Immobile show all’Olimpico, Lazio agli ottavi di UCL – Dopo la brutta prestazione di Salerno, Maurizio Sarri si aspettava una reazione con i fatti e non con le parole da parte dei suoi calciatori. Serviva una prova di carattere, serviva entrare con lo spirito giusto, serviva di dimostrare gli attributi.

La Lazio incontra il Celtic in casa, c’è la possibilità di chiudere qui il discorso qualificazione, non solo per il cammino europeo, ma per dare un segnale alla squadra, alla Serie A e soprattutto ai tifosi biancocelesti.

Formazione di partenza ancora una volta ridisegnata, con molti esordienti in UCL. Provedel rassicura tra i pali, si era infatti vociferato in giornata di una possibile influenza che avrebbe potuto tenerlo ai box. In difesa Lazzari e Marusic sugli esterni, Patric e Gila centrali, scelte obbligate visti gli infortuni di Casale e Romagnoli.

Sulla mediana Sarri affida la regia a Rovella, con Guendouzi e Luis Alberto, spazio al giovane Isaksen con Felipe Anderson e Taty Castellanos a completare l’attacco.

Giro palla veloce e semplice per i biancocelesti, pochi fronzoli e tante verticali e sovrapposizioni come non se ne vedevano da un po’. La Lazio ha voglia di vincere, vuole portare a casa i tre punti.

I tre di centrocampo si trovano a meraviglia, l’unico un po’ sottotono è Felipe Anderson, il brasiliano si divora un colpo di testa a tu per tu con Hart schiacciando troppo sull’erba. La fisicità di Marusic preferito a Hysaj e Pellegrini funziona, contenendo le sgroppate di un vivacissimo Forrest, mentre la velocità di Marusic e Isaksen finiscono per impensierire Taylor e Hyun-Jun mai troppo decisivo.

Immobile show all’Olimpico, Lazio agli ottavi di UCL

Nella ripresa un paio di occasioni degli Scozzesi si risolvono grazie ad un concentratissimo Provedel. Al 60esimo minuto, Felipe Anderson pesca Isaksen sul filo del fuorigioco, il Danese è velocissimo, raccoglie il suggerimento e batte Hart, ma la palla lambisce il palo di un soffio, mani nei capelli un po’ per tutti. Castellanos fa il suo, spesso gioca spalle alla porta a fare da sponda, combatte per la squadra e si sacrifica nel creare spazi per i compagni.

Dopo un’ora di gioco escono lui e Felipe Anderson, rilevati da due pezzi da novanta come Pedro e soprattutto Immobile. Il capitano della Lazio non viene da un momento felice, ed è chiamato ad un compito abbastanza complicato, portare a casa tre punti nella mezz’ora di gioco rimanente.

In cinquantamila circa urlano il suo nome, ed è solo questione di tempo. Dall’ennesima discesa di Isaksen (prova davvero di livello) scaturisce il primo goal. Il Danese se ne beve un paio prima di calciare in porta, sulla deviazione di un difensore è proprio Immobile a fiondarsi come un rapace, tap-in vincente e sotto la Nord ad abbracciare il suo pubblico.

Immobile show all’Olimpico, Lazio agli ottavi di UCL

Passano solo tre minuti e ancora una volta è Isaksen a confezionare un cioccolatino per Ciro: finta, palla sul sinistro e sfera che si insacca. Sembra tutto fatto, mancano 5 minuti più recupero, ma su una spinta di Patric ai danni di Furuhashi, l’arbitro indica il dischetto. Mentre tutti si guardano increduli il VAR prontamente richiama il direttore di gara. Niente rigore!

Pochi passaggi ancora e tutti a casa, ad attendere notizie da Rotterdam.
L’Atletico Madrid batte 3 -1 il Feyenoord che al terzo posto scivola in Europa League, la Lazio seconda in classifica è agli ottavi.

“Sarò più nervoso con il Cagliari” ha dichiarato Maurizio Sarri, come per avvisare i suoi che il tempo dei festeggiamenti può durare al massimo una notte.

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