[df-subtitle]Ventura: “Avevo ereditato la Nazionale più anziana degli ultimi 50 anni e la stavo svecchiando con l’inserimento massiccio di giovani: ho fatto esordire 14 giocatori nuovi. Se ci fossimo qualificati questi giovani sarebbero stati inseriti nella lista per il Mondiale dove continuo a credere che l’Italia avrebbe fatto bene”[/df-subtitle]

In Russia si stanno disputando i Mondiali, trofeo che l’Italia può guardare solamente dalla televisione, a causa della sconfita contro la Svezia nella doppia sfida play-off di novembre. Sulla panchina azzurra c’era Giampiero Ventura, ora senza squadra ma con grande viglia di ricominciare.

L’ex commissario tecnico, dopo un lungo silenzio, è stato intervistato oggi da “La Gazzetta dello Sport“, togliendosi anche quache sassolino.

Queste alcune delle sue dichiarazioni: “Non ho trovato un senso a questa eliminazione, ma ho una spiegazione: ho fatto calcio per 35 anni, sul campo, ma non mi sono mai occupato della politica sportiva, non ho mai fatto parte di un Sistema. Ho sempre pensato che l’essere conta più dell’apparire. Che produrre conta più che promettere. Il progetto che avevo messo sul tavolo stava andando bene. Avevo ereditato l’Italia più anziana degli ultimi 50 anni e la stavo svecchiando con l’inserimento massiccio di giovani: ho fatto esordire 14 giocatori nuovi. Se ci fossimo qualificati questi giovani sarebbero stati inseriti nella lista per il Mondiale dove continuo a credere che l’Italia avrebbe fatto bene. Russia 2018 doveva essere il trampolino di lancio per essere poi tra i favoriti all’Europeo 2020. Tutto aveva un senso e ha funzionato fino alla gara con la Spagna. Siamo arrivati a quella partita reduci da 7 vittorie e 2 pareggi e dell’appoggio dei tifosi. Dopo quella gara è partita invece una demolizione senza precedenti, un delitto premeditato mai visto…“.

Di seguito: “Da dopo quella sera è iniziata una delegittimazione continua: sono diventato l’unico colpevole di tutti i mali. La Federazione spettatrice, la squadra salvata: tutta colpa di Ventura. Ventura ha preso il palo, Ventura ha sbagliato il gol, Ventura ha fatto uscire l’Italia dal Mondiale, Ventura ha fatto commissariare la Figc… Fino alla Spagna io ho fatto l’allenatore della Nazionale, dopo ho fatto il pungiball”. E dice che è rimasto sulla panchina della Nazionale “per passione, per affetto, per presunzione, non lo so bene neanche io. So solo che in quel momento sentivo forte dentro di me l’attaccamento all’Azzurro e a tutto quello che per me aveva sempre rappresentato. Sentivo che nonostante tutto ce l’avremmo fatta. Di certo questa è una mia grandissima colpa. Dovevo dimettermi“.

Prosegue: “Dentro porto un rammarico gigantesco… So quanto loro, soprattutto o solo loro, ci tenessero… Io ci tenevo quanto loro. Io non ho pianto davanti alla tv, ma quello che ho provato dentro continuo a sentirlo forte ogni giorno e ogni notte. Non sono depresso, sono incazzato nero. Sono carico come una molla e non vedo l’ora di riavere per le mani una squadra per fare calcio… Ho ascoltato tante falsità, retroscena inventati, mi sono stufato di fare il pungiball di tutta Italia. Ho 35 anni di calcio a parlare per me, in tre mesi sono passato da “maestro di calcio” a “Ventura mangia i bambini”. Nel calcio si vede di tutto, ma così è troppo“.

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