INTER ONANA – Intervistato da “Sportweek“, Andrè Onana, portiere dell’Inter, ha parlato dei suoi primi mesi in Italia con la maglia nerazzurra. Il camerunese è ormai diventato il titolare fisso, dopo un avvio di stagione di alternanza con Handanovic.

INTER, ONANA: “HANDANOVIC E’ UN MIO MODELLO. SO QUANTO VALGO”

Sulla titolarità: “Non sono sorpreso, perché so chi sono, quanto valgo, e mi accorgo di quanto cresco, allenamento dopo allenamento. Sapevo che facendo le cose per bene sarebbe arrivato presto il mio momento. Prima di arrivare, ero consapevole che mi sarei giocato il posto con un portiere straordinario, che ha fatto la storia di questo club, ma che è molto, molto diverso da me…”

Su Handanovic: Se qualcuno mi chiede “Samir è un tuo modello?”, io non posso che dire…“no”. Proprio per questa diversità tra noi. Ma aggiungo pure che lui è un campione, un gigante, altrimenti non sarebbe rimasto qui, a questo livello, per 11 anni: davanti ad Handanovic ci si può solo togliere il cappello. Appartiene a una scuola italiana che è diversa dalla mia: è bravissimo e sicuro tra i pali, mentre io mi sento un portiere moderno e “proattivo”. Uno che prende rischi, esce, accetta l’uno contro uno e gioca tanto con i piedi. Sono semplicemente modi diversi di intendere il ruolo e diversi insegnamenti a cui vieni abituato. All’inizio, ci guardavamo straniti in allenamento, e uno diceva all’altro: “Non fare così, stai sbagliando”. E l’altro rispondeva: “No, sbagli tu” (ride, ndr)”.

Sul rapporto con Handanovic: Parliamo molto più adesso di prima: Samir si sta comportando da vero capitano. È un leader riconosciuto e si vede in tante piccole cose: non deve pensare solo a me, ma a tanti aspetti quotidiani della squadra. Apprezzo il fatto che mi dia consigli, che si congratuli per una bella parata e mi corregga per un errore. E, poi, ricordiamoci di una cosa: l’Inter, intesa come istituzione, è qualcosa di molto più grande di me, di lui e di qualunque altro. Noi tutti abbiamo il dovere di difendere e onorare questa maglia, ma siamo solo di passaggio, mentre il club e il popolo interista resterà. Questo soltanto conta”.

Sui compagni più impressionanti: “Dovrei citare tutta la squadra, ma avete visto come crossa Dimarco? O come lancia Calha? E poi la prima volta che ho visto Barella, sono andato da Romelu e gli ho detto: “Oh, ma questo è un mostro…”. Vedo i centrocampisti andare in pressing su di lui e so già che in qualche modo si libererà.”

Poi aggiunge: Ma sapete, però, chi è davvero il più grande campione dell’Inter? Alex Cordaz, la persona più positiva che io abbia mai incontrato, un essere umano meraviglioso. Vai ad Appiano triste per i fatti tuoi, lo vedi in faccia e ti cambia l’umore. Se lui c’è o non c’è, fa tutta la differenza del mondo, non solo per me ma per tutti i miei compagni. Non è uno scherzo, ma grazie a Cordaz anche Barella va più veloce. Glielo ripeto ogni giorno: “Alex, è un onore allenarmi al tuo fianco”.

 

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