[df-subtitle]L’opinione del giornalista e vicedirettore del quotidiano spagnolo MARCA, Emilio Contreras[/df-subtitle]

Il Bernabeu va via via svuotandosi, il Real Madrid è più disilluso che mai, i fan quasi non ci credono più, il gioco di squadra annoia tanto da dare la sensazione che lo staff abbia la pancia piena e sia privo di illusioni… L’attuale scenario invita alla riflessione pensando al futuro. Nell’era più gloriosa con tre Coppe dei Campioni consecutive, il Real Madrid ha bisogno di una rivoluzione. E la prima cosa da fare è ingaggiare un allenatore di primo livello che difenda il prossimo progetto della squadra.

Il vuoto nell’era post-Zidane e post-Cristiano Ronaldo è evidente. A grandi mali, grandi rimedi. È tempo che il Real Madrid metta la sua rivoluzione nelle mani di un tecnico di punta. Ed è evidente che Solari non è la persona giusta per guidare la squadra verso questa nuova tappa.

Pochettino, Klopp, Allegri. Un allenatore prestigioso, determinato a prendere decisioni, con personalità, con voce e comando. Questa è la prima cosa di cui ha bisogno il Real. Qualcuno attorno al quale costruire una nuova squadra, capace di riportare il madridismo ad alti livelli, di riempire un Bernabeu più vuoto che mai, cambiare l’attuale tendenza negativa e cominciare una rinascita.

Una squadra attenuata dalla stanchezza. Il Real Madrid ha bisogno di partecipare al mercato e ingaggiare i giocatori migliori. Bale non è l’erede di Cristiano, Marcelo è l’ombra di quello che era, Asensio non ha fatto passi in avanti, Modric, Ramos e Benzema – il migliore insieme a Carvajal e Courtois in questa stagione – hanno già superato i trent’anni e bisogna urgentemente cercare dei possibili rimpiazzi, la seconda squadra dà pochi segni di vita (Marcos Llorente è stata l’unica buona notizia delle ultime settimane). Oltre a ciò, uno dei giocatori più talentuosi, Isco, è finito ai margini della squadra. Il livello del team è peggiore anno dopo anno.

Il club spagnolo ha bisogno di comprare giocatori di altissimo livello, per restituire la speranza a una squadra sempre più disgiunta che ha bisogno di un netto cambiamento.

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