INTER CORREA – Intervistato da “La Gazzetta dello Sport“, Joaquin Correa ha parlato in vista della stracittadina di domani sera tra l’Inter e il Milan. Nell’ultimo turno di campionato l’attaccante ha deciso con una doppietta la sfida contro l’Udinese.

Così il Tucu: “Se perdiamo addio Scudetto? Sarebbe sbagliato se noi ora facessimo questi calcoli, se pensassimo ai rischi e ai pericoli. Dobbiamo, invece, ragionare al contrario, pensare a quanto sarebbe importante arrivare noi a -4: con una vittoria può cambiare tutto, sarebbe un messaggio, significherebbe che possiamo ancora essere protagonisti. Ma ora i giudizi definitivi non servono, serve stare là attaccati alla vetta”.

INTER CORREA

INTER CORREA – Prosegue: “Segno sempre al Milan? No, ma sono molto legato al gol segnato nella semifinale di Coppa Italia 2019 con cui abbiamo passato il turno anche perché alla fine abbiamo portato a casa pure il trofeo. Un’altra volta ho segnato un gol al 94’: sono state tutte reti importanti, ma voglio segnarne altre ancora“.

Sulla scelta dell’Inter e il provino con i nerazzurri del 2012: “Una telefonata importante è stata quella di Veron, un riferimento per noi all’Estudiantes. Era incredibile, non sbagliava un passaggio. Stavolta gli ho chiesto informazioni sul club e lui ha detto subito: ‘Vai!’. Mi ha fatto capire quanto sia grande l’Inter, cosa significhi essere qua. Io non ci ho pensato un attimo: questo sogno ce l’avevo sin da bambino quando l’Inter l’avevo solo sfiorata. 

Il provino? Mi ricordo la Pinetina, l’aria che si respirava, l’emozione: volevo a tutti i costi trasferirmi anche perché ero già tifoso del club visti i tanti argentini. Alla fine i club non si sono accordati: evidentemente doveva andare così, dovevo arrivare qua da adulto“.

Poi: “Mi aspettavo di stare meglio fisicamente e, quindi, di giocare di più. Ma piccoli infortuni mi hanno penalizzato e questo mi fa arrabbiare. Ma il mio tempo arriverà: ora sto bene e sono pronto a giocare più minuti“.

 

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