INTER BASTONI – Il difensore dell’Inter Alessandro Bastoni ha rilasciato una lunga intervista al “Corriere dello Sport“. Tanti i temi toccati dal classe ’99, dal Mondiale alla ripresa del Campionato, con subito il big match contro il Napoli, fino al futuro.

INTER, BASTONI: “COL NAPOLI UN BIVIO. FUTURO? SONO FELICE QUI”

Sul Mondiale: “Come tutti i miei compagni di Nazionale, avrei voluto partecipare e rappresentare il nostro Paese. Possiamo solo resettare e riprovarci tra 4 anni. La botta è stata grande. Ancora di più pensando che è stata la seconda volta di fila per l’Italia. Da giocatore avverti un grande senso di responsabilità per aver mancato questo traguardo“.

Sulla Nations League: “Finché non arriverà il prossimo Mondiale e fino a che non ci qualificheremo sarà difficile dimenticare. Ciò non toglie che faremo di tutto per conquistare quest’altro trofeo. Sarebbe un modo per dimostrare, anche a noi stessi, qual è il nostro effettivo valore“.

Sulla ripartenza dell’Inter dopo la sconfitta con l’Udinese: “Ci siamo aggrappati a noi stessi, a un gruppo che è solido e forte. Ci siamo ricompattati, avendo la consapevolezza che soltanto uniti e assieme potevamo tirarci fuori da quella situazione. Ci siamo parlati, abbiamo cercato di individuare i problemi e anche adesso stiamo cercando di risolverli in maniera definitiva“.

Sulla sua reazione in panchina: “Qualsiasi tipo di reazione è sbagliata. Vale anche per quell’episodio. È nato tutto dal nervosismo che avevo addosso per non riuscire a fare quello che so di poter fare normalmente. Ripeto, è stato importante parlare tra di noi. Da quel momento ne siamo usciti più squadra rispetto a come eravamo prima“.

Sui troppi gol subiti: “È difficile trovare una risposta, perché non esiste una ragione tecnica. Credo che fondamentalmente sia un aspetto mentale. In questi casi, la ricetta è unicamente lavorare“.

Sulla gara col Napoli: “Certamente si tratta di un grande bivio per il campionato. Non portare a casa un risultato positivo sarebbe una botta molto dura da digerire. E poi diventerebbe molto complicato recuperare il distacco“.

Sui tanti assist serviti: “Devo ringraziare il settore giovanile dell’Atalanta, nello specifico Favini (ex-responsabile del vivaio bergamasco ora scomparso). È stato il numero uno. Ancora prima dell’aspetto fisico, là ti insegnano la tecnica di base. E si tratta di un’impostazione fondamentale, a mio avviso, per giocare calcio. Per il resto, è una mentalità e un’attitudine che ho sempre avuto fin da ragazzino“.

Sulla difesa a tre: “Certamente esalta le mie caratteristiche, perché ho possibilità di spingermi avanti, senza avere l’eccessiva preoccupazione di quello che può accadere se dovessi commettere un errore. Sento di avere le spalle coperte e di avere maggiore libertà“.

Sulle differenze tra Conte, Inzaghi e Mancini: “Con Conte, entravi in campo sapendo alla perfezione quello che dovevi fare, perché tutto era stato studiato in modo maniacale. Gli altri due sono molto simili per come preparano le partite, per l’atteggiamento che hanno in campo e per come si approcciano ai giocatori. Nel senso che sono molto tranquilli e aperti al dialogo. Posso aggiungere che, a livello di gioco, Inzaghi mi ha dato tanto, perché la propensione a spingere del braccetto nasce proprio con lui“.

Su un possibile futuro al Tottenham: “Qualche contatto c’è stato, ma io sono contento di essere rimasto all’Inter“.

Su Skriniar: “Posso solo consigliargli di fare ciò che ritiene giusto. Siamo tutti quanti grandi e ognuno deve fare le proprie valutazioni, insieme alla propria famiglia. L’importante è che sia convinto della scelta finale. Non posso giudicare, soltanto sperare che resti qua“.

 

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