Inter, Mancini logorato dal (fu) primato e dalle sue incertezze

Inter, Mancini logorato dal (fu) primato e dalle sue incertezze

La squadra nerazzurra è in caduta libera: ma non è solo la forza di Napoli e Juve a fare la differenza in classifica

Sembra passata una vita dalla sera di sabato 12 dicembre, quando l’Inter stravinse (0-4) ad Udine – anche grazie a innumerevoli errori dei bianconeri – e rafforzava la sua leadership in classifica (+4 su Napoli e Fiorentina, +6 addirittura sulla Juventus). Da allora i nerazzurri di Mancini hanno racimolato, in 5 partite, solo 5 punti (1 vittoria, 2 pareggi e 2 sconfitte).

Inutile rimarcare la grossa involuzione della squadra milanese: fino ad un mese e mezzo fa, benché priva di un gioco all’altezza delle concorrenti allo Scudetto, l’Inter riusciva a capitalizzare le non moltissime occasioni create in attacco, riuscendo grazie ad una difesa ermetica (Handanovic super) a spuntarla spesso 1-0.

Forse, però, quanto di buono era stato detto della ‘’capacità’’ di Mancini di mantenere alto il livello dei risultati nonostante cambiasse spesso formazione e modulo, sta ritornando indietro come un boomerang. Una squadra di un certo rango e con certi obiettivi, come l’Inter, non può non avere una sua fisionomia ben delineata, un modulo di riferimento ed una buona percentuale di insostituibili (anche in virtù del fatto che non serve a Mancini fare un turn over esasperato non avendo coppe internazionali da disputare).

Inoltre, la tanto citata Dea Bendata pare aver smesso di accompagnare Miranda e soci, visto che contrariamente a quanto accadeva prima, i nerazzurri creano miriadi di occasioni ma segnano ancora pochissimo e subiscono meno tiri in porta senza che Handanovic riesca più a salvare tutto.

Insomma, con Napoli e Juventus in striscia vincente da settimane (la Juventus vince da 11 partite, gli azzurri da 5), l’Inter pare arrancare sotto le sue incertezze ed insicurezze, che poi alla fine sono quelle del suo allenatore. Ha provato, il tecnico interista, a spostare l’attenzione su altro la settimana scorsa: anche la polemica sugli insulti ricevuti da Sarri al San Paolo era arrivata a ritorcersi contro di lui, prima che il comunicato del suo club – e Le Iene – l’hanno definitamente stoppata

Il caro Giulio Andreotti diceva che il potere logora chi non ce l’ha: l’Inter ha subito il logorio da prima della classe e da terza, segno inequivocabile che alla squadra manchi qualcosa, che non sono i rinforzi (ulteriori) invocati dal suo allenatore.

Forse urge che Mancini cominci a lavorare in una unica direzione, scegliendo gli uomini di cui maggiormente si può fidare ed un modulo che gli si addica, senza agire solo per risposta, adeguandosi ogni volta all’avversario che si ha davanti. Spesso nel calcio essere duttili è un pregio, ma quando le altre pretendenti allo Scudetto non lo sono e viaggiano come treni, diventa un difetto difficilmente correggibile se non affrontato in tempo.

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Francesco Leone
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