Giroud Milan: mago Olivier, in pochi mesi, ha sfatato una maledizione tutta rossonera lunga più di dieci anni

Ha conquistato tutto il popolo milanista con il suo atteggiamento positivo e propositivo sin dagli albori. Il 2022 di Olivier Giroud, verrà ricordato soprattutto per ciò che gli era stato richiesto nel momento in cui aveva firmato il proprio patto col Diavolo: i gol. Tanti, importanti e, alcuni, davvero da copertina. Il bomber francese, in versione mago col mantello a strisce rossonere, ha sfatato in pochi mesi una maledizione che aleggiava da più di un decennio dalle parti di Milanello.

Nel corso delle complicate e bistrattate stagioni a tinte più nere che rosse del Milan, tutti gli attaccanti che si sono imbattuti, loro malgrado, nella scelta del numero 9, hanno rievocato più volte il fantasma di Filippo Inzaghi. I vari Pato e Torres, passando da Luiz Adriano, Destro a Matri e Andrè Silva, infatti, hanno provato a puntare su questo numero in una roulette tutta rossonera che non ha mai portato a nessun jackpot, ma solo delusioni. Vittime, loro malgrado, anche di un tasso tecnico non certo elevatissimo delle formazioni del Milan di quegli anni.

Giroud Milan: il 2022 di un mago che sfata la maledizione

Olivier è giunto a Milanello tra lo scetticismo generale nell’estate 2021 per la cifra simbolica di un milione di euro dal Chelsea, non tanto per le indiscutibili qualità tecniche quanto per una carta d’identità che indicava trentacinque primavere e un’imminente scadenza del contratto.

Il bomber, nonostante ciò, portava con sé un bagaglio ricchissimo di esperienza e di gol, soprattutto nei momenti che contavano davvero. Un bagaglio certamente invidiabile, ma non considerato abbastanza per rimpiazzare l’importanza di un Ibrahimovic sempre acciaccato e con la scommessa Pellegri lontana dal considerarsi una certezza.

Nel giro di pochi mesi, il mago francese è entrato a piedi pari nella storia del Milan, sulle orme dell’idolo indiscusso sin da quando era bambino: Andriy Shevchenko. Un forte vento proveniente da est che ha regalato brezze di felicità ai milanisti. Il popolo rossonero ha potuto constatare un certo filo conduttore tra i due bomber. Non tanto per la quantità di gol segnati con la maglia rossonera sulle spalle, o per l’età anagrafica in cui hanno stipulato il proprio patto col Diavolo, quanto per una certa predisposizione ai gol siglati nei Derby.

Ed è proprio da una strepitosa e insperata doppietta realizzata nella stracittadina di ritorno, da considerarsi spartiacque per lo Scudetto numero 19, che Giroud ha fatto breccia nel popolo rossonero.

Da quell’esatto momento, il francese ha legato il proprio destino a doppio filo a quello del Diavolo, utile anche per permetter a quest’ultimo di cucirsi il Tricolore sul petto undici anni dopo l’ultima volta. La spaccata da vero opportunista contro la Lazio, all’Olimpico, simile a quella decisiva per lo 0-1 del Maradona contro il Napoli, nonché la risolutiva doppietta siglata nella città del Tricolore, guarda caso, il 22 maggio, ne rappresentano un chiaro esempio.

Giroud Milan: il 2022 di un mago che sfata la maledizione

Un rendimento, quello di Olivier, che ha confermato una regola più che indicare un’eccezione: undici gol in campionato, uno ogni 137 minuti giocati. Non tantissimi per una prima punta del suo calibro, ma decisivi per raggiungere un traguardo lungo 38 tappe. Dopo una festa durata un’intera estate, l’inizio di stagione del centravanti francese tra Milan e Nazionale sta addirittura regalando più gioie dal punto di vista realizzativo, segno inequivocabile di quanto l’età sia relativa nel momento in cui ci si imbatte in campione del suo calibro.

Nove reti in diciannove presenze, due delle quali da copertina di un album di figurine, contro Spezia e Bologna, nonché una girata all’angolino nel vittorioso Derby del 3 settembre, giusto per non perdere il filo conduttore col proprio idolo indiscusso.

Rendimento d’alto livello confermato anche in Nazionale, con le tre reti realizzate sin qui utili per spingere la Francia verso un altro sogno iridato. L’anno d’oro di Olivier, infatti, ha consentito al transalpino, inoltre, di staccare Henry nei bomber dei Galletti di tutti i tempi, con la rete numero 52 siglata contro la Polonia.

In poco più di una stagione, il peso specifico del centravanti francese si è abbattuto sulla Serie A come una forte tempesta proveniente dalle Alpi. Un anno, il 2022, che non si è ancora concluso ma è già stato sufficiente per sfatare una maledizione infinita per il Diavolo, lunga più di una decade.

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