L’arrivo di Cristiano Ronaldo in Italia, come previsto, ha portato in su l’asticella dell’attenzione mondiale sul calcio nostrano. Stadi pieni, telespettatori in aumento all’estero, attenzione crescente verso una Serie A che non godeva di tanti riflettori dai tempi delle sette sorelle. Il portoghese ha però trovato pane per i suoi denti, nella lotta al titolo di capocannoniere, dato per assegnato sin dal momento del suo arrivo. Nomi più o meno noti davanti in classifica al fuoriclasse lusitano, col più temibile appena alle spalle ma in rampa di lancio dopo un inizio difficile anche a causa di un infortunio: Mauro Icardi.

Bwin vede ancora Ronaldo nettamente favorito rispetto alla concorrenza, quotato a 2.30 per essere il Re dei marcatori. L’argentino parte distante, anche se in ripresa, dato sette volte la posta. Per l’ex Real Madrid un contributo offerto alla squadra, ancor prima che ai propri interessi: sono già 5 le reti, ma stupiscono i 4 assist. A dimostrazione di quanto si sia perfettamente calato nel nuovo contesto tattico, in cui Allegri punta fortemente sul collettivo, come dimostrano le ripetute panchine dell’altro fuoriclasse, Dybala.

Il lusitano ha mostrato un’umiltà non sorprendente, come confermato da Allegri in conferenza stampa, diventando subito leader e punto di riferimento della squadra. Passi in avanti da questo punto di vista evidenti anche in Icardi, che ha segnato 4 reti realizzando anche due assist, fra cui quello decisivo contro la Fiorentina per D’Ambrosio. E la sensazione è che proprio loro due potrebbero giocarsi il titolo di capocannoniere fino all’ultima giornata, percorso Champions permettendo che potrebbe far saltare più di qualche match di campionato al portoghese, soprattutto se la Juve dovesse accumulare un vantaggio consistente sulle inseguitrici.

Per Icardi sarebbe la terza volta, a 26 anni, da capocannoniere: ambedue i casi in coabitazione, con Toni prima, con Immobile poi. Il peso di Cr7 sul Real lo si nota anche non giocando più per i blancos: mai sotto le 25 reti nella Liga negli ultimi 4 anni, con l’exploit dei 48 quattro stagioni fa. Icardi mai sotto le 15 invece, sempre oltre le 20 in tre degli ultimi quattro anni, costringendo di fatto i nerazzurri a schierarlo come terminale offensivo unico, in un modulo che molto difficilmente potrà discostarsi dal 4-2-3-1.

Non mancano però gli outsider e al momento ne abbiamo uno che davvero suonava inaspettato alla vigilia, il polacco Piatek. 9 reti per lui in 7 giornate consecutive, ma non c’è solo l’attaccante del Genoa a mettere i bastoni fra le ruote ai soliti noti.

Insigne ad esempio, che nel nuovo ruolo cucito su misura da Ancelotti al Napoli lo ha portato molto più vicino alla porta e al centro del reparto offensivo: solo il recente infortunio ne ha stoppato il bottino.

Occhio come sempre a Immobile e Higuain, mentre Dzeko pare essere tornato quello della prima deludente stagione: con buona pace dei tifosi romanisti e dei fantallenatori depressi.

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