CHAMPIONS ITALIANE – La salsa agrodolce in realtà è qualcosa di buono, anche se la sua immagine viene spesso usata per identificare serate come quelle appena vissute per il calcio italiano.

La due giorni d’esordio della Champions League 2019/20, infatti, meriterebbe un’immagine differente; perché alla fine 1 vittoria, 2 pareggi e 1 sconfitta – per altro pesantissima – non indicano proprio un avvio da leccarsi i baffi.

Oltretutto le due squadre che avrebbero dovuto più “facilmente” – si fa per dire – portare a casa il risultato – e si parla delle due lombarde in questo caso – sono quelle che escono con le ossa rotte, nel caso dell’Atalanta, poi, con fratture multiple (ecco forse questa è un’immagine forte, ma più azzeccata).

Ma vediamo nel dettaglio come si sono comportate le quattro italiane impegnate in questa prima giornata di Champions League.

INTER SLAVIA PRAGA 1-1

CHAMPIONS ITALIANE – L’Inter apre il turno e non c’è molto da dire se non fare un monumento a Barella; un giocatore che al momento sembra fare fatica a inserirsi – o comunque più del dovuto, ma diamogli tempo, perché è un grandissimo prospetto – ma che è risultato decisivo andando a segnare un gol pesante, anche per tutto il calcio italiano che da anni fatica a esprimere giocatori di livello nell’Europa che conta.

L’Inter viene messa in difficoltà dall’organizzazione dello Slavia Praga – attenzione! I cechi avevano già mostrato in Europa League che non bisogna sottovalutarli! – così come avevano subito in casa con l’Udinese, pur in vantaggio di un uomo, la fisicità e la disposizione tattica degli uomini di Tudor.

L’Inter di Conte è un cantiere aperto, normale che ci siano incidenti di percorso, ma il divario tecnico tra le due squadre doveva, però, poter garantire ai nerazzurri i tre punti, anche perché le prossime avversarie si chiameranno Barcelona e Borussia Dortmund: altre due squadre che fanno dell’organizzazione l’arma migliore.

Oltretutto, secondo la Gazzetta dello Sport, arrivano i primi scricchiolii; il quotidiano sportivo infatti riporta di un forte diverbio tra Brozovic e Lukaku, che sarebbero quasi venuti alla mano: non una novità in casa interista, con di nuovo Brozovic protagonista in negativo.

Per Conte un’altra gatta da pelare. Dal prossimo turno, tornando al calcio giocato,  cantiere o non cantiere, sarà necessario svoltare e vincere per non complicare ulteriormente il cammino verso gli ottavi.

NAPOLI LIVERPOOL 2-0

CHAMPIONS ITALIANE – Il Napoli chiude la serata di martedì dando spettacolo. Se Conte soffre ancora una volta un match europeo con una squadra inferiore – i tifosi della Juventus si ricorderanno le sfide a Nordsjælland, Copenaghen e la doppia partita con il Galatasaray – Ancelotti dimostra invece di essere un sarto capace di vestire a festa le proprie squadre sul palcoscenico europeo.

Il Napoli, trascinato da una grandissima prova di Callejon, si riscopre bello di sera e fa sognare tutto il San Paolo. Anche perché di fronte c’erano i campioni in carica del Liverpool, non di certo una matricola; e i primi 45 minuti sono stati un autentico spettacolo da lustrarsi gli occhi.

La squadra di Klopp ha sofferto la sagace disposizione tattica della squadra di Ancelotti che è stata capace di portare la partita nel modo in cui l’aveva disegnata Ancelotti e di colpire negli ampi spazi lasciati dai reds.

Ora, però, l’obiettivo principale sarà quello di dare continuità ai risultati e garantirsi il passaggio del turno contro Genk e Salisburgo, squadre sulla carta inferiori. Per farlo, però, serve ancora questo Napoli da lustrarsi gli occhi.

ATLETICO MADRID – JUVENTUS 2-2

Ne abbiamo già parlato nel nostro approfondimento, ma giusto ribadire il concetto. La Juventus esce dal Wanda Metropolitano con più di qualche rammarico; fatto raro, se non unico,  quando si va a giocare da quelle parti.

Un secondo tempo di grande intensità, con l’uno-due micidiale che poteva mettere KO chiunque – non di certo la squadra del Cholo s’intende. Squadra ben disposta in campo la Juventus di Sarri, ma soprattutto capace di correre per tutti i 90 minuti – con Allegri nell’ultima stagione era sempre più raro – di non abbattersi dopo il 2-2 in rimonta; e anzi di rischiare, grazie a un prodigio di Ronaldo di vincerla in pieno recupero.

Tante le cose da salvare ed è inutile ora intestardirsi – parliamo ai tifosi che in queste ore si lamentano dei gol su palla inattiva – su cosa non va. Consigliamo di rivedere quel secondo tempo, quelle ripartenze palla a terra fatte di organizzazione, tecnica e velocità; gli inserimenti di Matuidi, le giocate di rara intelligenza di Higuain, i tocchi di Alex Sandro e Bonucci. Sì, c’è tanto da salvare dalla partita di ieri sera.

Sugli aspetti negativi ci sta già lavorando Sarri con il suo staff; dovrebbe bastare no?

DINAMO ZAGABRIA ATALANTA 4-0

Chiudiamo questa giornata di Champions per le italiane con la vera nota negativa che arriva dalla Croazia. Arriva dalla matricola delle quattro italiane che si risveglia da un sogno e si cala in un incubo che sembra vero; come protagonisti di un film con Freddy Krueger.

L’emozione, è vero, è costata cara; sono uomini non macchine, ma quello che si è visto allo Stadio Maksimir è stato troppo brutto per essere assimilabile all’Atalanta bella e a tratti dominante vista nel campionato italiano.

In giro per la rete si sprecano gli sfottò e le sentenze, si dice che siccome l’Atalanta va forte nel campionato italiano, e in Europa ne prende quattro dalla Dinamo Zagabria – sulla carta la squadra materasso del girone – allora il campionato italiano è deludente e di basso livello. Un po’ di equilibrio nei giudizi sarebbe opportuno.

L’Atalanta di ieri ha sofferto la fisicità dei croati, prima arma di solito delle squadre di Gasperini; ma questo perché principalmente l’emozione del debutto ha giocato brutti scherzi e ha fatto scendere in campo la squadra con le gambe molli.

Gasperini a fine partita non ha cercato scuse, né alibi di nessun genere commentando così ai microfoni di Sky. “Si tratta di un ko difficile da digerire. Spero che questa sconfitta possa darci insegnamenti importanti per stare a questi livelli.

Abbiamo avuto un impatto difficile e non c’era mai successo di giocare una partita ufficiale con questa difficoltà nel gioco. Ci hanno fatto neri. Da questa partita dobbiamo trarre insegnamenti per il campionato e per lo stessa della Champions.

Non sono deluso, né arrabbiato. Abbiamo sbagliato, nel primo tempo, sia in difesa sia in attacco e c’è qualche problema da risolvere, primo fra tutti il fatto che a inizio partita soffriamo sempre il ritmo alto.

Ma la cosa più importante, contro Shakhtar e City, sarà capire se siamo in grado di tenere questi ritmi in Europa.Noi giochiamo un calcio rischioso e in Italia il nostro modo di giocare, con tre punte e la propensione offensiva, ci ha dato tanti risultati. In Europa lo puoi fare soltanto se tieni il ritmo alto. Altrimenti l’alternativa è arroccarsi, con più giocatori dietro la linea della palla”.

La situazione è chiara e per salire di colpi contro Shaktar e City, servirà ben altro.

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