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Inchiesta Juventus, ritrovata la carta di Ronaldo: ecco cosa rischia

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Inchiesta Juventus, la procura di Torino avrebbe ritrovato la carta legata a Ronaldo da considerare nell’accusa di falso in bilancio

Si complica, e non poco, la posizione della Juventus in merito all’accusa di falso in bilancio sulla quale ha indagato la Procura di Torino dopo alcune operazioni ritenute alquanto sospette dal punto di vista finanziario.

Secondo quanto riportato dal portale Gazzetta.it, infatti, i Pm incaricati di far luce su un’inchiesta che prende in considerazione i bilanci legati al 2018, 2019 e 2020, sarebbero riusciti a scovare la famosa carta legata a Cristiano Ronaldo, con l’ammontare di circa 19,8 milioni di euro non inseriti nel bilancio dichiarato dalla società bianconera ma che sarebbero finiti nelle tasche del giocatore.

Inchiesta Juventus: cos’è nel dettaglio la carta Ronaldo? 

Ma cosa riguarda nel dettaglio la carta Ronaldo? Un accordo intercorso tra la dirigenza e il calciatore riguardo una cifra da tenere all’oscuro della Lega Calcio per la presunta rinuncia del portoghese di percepire lo stipendio di quattro mensilità all’epoca del primo periodo di pandemia Covid: marzo, aprile, maggio e giugno, per un totale di 19,8 milioni.

Cifra che, la società, non avrebbe appunto comunicato in Lega ma che si sarebbe comunque impegnata ad elargire al portoghese negli esercizi successivi. Tuttavia, quello di Ronaldo, a detta dei Pm di Torino, non fu l’unico caso.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura attraverso alcune intercettazioni, infatti, a tutto il gruppo squadra, allenatore compreso (all’epoca Mister Sarri), sarebbe stata riconosciuta l’intera cifra cui, al contrario di quanto comunicato ufficialmente dalla dirigenza a marzo 2020, avrebbe invece rinunciato per alleggerire le casse della società.

L’ammontare di tale accordo, non dichiarato negli esercizi incriminati, si aggirerebbe intorno ai 90 milioni di euro.

Inchiesta Juventus: altri capi di accusa e possibili ripercussioni

Tuttavia, il tacito accordo sugli stipendi non riguarda l’unico capo di accusa mosso nei confronti di Andrea Agnelli e altri quindici imputati. Tra i quali rientrano i vari Nedved e Arrivabene.

Il bilancio della società sarebbe stato falsificato attraverso altre operazioni sospette, quali compensi agli agenti per operazioni inesistenti e plusvalenze fittizie per la compravendita di calciatori.

Piove sul bagnato, dunque, in casa Juventus. Dopo la cocente eliminazione dai gironi della Champions League avvenuta sul campo, un’altra partita molto complicata coinvolge la società nei Tribunali del Calcio.

Secondo una prima ricostruzione, se il fatto dovesse sussistere, la Juventus rischierebbe una multa milionaria e una penalizzazione in classifica.

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