[df-subtitle]de Vrij: “A Bologna ho visto una buona Inter, dobbiamo continuare così. L’obiettivo è finire tra le prime quattro e confermarsi in Champions. L’ultima partita contro i nerazzurri? Alla Lazio mi conoscevano e se loro mi hanno fatto giocare vuol dire che si fidavano di me, nessuno mi ha detto niente per l’errore che ho fatto e che ha portato al rigore su Icardi”[/df-subtitle]

Arrivato all’Inter dopo quattro anni alla Lazio, Stephan de Vrij, difensore olandese, ha rilasciato una lunga intervista a “Il Corriere dello Sport“.

Il giocatore, titolare in tutte e tre le gara di campionato, ha già segnato il primo gol in nerazzurro nella sfida casalinga contro il Torino.

Queste le sue principali dichiarazioni: “Non sono soddisfatto per i risultati che abbiamo ottenuto a inizio campionato, è un peccato che abbiamo già perso cinque punti nelle prime tre partite ma siamo sulla strada giusta. Nell’ultima gara ho visto una buona Inter, dobbiamo continuare così. L’obiettivo è finire tra le prime quattro e confermarsi in Champions“.

Prosegue: “Noi l’anti-Juve? Non leggo molto i giornali e non ascolto i programmi televisivi. Ho imparato a non farmi condizionare, meglio pensare partita dopo partita se no diventa un’ossessione e si parla solo di quello. Se guardiamo le rose quella dei bianconeri ha più qualità ma nel calcio può succedere di tutto perché la stagione è lunga. Ronaldo? Non credevo venisse in Italia ma quando hanno continuato a dirlo, allora… Per il calcio italiano il suo sbarco è stato positivo perché dà una bella spinta a tutto il movimento. Io l’ho affrontato con la nazionale prima del mondiale del 2014. Finì 1-1 e lui segnò nel finale su calcio d’angolo. L’attaccante più forte che abbia mai affrontato in carriera però è Mbappé“.

Poi su Spalletti: “Ho sempre pensato che fosse bravo tatticamente, il mio amico Strootman mi aveva parlato bene di lui. È un tipo positivo e chiaro, sa cosa vuole e come ottenerlo; sul campo ci fa capire come giocare e come dobbiamo allenarci. E’ anche una bravissima persona. Fa pure delle battute ma non sul campo perché lì non si scherza e si lavora forte. Quando ho parlato con lui e con la società ho capito subito quanto fortemente mi volessero e per me è stato importante sentirmi così. Il paragone con Samuel? Ognuno ha le sue caratteristiche ma è un bel paragone perché lui ha vinto tutto con l’Inter ed è fortissimo“.

Sugli anni trascorsi alla Lazio e l’ultima gara di maggio proprio contro i nerazzurri: “Sono cresciuto tantissimo e a Roma ho molti amici che sento ancora. Ho vinto la Supercoppa italiana e ho ricordi indelebili di notti fantastiche all’Olimpico anche in altre gare. I derby vinti sono indimenticabili così come la Supercoppa o l’ultima partita del 2014-2015 sul campo del Napoli, grazie alla quale abbiamo conquistato terzo posto e preliminari di Champions. Il rapporto con Inzaghi? Ottimo perché lui è molto bravo e mi piace. E’ serio nel lavoro sul campo ma fa anche battute simpatiche. L’ultima partita contro l’Inter? Alla Lazio mi conoscevano e se loro mi hanno fatto giocare vuol dire che si fidavano di me, nessuno mi ha detto niente per l’errore che ho fatto e che ha portato al rigore su Icardi. Purtroppo può succedere, soprattutto in quella situazione quando nel secondo tempo la squadra ha giocato molto vicino alla nostra porta. Non era una partita facile, volevo tanto far bene ma poi c’è stata quell’azione dove stavo cercando di recuperare la palla che avevo messo in area Eder. Icardi non era in fuorigioco e avrebbe concluso da due passi, così ho provato a intercettare in scivolata; se avessi toccato il pallone tutti avrebbero parlato di un grande intervento, invece…“.

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