, mi sono formato lì, ma alla fine ho deciso di giocare per la Croazia perché il mio cuore ha scelto così”.

Secondo il tuo parere, cosa è mancato alla Croazia nella finale mondiale contro la Francia?

“Onestamente, credo che l’arbitro abbia avuto una brutta giornata. Con questo non voglio dire che la Croazia non abbia commesso errori o che l’arbitro sia stato contro i croati, però sul primo goal non c’era fallo su Griezmann; sul secondo non c’era il fallo di mano di Perisic. L’arbitro potrebbe non aver visto alcune situazioni chiave. Complimenti alla Francia”.

Ivan Perisic riuscirà a ritagliarsi un posto importante all’Inter?

“Perisic è un grande calciatore, possiede un’ottima tecnica, è uno di quelli che qualunque allenatore vorrebbe avere in squadra. Spero che all’Inter riuscirà a ritagliarsi lo spazio che merita”.

Che futuro prevedi per Luka Modric?

“Modric ha dato molto al calcio croato, ha avuto successo al Real Madrid; ora ha 35 anni, penso che Luka vorrà chiudere la sua carriera in Croazia, alla Dinamo Zagabria”.

Che emozioni hai provato al tuo ritorno in campo dopo il trapianto di rene?

“Fu molto emozionante; tornai in campo con l’Under 23 del Werder Brema contro il St. Pauli, la squadra che mi ha lanciato nel calcio professionistico. C’erano 35000 persone allo stadio dove giocava la prima squadra del Werder e tutti, compresi i tifosi avversari, quando fu annunciato il mio nome, mi riempirono di applausi. Piansi di gioia”.

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Ivan Klasnic in azione contro un giovane Manuel Neuer.

Come giudichi la tua esperienza in Premier League?

“Ero al Bolton in prestito dal Nantes. Per me fu un’esperienza positiva; sono rimasto tre anni li, feci un gran lavoro. Quando retrocedemmo, nella mia ultima stagione, diedi il massimo per la squadra. Di certo non fu colpa mia…”.

Hai giocato con Marcos Alonso al Bolton. A quei tempi già si intravedevano le sue qualità?

“Marcos è un bravo ragazzo, è come un fratello per me. Quando eravamo al Bolton lui era molto giovane e già a quei tempi si intravedevano le sue qualità. Gli ho insegnato tanto, a partire dai calci di punizione; ora guardate come li tira! (ride, ndr). Spero che possa fare una buona stagione al Chelsea e che possa tornare a vestire la maglia della Nazionale spagnola al più presto”.

C’è qualche aneddoto della tua carriera che ricordi con piacere?

“Il 17 è il mio numero fortunato. Qualunque maglia abbia indossato, compresa quella della Croazia, aveva come dorsale il numero 17. L’unica volta in cui non sono riuscito ad ottenerlo è stata con il Mainz e non andò bene: il club fece un errore a non darmi la 17”.

Dopo aver lasciato il calcio, sei diventato procuratore. Quali sono i giocatori che gestisci?

“Mi manca molto il calcio, ma sono rimasto nell’ambiente come procuratore. Mi piace lavorare con i giovani talenti, sono felice; non sono quel tipo di persona che pensa solo al denaro, il mio obiettivo è aiutare i calciatori a scegliere la miglior squadra per loro; questa, per me, è la cosa più importante”, ha chiosato Ivan Klasnic.

 

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Cristiano Abbruzzese
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Giornalista pubblicista dal luglio 2012, è il direttore di EuropaCalcio.it.

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