INIESTA DEPRESSIONE – «Non mi sentivo bene, non ero me stesso. Era tutto buio, vedevo tutto nero» Con queste parole si apre un documentario trasmesso nelle scorse ore su Rakuten Tv in cui si parla di Iniesta. Aveva da poco trionfato nella Champions League del 2009, da lì a pochi mesi sarebbe diventato campione del Mondo in Sudafrica e sarebbe stata decisiva proprio  una sua rete in finale.

In quella partita Iniesta, da molti considerato il più forte centrocampista degli ultimi 20 anni, subito dopo la rete mostrò una maglietta con la dedica al suo amico Daniel Jarque trovato morto a Firenze nell’estate del 2009 mentre era in ritiro con la sua squadra. Per Andrés, fu il colpo decisivo che lo fece cadere nella depressione: “Quando ho appreso la notizia, è come se fossi stato colpito da un pugno molto potente che mi ha messo ko e che mi ha fatto cadere molto in basso”.

Il padre di Andrés, Josè Antonio, ha aggiunto un’altra rivelazione nel documentario trasmesso dall’emittente giapponese: «Quando tuo figlio di 25 anni viene a trovarti a mezzanotte e ti dice che vuole dormire con i suoi genitori, significa che qualcosa non va. Mi disse di non stare bene, gli chiesi cosa non andasse e lui mi rispose ‘non lo so, non mi sento bene’. Ad un certo punto, mi sono persino detto che sarebbe stato meglio se avesse smesso di giocare a calcio».

Oggi Iniesta, quando deve ancora compiere 36 anni, da tempo si è allontanato dal calcio che conta per giocare in Giappone. COme abbiamo detto, è considerato uno dei più forti calciatori della sua epoca, ma numeri alla mano non è nemmeno blasfemia considerarlo uno dei più forti calciatori di tutti i tempi.

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