INTERVISTA HAKIMI – In un’intervista rilasciata a “La Repubblica“, l’esterno dell’Inter Achraf Hakimi ha parlato della sua prima stagione nerazzurra, che è molto vicina a regalargli il suo primo trofeo italiano.

Nonostante il distacco dalle inseguitrici è ampio, Hakimi non vuole abbassare la guardia e sullo Scudetto dice: “Ne parliamo ma con rispetto, sapendo di non averlo ancora vinto. È l’obiettivo, non lo nascondo, ma mancano molte partite. Domani col Napoli sarà molto importante, loro mi cercavano perché sono giovane e a Dortmund ho lavorato bene. Ma la squadra che mi attirava di più era l’Inter, un progetto di crescita. Il nuovo logo mi piace, guarda al futuro. Un futuro che potremo costruire insieme. Spero di restare a lungo in questo club, sono felice.

E a chi dice che l’Inter non sia bella da vedere, il giocatore marocchino risponde: “Una partita non è un film. Nel calcio conta fare gol e non prenderne, vincere e arrivare primi”. 

INTERVISTA HAKIMI – Hakimi ha parlato anche del rapporto tra Conte e i giocatori. Queste le sue parole:

“Il bacio di Conte è stato un bellissimo gesto d’affetto. Il mister è con noi qualunque cosa succeda, è un fratello maggiore per età ed esperienza. Ci lascia liberi, ci permette di divertirci e in campo si vede. Fa parte di quel gruppo che lui stesso ha costruito. La crescita è stata graduale. Molti di noi erano nuovi, me compreso. Abbiamo imparato a conoscerci. Poi, certo, sono successe cose che ci hanno dato una spinta.L’eliminazione dalla Champions League ci ha permesso di concentrarci sul campionato. Le sconfitte ci hanno aiutato a capire cosa volevamo. Vogliamo le stesse cose, seguiamo un’unica strada, siamo uniti anche fuori dal campo. Il dispiacere per l’eliminazione resta, ma siamo forti. Questa squadra farà parlare di sé anche in Europa”. 

Infine una breve parentesi sulla sua crescita a livello tattico. A tal proposito, Hakimi dice: “Al Real Madrid sono cresciuto con la difesa a 4, ma con tre centrali ho più libertà in attacco.L’attenzione per la tattica e la difesa, centrali nel calcio di Conte, mi sta rendendo un giocatore più completo.Sono contento di avere portato bonus con gol e assist a chi mi ha scelto al fantalcalcio, però nel calcio vero il primo pensiero è impedire che gli avversari arrivino alla nostra porta.
Il mio modello è Marcelo. Di lui mi piace tutto: la personalità, l’immagine, il gioco”. 

 

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