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Hamsik è fondamentale nel Napoli anche perché è un collante dello spogliatoio

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[df-subtitle]Montervino: Tutti si aspettano un colpo a sorpresa a centrocampo, ma non credo affatto che Hamsik partirà dalla panchina: lo slovacco è un valore aggiunto per il Napoli e per il calcio italiano[/df-subtitle]

Opinionisti e giornalisti sono intervenuti a Radio Crc -nel corso della trasmissione si Gonfia la rete– per parlare del Napoli, di Hamsik  e del mercato del club azzurro e di altro.

Questi i loro pareri riportati da EuropaCalcio:

Stefan Schwoch, ex calciatore:  “Milik sa benissimo che terminate le vacanze se la dovrà giocare nel Napoli anche con Ancelotti anche perché in una società importante come quella azzurra, nessuno ti può assicurare il posto da titolare, soprattutto dopo l’arrivo di un nuovo allenatore. Solo nel ritiro capiremo come Ancelotti vorrà mettere la squadra in campo, ma Milik mi piace perchè offre diverse soluzione. Un altro attaccante non so se servirà, dipenderà dal modulo che vorrà utilizzare Ancelotti, ma voglio dire che chi rifiuta Napoli è un pazzo”.

Andrea Saronni, giornalista: “Non credo che il Napoli comprerà 4 top player, sono troppi. Due però, credo che arriveranno: uno in difesa e uno in attacco. Sono molto curioso di capire come Ancelotti vorrà far giocare questo Napoli e dove vorrà collocare Mertens. Inglese non mi dispiace, ma è un nome da poter spendere in prospettiva e credo che il Napoli voglia essere protagonista in Italia e in Europa sin da subito. Sono felice che Hamsik resti perché lo slovacco è il Napoli, è un capitano in tutto e per tutto e in ottica di un doppio binario vero tra campionato e Champions Hamsik è fondamentale anche perché è un collante dello spogliatoio ed è importante soprattutto dopo l’addio di un altro leader, Reina”.

Umberto Chiariello, giornalista:  “Albiol è stato il pacco di Benitez, ma anche il cigno di Sarri. Lo spagnolo con Benitez ha fatto male, ma si è riscattato poi con Sarri alla guida tecnica facendo molto bene e tornando ad essere il calciatore che tutti ammiravamo prima di vestire l’azzurro. Ora, con Ancelotti allenatore, sono curioso di vedere come si esprimerà e sono contento che rimanga. Ancelotti non smantellerà il Napoli credo che andranno via solo 2 leader: Reina ha già dato il suo addio e probabilmente andrà via anche Jorginho, ma non credo si muoverà altro in uscita, non nei calciatori simbolo. Carletto ripartirà da tutti i titolari e a questi probabilmente aggiungerà qualche pedina importante. I 31enni che piacciono ad Ancelotti sono i vari Benzema, Cavani che aspetto all’Hotel Vesuvio, Vidal, Fabregas e Dembèlè per cui tutti nomi conosciuti e di un certo rilievo. In più, vanno aggiunti Di Maria, Boateng e Rudy e in questa sfilza di nomi, uno potrebbe arrivare”.

Francesco Montervino“Hamsik è il simbolo e l’unico vero fuoriclasse del Napoli e il fatto che resti non può che scaturire gioia. Sono certo che Marek non si strapperà i capelli per la manata cessione e sono convito che si metterà al lavoro per fare bene come sempre. Tutti si aspettano un colpo a sorpresa a centrocampo, ma non credo affatto che Hamsik partirà dalla panchina: lo slovacco è un valore aggiunto per il Napoli e per il calcio italiano e ritengo che Ancelotti farà grande affidamento su di lui”.

Giancarlo Dotto, giornalista: “E’ facile schierarsi dalla parte di Maradona, ma è sempre bello vederlo in tribuna come un tifoso qualunque, il più passionale di tutti. L’Argentina è uscita fuori dal baratro anche grazie a Maradona che gli ha trasmesso tutta l’energia possibile e l’ha trasferita anche a Messi. Maradona deve avere la libertà di mostrarsi per quello che è senza essere giudicato perché essere Maradona fino in fondo nel bene e nel male è anche una forma di rispetto. Il Portogallo è abbastanza lacunoso e se Ronaldo non è al suo massimo, la sua Nazionale può perdere con chiunque”.

Antonio Cabrini, ex calciatore: “Tutti ricordano il mio rigore sbagliato contro la Germania e pochi quello qualificazione contro l’Argentina, ma va bene così. Sapevamo che la squadra aveva un tasso tecnico e tattico elevato e la forza del gruppo con l’aiuto dell’allora ct ci fece unire tutti e ci diede forza. Questo Mondiale non ha avuto delle grandi impennate, è molto più atletico e questo fa sì che anche le squadre blasonate vanno in difficoltà. La Croazia è una formazione importante, al pari dell’Uruguay e la Colombia pure per cui non c’è nulla di scontato in questo Mondiale. La Var? Nonostante tutte le polemiche che si creano nell’arco di un campionato, la classe arbitrale italiana è sempre la migliore. E nel Mondiale lo si è visto, grazie anche all’utilizzo del Var. Calcio femminile? Con l’avvento delle squadre professionistiche che hanno inserito nella propria società le squadre femminili fa ben sperare, ma ci vuole ancora un po’ di tempo per raggiungere livelli alti”.

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