GIUSEPPE GALLUZZO BERNARDESCHI – Federico Bernardeschi fece un po’ di fatica all’inizio, aveva 19 anni. Poi ha fatto la differenza grazie al suo spirito di sacrificio e alla sua grande determinazione. Si vedeva già da allora che aveva delle grandi qualità”.

GIUSEPPE GALLUZZO BERNARDESCHI – In esclusiva, ai microfoni di EuropaCalcio.it, il tecnico Giuseppe Galluzzo ha ripercorso le prime tappe di quel Federico Bernardeschi che, nell’annata 2013-14, aiutò il Crotone a conquistare il 6° posto in Serie B e quindi i play-off grazie alle sue 12 reti in 39 presenze. Ma non bastarono per la promozione in Serie A.

“Sarà uno di quelli su cui Mancini potrà fare affidamento al prossimo Europeo”, ha aggiunto Galluzzo, che in quell’anno fu il secondo di Massimo Drago alla guida della compagine calabrese.

[df-subtitle]Dopo un inizio di stagione altalenante, il rendimento di Federico Bernardeschi è in continua ascesa. Due gol consecutivi in Nazionale e anche con la Juventus si sta ritagliando uno spazio importante…[/df-subtitle]

“Stanno venendo fuori quelle che sono le sue qualità. Ha saputo tener duro, non ha mai mollato e nel momento di difficoltà probabilmente ci ha dato dentro ancora di più e i risultati si sono visti”.

[df-subtitle]Stagione 2013-14, tra le fila di quel Crotone guidato da Massimo Drago c’era un giovanissimo Federico Bernardeschi, che concluse la stagione con 12 gol in 39 presenze. Lei era l’allenatore in seconda. Cosa le colpì di Bernardeschi?[/df-subtitle]

“Era arrivato in sordina. L’aveva scelto il mister (Massimo Drago, ndr) dopo averlo visto giocare al Torneo di Viareggio. All’inizio fece un po’ di fatica; ai tempi aveva solo 19 anni. C’è stato un giorno che disse: “Mister io mi fermo, non ce la faccio più a tenere questo ritmo”; “Cammina, corri, non ti preoccupare, vediamo noi quando sei stanco..”, gli rispose Drago. Poi però ha fatto la differenza. Si vedeva già da allora che aveva delle grandi qualità”.

[df-subtitle]Durante quell’annata, quale peculiarità fece risaltare le doti di Bernardeschi? Qualcosa che porta ancora con sé…[/df-subtitle]

“Fisicamente non era ben definito come adesso. Però aveva una grande determinazione, un grande cambio di passo e quando calciava in porta faceva male. Ha una grande propensione anche al sacrificio perché era uno che aiutava la squadra enormemente”.

[df-subtitle]Secondo Lei, in quale posizione del campo può fare la differenza?[/df-subtitle]

“L’abbiamo fatto giocare sempre esterno; a me da esterno piaceva molto anche se lui, essendo un generoso, non disdegnava rientrare in mezzo al campo. Noi giocavamo col 4-3-3 o col 4-2-3-1 con l’esterno a piede opposto, quindi è ciò che fa anche adesso. In quella posizione ha dato il massimo con noi; non l’abbiamo mai provato in nessun’altro ruolo perché eravamo coperti e lì Federico ci garantiva tanto”.

[df-subtitle]Con Maurizio Sarri in panchina Bernardeschi riuscirà a scendere in campo con una certa costanza?[/df-subtitle]

“Credo che il suo spazio se lo deve ritagliare; la carriera e le qualità sono quelle che sta mettendo in mostra e la dicono lunga. All’inizio ha avuto un po’ di difficoltà, ma se dovesse continuare con questi ritmi penso che non avrà problemi. Bernardeschi è un giocatore importante, ma la Juventus ha tanti giocatori importanti”.

[df-subtitle]Il gioco di Sarri può aiutare Bernandeschi nel suo processo di maturazione?[/df-subtitle]

“Federico forse non è molto incline alle regole; nel gioco di Sarri ci sono determinati movimenti da fare sia in fase offensiva che difensiva sui quali lui martella sempre e non si prescinde da quelli. E’ chiaro che Federico dovrà fare un grande sacrificio per magari limitare quella che è la sua voglia di fare”. 

[df-subtitle]Quindi anche nello schema di gioco di Sarri Lei lo vede come esterno alto di attacco?[/df-subtitle]

Sarri lo sta provando anche in mezzo al campo e lo può fare tranquillamente. Però, secondo me, è molto più determinante in avanti che in un ruolo dove deve spendere qualcosina in più come il centrocampo”.

[df-subtitle]Sicuramente sono state importanti le due reti consecutive realizzate con la maglia della Nazionale. Secondo il suo parere, Bernardeschi cosa può dare all’Italia?[/df-subtitle]

“Può dare tanto perché Mancini sta utilizzando i giovani e ci ha visto lungo su tutti quelli che sta usando. Federico è uno di quelli che dovrà assolutamente dare il massimo per far si che tutto vada bene sia per se stesso che per la Nazionale. Secondo me si potrà ritagliare uno spazio importante. L’Europeo? Glielo auguro. Magari qualcuno potrà dire che la gara col Liechtenstein non fa testo, però è sempre una partita internazionale, valida per la qualificazione agli Europei. Io dico che Federico Bernardeschi potrà dire la sua, sarà uno di quelli – e glielo auguro con tutto il cuore anche perché è un bravissimo ragazzo – su cui Mancini potrà fare affidamento”.

 

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