Gregory Tade (33) ha smesso con il calcio due anni fa, dopo aver rescisso il contratto con la Dinamo in seguito a un infortunio; senza aver avuto la possibilità di esordire con i cainii. Oggi si occupa di salute fisica, promuovendo con successo i prodotti per dimagrire di Herbalife.

L’ex attaccante francese di origini ivoriane di CFR e FCSB non ha dimenticato la Romania, paese che resterà nel suo cuore per sempre. In particolare custodisce indelebili nella memoria i due anni vissuti a Cluj.

Questi i temi trattati da Gregory Tade in esclusiva ai microfoni di EuropaCalcio.it.

Hai disputato due stagioni con la maglia del CFR, la seconda delle quali è stata la più prolifica della tua carriera (18 gol in 27 partite in campionato). Quali ricordi hai di quell’esperienza?

“Le annate trascorse al CFR racchiudono momenti molto positivi e altri meno, come spesso capita nella vita. Il primo anno ad esempio è stato difficile, non riuscivo ad ambientarmi e a rendere al massimo, ma il secondo è stato fantastico. Eravamo diventati una famiglia. Sono rimasto in rapporti di amicizia con molti giocatori e componenti dello staff. Anche il rapporto con la società era buono. È stato un periodo che non posso dimenticare. L’esperienza nel complesso è stata formativa e ricca di grandi soddisfazioni personali”.

La tua permanenza a Cluj è maturata nel mezzo di due cicli vincenti e i risultati sono stati influenzati dalle difficoltà finanziarie allora attraversate dal club. Nel 2015, nonostante tutto, siete riusciti a finire il campionato terzi. L’anno successivo ti sei trasferito al FCSB, senza ripetere le performance di Cluj. Hai qualche rimpianto?

“A dire il vero ho grossi rimpianti, perché credo di non essere stato consigliato correttamente. Guardando al passato con l’esperienza di oggi – prosegue Gregory Tade – capisco meglio come funziona il calcio. Non avrei dovuto lasciare il CFR, stavo entrando nell’ultimo anno di contratto e posso dire di aver commesso un grosso errore. Siamo riusciti a finire quel campionato terzi grazie alla chimica di squadra, lo spirito di gruppo che ci animava.

Un altro rimpianto, dopo aver accettato il trasferimento, è quello di non avere avuto al FSCB la stessa carica mentale che avevo al CFR. Molti non lo sanno, ma sono andato a giocare con grandi aspettative in un club che non mi ha mai concesso una vera possibilità di dimostrare il mio valore.

Non avevo neppure svolto la preparazione precampionato con loro e la mia prima partita è stata in Champions League. Quando è arrivato il nuovo allenatore (Laurenţiu Reghecampf, ndr) sapeva che ero il miglior attaccante in lotto, ma al patron (Gigi Becali, ndr) non piacevo, quindi sono stato scavalcato nelle gerarchie e abbiamo perso il campionato”.

Segui ancora la Liga 1?

“Poco a dire il vero. Mi tengo informato attraverso il CFR, l’unica squadra che seguo, del resto non mi interessa più nulla”.

Quest’anno la lotta per il titolo è più che mai aperta. Tra CFR, FCSB e Craiova chi vedi come favorito?

“Il CFR vincerà. Spero che sia così perché stanno dimostrando di possedere costanza di rendimento e uno spirito vincente. Amo questo club e voglio vederlo primeggiare a lungo”.

Qual è il più bel ricordo che hai degli anni di Cluj?

“Il ricordo più bello è probabilmente il primo gol con la maglia del CFR, contro il Piatra Neamt e i festeggiamenti negli spogliatoi con tutti i compagni. Le braciate, i bei momenti vissuti insieme dentro e fuori dal campo, ma ricordo con piacere anche quelli meno belli, perché è lì che è venuto fuori il vero carattere del gruppo”.

Una volta abbandonato il calcio, hai scelto di dedicarti alla cura dell’aspetto fisico, aiutando altri a perdere peso e a stare bene con se stessi. Come sta andando il progetto e quali sono i piani per il futuro?

“L’attività va a gonfie vele. Sono sempre stato un giocatore fisico e mi è sempre piaciuto prendermi cura del corpo. Molte persone hanno difficoltà ad accettarsi e vivere in armonia con se stessi, per questo ho sentito l’impulso di fare qualcosa per aiutare gli altri.

La mia squadra ha membri in undici paesi, molti giocatori si affidano a noi per la loro alimentazione e vanno alla grande. A Cluj i miei ottimi amici Damian Djokovic e Mateo Susic sono clienti soddisfatti e ciò mi rende felice. È un cambio di carriera che adoro”.

Come hai trascorso Capodanno e cosa porterai con te del 2020, anno che ha segnato la vita di tutti noi per la pandemia?

“Ho salutato l’inizio del 2021 a casa con la mia famiglia, in totale sicurezza. Non è stato un anno da ricordare per molti, è vero, ma personalmente ho imparato molto nel 2020. Sono stato in grado di sviluppare la mia attività durante la pandemia, il che è senza dubbio un fatto positivo”.

Hai vissuto da vicino gli effetti del covid19, cosa ti senti di dire a chi ancora crede che si tratti di poco più di un’influenza o ne nega addirittura l’esistenza?

“La mia famiglia è stata colpita dal virus, è stata un’esperienza spaventosa, il covid è qualcosa da non sottovalutare. Molte persone non lo prendono sul serio e alcune accusano solo sintomi lievi, quindi non credono che il virus sia realmente pericoloso. Vorrei dire a tutti di fare sempre molta attenzione e rispettare le regole per evitare che si diffonda”, ha chiosato Gregory Tade.

 

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