INTERVISTA QUAGLIARELLA – Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Fabio Quagliarella, ha parlato della sua carriera da bomber, paragonandosi ad un artista del gol:

Quello con un artista è un paragone che ci può stare. L’unica differenza rispetto ad un pittore, è che io non mi ispiro a qualcosa o a qualcuno, ma è vero che leggo in anticipo certe situazioni. Vivo per questo, il gesto tecnico di un attaccante è un concentrato di istinto, balistica, coordinazione, dinamica, forza e soprattutto fortuna. Ma se certi gol sono una costante, allora puoi dire di avere qualcosa di innato. Ho sempre segnato certe reti. Da piccolo facevo le rovesciate sull’asfalto o tiravo dalla lunga distanza.”

INTERVISTA A QUAGLIARELLA

Certi gesti si possono allenare. Io, per esempio, lavoro sul piede sinistro. Non puoi perdere un’occasione da gol perché devi passare sull’altro piede. Poi puoi allenare la coordinazione. In campo talvolta ci sono l’ansia del risultato, i tifosi. Ti dicono: “Gioca semplice”: Ma io di questo me ne sono sempre sbattuto. Mai ho pensato: “Se la tiro in curva?”. Se non ci provo, non posso saperlo.”

Ricordo un gol a Paternò… Un amico di recente mi ha mandato un link con tutte le reti di quell’anno e sono andato a rivederle, provando a correggere mentalmente certi errori dell’epoca. Su Facebook ho letto poi uno scambio di messaggi fra vecchi compagni e altri utenti che commentavano i miei gol: “Voi vedete i suoi colpi in A, ma non immaginate come segnava in allenamento. Un po’ di libertà all’attaccante va concessa. Di Recente guardavo dei gol in tv con Tonelli e lui mi dice: “Da parecchio non segni così”. Ma se non ti arriva un certo tipo di pallone non puoi farlo. Se c’è una palla sporca poi me la vedo io”.

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