spot_img
HomeSerieAJuventusBarzagli: "Momento giusto per lasciare. Noi della BBC destinati a giocare assieme"

Barzagli: “Momento giusto per lasciare. Noi della BBC destinati a giocare assieme”

-

E alla fine è arrivato anche il suo momento: Andrea Barzagli domenica contro l’Atalanta ha giocato la sua ultima partita. Ha lasciato la Juventus e l’Italia intera. Uno degli ultimi eroi, insieme a Buffon e De Rossi, di Germania 2006. Una bandiera, un simbolo della Juventus degli ultimi anni. La Gazzetta dello Sport l’ha intervistato e vi riportiamo qui alcune delle sue parole.

Sull’addio: “Un’emozione forte. Avevo vissuto una settimana molto tranquilla, perché mi sentivo sereno. Secondo me era arrivato il momento giusto. Poi la mattina mi sono svegliato e mi è iniziato un po’ di magone, sapevo che sarebbero venuti la mia famiglia e i miei amici. Ho avuto un’annata calcisticamente difficile, sono stato molto fuori, non mi sentivo più all’altezza degli altri. E quando sei in una squadra del genere, con dei giocatori così, allenarti diventa impegnativo, c’è tantissima qualità quindi devi star bene fisicamente. Nello spogliatoio i ragazzi hanno scherzato e il magone mi è passato”.

I ringraziamenti del presidente: “Non mi aspettavo il prepartita con i ringraziamenti del presidente e la squadra schierata. Gigi, che è venuto apposta da Parigi, mi ha fatto un enorme regalo. E già lì è stata un’emozione forte. Siamo ritornati dentro lo spogliatoio, quindi ho provato un attimo a scuotermi e a dire: ‘Ragazzi, grazie mille, però facciamo una partita seria, proviamoci'”.

Sulla BBC: “L’intuizione è stata di Conte, che ci ha messo a giocare a tre. Però sembravamo fatti apposta per incontrarci. La BBC esaltava le doti di ognuno. In campo bastavano gli sguardi, ci capivamo al volo. C’è stata in tutti e tre grande professionalità, grande attaccamento alla Juve e soprattutto grande voglia di migliorarsi. E questo non è scontato, perché nel calcio ci sono giocatori che potrebbero fare molto di più e non lo fanno. Oltre a Barzagli, Bonucci e Chiellini, c’è una B in più da ricordare però, quella di Gigi: un punto fisso, intelligenza e talento”.

Su Allegri: “È una persona genuina, passava del tempo a parlare di vita, non solo di calcio. Ci ha fatto fare anche delle grandi risate, in questi anni. Nelle riunioni tecniche raccontava aneddoti in livornese. Ultimamente abbiamo tre quarti della squadra straniera. Faticavamo noi a capirlo, e anche Giorgio è livornese… Immagino gli altri. Mi ha insegnato molto e secondo me è cresciuto tanto anche lui, in questi anni. Mancherà, sono stati cinque anni intensi, belli e non pesanti”.

Su Conte: “Antonio è un martello sul lavoro, ma anche lui, quando si lascia andare, è divertente. È uno molto concentrato sul lavoro. Sempre. È anche grazie a questo che ci ha fatto crescere. È stato parte fondamentale della famosa BBC, Conte ci ha insegnato un modo di difendere diverso rispetto a quello di una volta. Molto più aggressivo, un modo originale di marcare. Anche grazie a lui c’è stata questa crescita importante della Juventus”.

Su quello che serve alla Juventus adesso: “Non lo so e, in questo momento, visto che stanno decidendo, non mi voglio esprimere. Loro sanno benissimo cosa devono fare e ieri Paratici ci ha detto che hanno le idee chiare. Hanno sbagliato raramente e prenderanno la decisione giusta per il club”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -

Must Read

Inchiesta plusvalenze Juve: indagati Agnelli, Nedved e Paratici

0
INCHIESTA PLUSVALENZE JUVE - Vero e proprio terremoto in casa Juventus. Stando a quanto riferisce "Il Corriere della Sera", Andrea Agnelli, Pavel Nedved e...