Romelu Lukaku ha parlato a DAZN del suo ritorno all’Inter. Il gigante belga si è scusato ancora una volta con i tifosi per l’addio di un anno fa, ma è pronto a riconquistarne l’amore a suon di gol.

INTER, LUKAKU: “PARLO SUL CAMPO, PER VINCERE DOBBIAMO FARE MEGLIO”

Queste le sue parole: “In un anno tutti hanno dimenticato cosa sono capace di fare in campo, è una sorta di rabbia che ho dentro di me. Tutti insieme speriamo di fare meglio dell’anno scorso e di portare qualcosa a casa”.

Sull’addio di un’estate fa: “Era destino giocare per l’Inter, come per l’Anderlecht, l’Everton e il Chelsea. Era quello che mi immaginavo, mi hanno dato l’opportunità di diventare il giocatore che sono. L’amore della gente e dei tifosi, per me e per la mia famiglia, li ringrazio e chiedo ancora scusa per come sono andato via, ma devo parlare in campo”.

Prosegue: “Prima quando sono andato via, ho voluto questa rivincita al Chelsea. Era la mia squadra del cuore dall’età di 11 anni, ho avuto l’opportunità di andare e di essere protagonista, ma non è stato così. A marzo, quando ho saputo che c’era l’opportunità di tornare qui, non ho detto nulla ma siamo riusciti a farmi ritornare: con la società abbiamo fatto un ottimo lavoro”.

Su Lautaro“Ci siamo parlati su Instagram, avevo cambiato numero. E poi su WhatsApp. È stato uno dei primi con cui ho parlato, poi Dimarco, Bastoni e gli altri. Io e Lautaro ci siamo detti che dobbiamo fare meglio di prima. Se vogliamo raggiungere gli obiettivi di squadra, dobbiamo tutti fare meglio perché le altre squadre sono diventate più forti. Ho visto subito che le sue qualità possono aiutare me e le mie qualità possono aiutare lui. Non siamo attaccanti egoisti, io so quando è il giorno di Lautaro e non il mio: così lo aiuto e la portiamo a casa. Abbiamo voglia di vincere anche le partitelle, siamo sempre in squadre opposte ma sappiamo che anche insieme possiamo fare la differenza per la squadra in allenamento”.

Su Conte“Quando sono arrivato all’Inter, sono arrivato da due anni difficili al Manchester United, mentalmente. Fisicamente ho sofferto perché non c’ero con la testa, devo ringraziare Conte perché mi ha reso un giocatore forte e mentalmente mi ha fatto davvero crescere, insegnandomi a non mollare mai e a dare il massimo. Questo rimarrà con me fino alla fine”.

Su Inzaghi“Anche lui è così, anche per questo sono tornato. Mio fratello Jordan mi ha parlato bene di lui, anche l’anno scorso ho visto come ha lavorato e mi piace”.

 

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