Anche la stagione del calcio giovanile sta volgendo poco poco al termine. Vale quindi anche per Alessandro Guolo, dalla fine del 2020 allenatore degli Esordienti dell’Indomita 21, società calcistica di Treviso la cui prima squadra è impegnata nel campionato di Seconda Categoria, dopo un’ottima cavalcata compiuta dodici mesi fa vincendo e dominando in lungo e in largo il rispettivo Girone di Terza Categoria.

Notevole è stato anche il percorso nel club gialloblu del tecnico di Preganziol classe 1987. Tante infatti sono state le partite così come diversi sono stati i tornei con lui al timone dei giovani ragazzi.

Contattato da EuropaCalcio.it, Guolo ha parlato di questa annata in fase di conclusione.

INDOMITA GUOLO

Andando a ritroso, lo scorso settembre questa nuova esperienza con gli Esordienti nati nel 2012. Come sono stati l’impatto e la successiva fase di ambientamento con i nuovi ragazzi?

Diciamo che l’approccio non è cambiato: ho il mio metodo di lavoro e vado avanti con quello. Sapevo che avrei preso un bel gruppo ma che allo stesso tempo non sarebbe stato facile perché, quando giocavano nei Pulcini, i ragazzi erano stati divisi in due squadre diverse e quindi anche allenati da due allenatori diversi“.

In questa fase di crescita dei ragazzi, sappiamo i risultati sul campo hanno una importanza molto relativa. Ma che stagione e che percorso sono stati?

Quanto ai risultati, posso solo dire di essere contento dal momento che ne ho perso quattro partite ma per il resto le ho vinte tutte. È capitato di perdere dominando, ma quando succede dico sempre ai ragazzi che se perdiamo giocando bene e dominando, possiamo perderne anche venti su venti. A me interessa che ci sia sempre il giusto atteggiamento, Ci vogliono sempre voglia e grinta. Mi piace giocare palla a terra quindi sono senza dubbio soddisfatto“.

In più di una occasione, sono venuti a vederla e a sostenerla anche alcuni dei ragazzi del 2010 che ha allenato nel precedente biennio. Che sensazioni ha provato?

Ogni tanto vado anche io a vederli in allenamento. Quelle volte che sono venuti loro a vederli, inutile negare la mia felicità. Significa che con loro ho lavorato bene e ho lasciato un buon ricordo“.

C’è stato singolo un momento o un episodio importante o significativo?

Di episodi particolarmente importanti o significativi non ce ne sono stati. Potrei semmai ricordare il fatto che, avendo piovuto molto in questi mesi, siamo stati costretti a saltare diversi allenamenti. Però spesso organizzavo delle partite di calcetto per cercare di “compensare” l’allenamento. A questi ragazzi bisogna stare molto dietro e prestare attenzione perché poi rischiano di rimanere a casa attaccati allo smartphone. Ho cercato di essere il più professionale possibile. A parte questo aspetto, l’aver ricevuto quasi sempre i complimenti degli avversari per il gioco che producevamo è stata una cosa bellissima, oltre a una gratificazione del lavoro che fatto in settimana. Ad altre società invece, da quello che ho visto io, interessa solo il risultato: palla lunga e pedalare. Sono scelte legittime ma che non mi trovano d’accordo. Quando si allenano gli Esordienti bisogna soprattutto pensare a insegnare il calcio, il risultato sul campo viene dopo“.

Parlando ora di lei, ormai è da qualche anno che allena, non è più alle prime armi diciamo. C’è un tecnico in particolare a cui si ispira?

Ho avuto modo di confrontarmi con altri allenatori miei coetanei o alla guida di altre squadre come la mia, sono stati momenti importanti e produttivi. Mentre se devo dire nomi grossi, dico che il mio preferito è Jurgen Klopp: incredibile la sua capacità di riuscire a far tirare fuori il meglio dai suoi giocatori e dai giovani. Oltre a lui mi piacciono anche Thiago Motta e De Zerbi per come impostano e fanno costruire il gioco alle loro squadre“.

Dove vedremo Guolo l’anno prossimo?

Ho un contratto con l’Indomita, con cui lavoro da quasi quattro anni e a cui sono molto legato, fino al 30 giugno. Ad oggi, dico la verità, il club non si è ancora fatto sentire. Dal canto mio vorrei continuare in questo progetto, ma se qualche altro club dovesse chiamarmi per un colloquio io ci parlerei serenamente ma anche seriamente. Vedremo come si evolverà la situazione. Intanto sono focalizzato su questo finale di stagione che ci vedrà impegnati in diversi tornei, come quelli ad Alpago, Caorle e Istrana“.

 

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