Nel giorno del suo 50esimo compleanno, Zinedine Zidane ha concesso un’intervista a “L’Equipe“. Zizou ha parlato di vari argomenti, dal suo futuro alle esperienze al Real Madrid, fino alla famosa testata a Materazzi nella finale del 2006.

INTERVISTA ZIDANE: “SPERO DI DIVENTARE CT DELLA FRANCIA. SULLA TESTATA…”

Sul futuro e l’ipotesi Psg“Mai dire mai. Da giocatore avevo la possibilità di andare in tutti i club al mondo, da allenatore non ci sono cinquanta squadre che ti cercano; magari due o tre. Un giorno spero di diventare ct della Francia: sarebbe la chiusura di un cerchio che mi ha fatto vivere la più grande emozione da calciatore. Nell futuro mi vedo ancora allenatore, anche se mi piacerebbe gestire un club nel ruolo di dirigente”.

Sul sì al Real Madrid“Mi ero incontrato con Florentino Perez a Monaco, in una cena di gala. Non eravamo seduti uno accano all’altro, lui mi passò un tovagliolo dove c’era scritto ‘Vuoi venire?’, io risposi su un altro tovagliolo: ‘Yes’. Ancora oggi mi chiede perché gli ho scritto in inglese”.

Sulla maglia numero 5:  “E’ il mio numero fortunato. Ho vinto cinque Champions con il Real Madrid tra quella da giocatore nel 2002, quella da assistente di Ancelotti e le tre da allenatore. Anche in famiglia è un numero che torna spesso e in albergo voglio sempre andare al quinto piano: il 99% delle volte vinciamo. Al Real scelsi il 5 perché Perez mi disse che i numeri lì andavano dall’1 all’11 e l’unico libero era quello”.

Sul cucchiaio nella finale 2006: “Il rigore l’ho segnato al settimo minuto, ne mancavano altri 83 e se l’avessi sbagliato avrei potuto rifarmi poco dopo. Non avevo mai fatto il cucchiaio, ma davanti avevo uno dei più forti del mondo come Buffon che mi conosceva; per questo dovevo provare qualcosa di diverso.”

Sulla testata a MaterazziQuel giorno ero fragile perché sapevo che mia mamma non stava bene. Non era nulla di grave, ma anche se con lei c’era mia sorella ero preoccupato. Materazzi non offese mia mamma, ma disse qualcosa su mia sorella. In campo ci sono spesso insulti ma non succede nulla, quel giorno invece avete visto tutti com’è finita. Accetto quello che ho fatto, anche se non ne sono fiero. Quando si è fragili si rischia di commettere errori”.

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