Guardiola, la Premier League e le critiche: L’allenatore spagnolo è ad un passo dall’ennesimo titolo inglese, anche se il pubblico mondiale calcistico tende, spesso, a svalutare questo trofeo quando va tra le mani dei citizens, “rinfacciando”, finora, il mancato successo in campo europeo.

A tre giornate dalla fine, il Manchester City si trova in prima posizione a +4 dall’Arsenal, che ha disputato una partita in più. E se la matematica non condanna i “Gunners”, ci pensa uno dei pilastri della squadra, Martin Odegaard. Il norvegese ha rilasciato queste dichiarazioni dopo l’ultima sconfitta contro il Brighton di Roberto De Zerbi: “Sembra proprio che la Premier League sia andata, onestamente, ed è dura da accettare. Non c’è una bella atmosfera nello spogliatoio. Non so cosa sia successo, ma siamo molto delusi e ora sembra proprio che non ci siano più speranze”. I ragazzi di Arteta, allievo proprio di Pep, sembrano arrendersi definitivamente alla corsa al titolo che gli ha visti in testa per la maggior parte del campionato.

Guardiola, la Premier League e le critiche

Adesso andremo ad analizzare lo score dell’allenatore spagnolo nel campionato inglese, da quando è alla guida del Manchester City. I successi in patria sono stati ben 4 su 6 stagioni concluse fino ad ora, quindi senza considerare il possibile quinto successo nell’annata corrente. Le uniche due eccezioni sono nel primo anno (16/17) con un terzo posto e nella stagione 2019/2020, annata in cui si è arreso ad un Liverpool straripante con 99 punti.

Le statistiche sono incredibili se consideriamo che la Premier League è, inevitabilmente, il campionato in cui si spendono più soldi e, di conseguenza, dovrebbe essere il più competitivo. Una delle critiche che Guardiola ha ricevuto più spesso è proprio la spesa ingente sul mercato. Ogni anno è stato sminuito a causa di un’affermazione che, almeno per questa annata, si rivela totalmente falsa: secondo “transfermarkt”, il Manchester City è al nono posto in classifica come spesa totale sul mercato, ben lontana dal Chelsea, prima in classifica con 600 milioni spesi.

L’ennesima critica nei confronti dell’allenatore, sono le statistiche in campo europeo. La vittoria della tanto attesa Champions League non è ancora arrivata, con il massimo risultato della finale persa della stagione 2020/2021. Mercoledì ci sarà il ritorno della semifinale contro il Real Madrid, dopo il pareggio al “Bernabeu”. Un’altra occasione, quindi, per raggiungere la sfida secca della finale, magari con un epilogo diverso rispetto a due anni fa.

Guardiola, la Premier League e le critiche

Pep, un allenatore vincente in ogni nazione in cui ha lavorato, è riuscito a far sembrare la vittoria di un campionato come quello inglese, una cosa scontata. Ciò è incredibile vedendo la difficoltà che fanno le altre squadre per raggiungere questo traguardo (vedi Arsenal). I giocatori cambiano, le intuizioni dell’allenatore no; negli ultimi mesi, infatti, abbiamo visto il difensore centrale Stones dominare la mediana, ruolo inedito per lui.

L’anno scorso, i tifosi, lamentavano dell’assenza di una punta di ruolo, colmata quest’anno con Erling Haaland che ha, letteralmente, dominato il campionato, registrando il nuovo record di reti in una sola stagione di Premier League.

Per i grandi mister, però, il destino è questo. I successi iniziano a diventare normalità e i tonfi, seppur pochissimi, risuonano molto più delle vittorie. Ciò che potrebbe accadere proprio a Guardiola, con un sempre più probabile campionato in tasca e una coppa europea con il futuro ancora tutto da scrivere.

 

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