[df-subtitle]Godin ha parlato della nuova avventura nerazzurra[/df-subtitle]

Estate di rinforzi difensivi per le big italiane. Molte delle squadre che puntano ai vertici del campionato italiano non solo sono alla ricerca di attaccanti che le permettano di fare un ulteriore salto di qualità, ma hanno anche pensato a rinforzare a dovere le proprie retroguardie. La Juventus ha preso De Ligt, il Napoli Manolas, la Roma Mancini e l’Inter si è assicurata già da tempo l’esperto Godin.

E proprio il difensore uruguaiano, ha rilasciato un’intervista in esclusiva a La Gazzetta dello Sport nella quale ha parlato a tutto tondo della nuova avventura nerazzurra.

Le parole di Godin

L’Inter non è stata una scelta casuale:Si sono fatti vivi per primi e nettamente con più decisione rispetto ad altri club. Mi hanno illustrato il progetto: è ambizioso, come me. E mi piaceva l’idea di farne parte e di poter aiutare l’Inter a realizzarlo“.

In passato però, l’interesse della Juventus fu concreto. Ma (ovviamente) non fu il solo:Sì, un anno fa c’era stata la Juve, il Manchester United, in passato pure il City. Ma in quel momento avevo un contratto in vigore con l’Atletico, non pensavo di andar via. Stavolta è stato differente, ero in scadenza. Ma posso dire che nessun club mi aveva convinto come è riuscita a fare l’Inter“.

Sul campionato italiano, Godin dice:E’ più difficile giocarci per un attaccante che per un difensore. In teoria meglio per me. Ma devo capire in fretta cosa vuole il tecnico da me, voglio aiutare i compagni dentro e fuori dal campo“.

Diverse similitudini

L’ex capitano dell’Atletico Madrid ha ammesso che esistono alcune similitudini. Quella fra l’Atletico che si è imposto tra le superpotenze Barcellona e Real e l’Inter che deve farlo con la Juventus:L’obiettivo dell’Inter è la vittoria, questo mi è stato spiegato nei giorni della trattativa. Quello della Juve è stato un monologo negli ultimi tempi. Serve lavoro e ambizione per provare a batterli“.

E quella fra Diego Simeone ed Antonio Conte, due passionali:Conte mi ricorda moltissimo Simeone. Vivono il calcio con la stessa passione, sono attenti ai dettagli, tirano fuori il massimo dai ragazzi che allenano. Conte in particolare mi sembra un tipo molto concreto: sa quel che vuole, va dritto al punto, per un giocatore è l’ideale“.

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