QATAR DANARO CALCIO – Il calcio resta, non è in discussione. Le qualità tecniche del singolo o della Nazionale, del gruppo squadra, delle idee un commissario tecnico, restano intatte al pari di quando raccontiamo ciò che accade in campionato o in competizioni europee. L’oggetto di discussione è l’evoluzione (in questo caso, l’involuzione) che il sistema calcio ha operato su sé stesso.

Perché se amiamo davvero questo sport nei suoi valori e principi, nella sua etica e per la sua storia, non possiamo non comprendere come questi Campionati del Mondo siano il trionfo della sua commercializzazione. I Mondiali appena iniziati in Qatar rappresentano la vittoria del materiale sull’essenza, dei soldi sull’etica, in nome di un modernismo che nulla ha a che spartire con il progresso.

In Qatar il Dio Danaro uccise il Calcio

Soldi. Che fanno la felicità del calcio ma non necessariamente di tutto il pubblico. Al contrario, il denaro ha svilito la dimensione onirica. Si possono comprare, oggi, anche i sogni: tutto è in  vendita. I container che “accolgono” all’esterno degli impianti i tifosi meno facoltosi sono stati un colpo all’occhio: baraccopoli dove assiepare gente proveniente da tutto il mondo, pronta a farsi in quattro per un selfie nell’evento di tendenza, persone che appaiono come zombie al seguito del sistema. Limoni da spremere, felici di essere spremuti: sistema calcio, ti pago abbonamenti in tv e allo stadio, non mi basta, ecco per te altri soldi, prendili, è tutto tuo… Ma dammi il post quotidiano, uno spettacolo qualsiasi, anche Qatar-Ecuador!

Qatar 2022 è la pietra tombale del calcio come l’abbiamo conosciuto e raccontato. Cambiamento talvolta fa rima con peggioramento. Le docu-serie trasmesse sulle varie piattaforme (FIFA Uncovered su tutte) avrebbero dovuto indignare l’opinione pubblica mondiale. Invece tutto è stato dimenticato perché c’è un Mondiale da consumare, fagocitare, sputare e iniziare daccapo con competizioni nazionali ed europee.

Un consumo continuo di partite, ogni tre giorni, inevitabili affaticamenti muscolari, infortuni, stress da competizione. C’è un prodotto da vendere, non bisogna guardare in faccia a nessuno.

Il Dio Danaro riuscirebbe a far organizzare un Mondiale anche a casa dei Talebani. Questo Dio ha ucciso il Calcio.

Articolo precedenteBologna, Arnautovic: “United? Dura rifiutare, ma qui si sta bene”
Articolo successivoDi Lorenzo e il Napoli ancora insieme: pronto rinnovo fino al 2028

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui