Hallfredsson Padova, gli altri vichinghi della storia biancoscudata

Hallfredsson Padova, gli altri vichinghi della storia biancoscudata

HALLFREDSSON PADOVA – Nel pomeriggio ieri, il Padova ha ufficializzato l’ingaggio di Emil Hallfredsson, mezzala islandese di 35 anni che già da inizio dicembre si allenava con la squadra di Sullo.

Si tratta certamente di un gran colpo di mercato per la Serie C. Il giocatore – che la scorsa stagione ha vestito le maglie di Frosinone e Udinese – era svincolato, e nei mesi scorsi era stato accostato anche alla Roma.

HALLFREDSSON PADOVA – Hallfredsson è il primo giocatore islandese della storia biancoscusata. Tuttavia, già in passato il Padova ha annoverato diversi calciatori scandinavi. Ecco chi sono.

Knut Andersen

Centrocampista norvegese classe 1927, Andersen ha militato tra le fila del Padova – che lo aveva ingaggiato dallo Skeid Oslo – nel biennio 1951-1953, totalizzando 43 presenze e 6 gol tra Serie A e Serie B.

Il trio svedese

Dalla Svezia, invece, sono stati tre i giocatori ad essere stati nella città del Santo.

Il più celebre e importante è Kurt Hamrin. Non bastano queste righe per descrivere e sottolineare a dovere le gesta de “l’uccellino” in maglia biancoscudata. Arrivato dalla Juventus nell’estate 1957, e in cerca di rilancio, sotto la guida del grande Nereo Rocco – un maestro nel rimettere in sesto i giocatori in difficoltà -, con la maglia del Padova realizza 20 gol, e assieme a Sergio Brighenti compone un micidiale tandem d’attacco.

Era quella squadra che in rosa contava anche il leggendario Aurelio Scagnellato e che concluse il campionato al terzo posto in classfica – record storico per la società -, dietro soltanto a Juventus e Fiorentina. Proprio dopo l’esperienza padovana, tornò in bianconero.

Il secondo giocatore svedese è stato David Ljung, roccioso difensore centrale che il Padova, in quegli anni gestito dal patron Marcello Cestaro e dal diesse Renato Favero, acquistò a gennaio 2006. Tuttavia, la sua avventura italiana non è stata particolarmente fortunata: 3 presenze per un totale di 137 minuti e senza lasciare il segno.

Il terzo e ultimo svedese biancoscudato è stato Linus Hallenius, ora ai ciprioti dell’APOEL Nicosia e all’Euganeo nell’annata 2011-2012. La squadra è costruita per la promozione diretta in Serie A e in panchina siede Alessandro Dal Canto. Anche per lui, però, l’esperienza nella città di Sant’Antonio, non è fortunata, considerati altresì i diversi infortuni: 12 presenze e 2 gol.

L’estate successiva, Hallenius – che rientra al Genoa – si esprime così: “Se non fosse stato per gli infortuni, l’esperienza a Padova è da valutare sicuramente come positiva, anche se avrei voluto giocare di più. Ho sentito sempre affetto da parte dei tifosi, che mi hanno mostrato considerazione e stima. Questo me lo porterò sempre dietro, anche se avrei voluto contribuire di più al raggiungimento dell’obiettivo, che purtroppo non è stato centrato“.

Lahti e Portin: due finlandesi a Padova

Pur non esordendo mai con la prima squadra, ma giocando solamente nel settore giovanile, il primo calciatore finlandese a vestire biancoscudato è stato Timi Lahti, approdato nel capoluogo veneto a luglio 2007. In Italia vanta due distinte esperienze al Belluno, in quegli anni in Serie D.

L’altro finlandese è stato Jonas Portin. Piuttosto sfortunato è stato il suo percorso calcistico. A seguito di ottime prestazioni tra le fila dell’Ascoli, il Padova lo ingaggia nell’estate 2010. Il suo rendimento è positivo, e così a giugno 2012 il club di Cestaro lo cede al Parma in cambio di Feltscher e Galli. Proprio in quel momento, emerge che Portin ha una malattia genetica al cuore, e non è quindi più idoneo a svolgere l’attività agonistica. La sua carriera da professionista ha quindi subito un forzato e definitivo stop.

Da danesi a padovani acquisiti: brevi storie di Fig e Thomassen

Per concludere la folta cerchia scandinava a Padova, meritano una menzione anche Thomas Fig e Dan Thomassen.

Il primo era stato tesserato dai biancoscudati nel 1997, al termine di un periodo di prova. Nonostante un grande inizio, che vede anche il Genoa interessarsi al lui, la carriera di Fig è stata purtroppo costellata da infortuni che ne hanno inevitabilmente condizionato il rendimento. Ma il suo legame con questa città è proseguito anche dopo la sia carriera, in quanto  ha fatto parte del team della startup MyPlace, società patavina molto attiva nel ramo immobiliare. Fig si occupa soproattutto delle strutture alberghiere.

Quanto a Dan Thomassen, questi si era accasato al Padova nell’estate 1998 da giocatore della Danimarca Under 21. Promosso in prima squadra alcuni mesi dopo, tra il 1999 e il 2004 Thomassen collezione 87 presenze, impreziosite da un grande rendimento. Non a caso viene acquistato dal Copenaghen, con cui vince due campionati danesi. Ad agosto 2014 – quando il Padova, a seguito della mancata iscrizione in Serie C, deve ripartire dalla D e ricostruire tutto – avviene il grande ritorno. Con questa casacca supera le 100 presenze. Vive tuttora nel padovano, dopo altre esperienze con Abano, Vigontina San Paolo e Albignasego.

 

FONTE IMMAGIE COPERTINA: www.ilfoglio.it

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