GIANNI PIACENTINI SU RADU – Schierato titolare a sorpresa mercoledì sera al posto di Handanovic, Ionut Andrei Radu si è purtroppo reso protagonista in negativo di Bologna-Inter: suo infatti il grande errore che all’81’ ha consentito a Nicola Sansone di realizzare il gol del definitivo 2-1 per i felsinei.

Ora per la squadra di Inzaghi si fa molto dura nella corsa al titolo.

Per parlare di Radu, “EuropaCalcio.it” ha contattato telefonicamente Gianni Piacentini, il suo primo allenatore italiano ai tempi in cui il portiere rumeno – oggi ventiquattrenne – venne “parcheggiato” dall’Inter alla Pergolettese, ossia nei primi mesi del 2013.

GIANNI PIACENTINI SU RADU

Lei conosce molto bene Ionut Andrei, sin dai tempi di Crema. 

Era un ragazzino di quindici anni e mezzo, si era spostato in Italia con tutta la famiglia. Io li frequentavo spesso perché all’epoca erano soli non conoscevano nessuno. Per me Andrei è quasi come un figlio. Ho quasi sempre lavorato con Bortolo Mutti, ma in quel periodo eravamo fermi e quindi davo una mano alla Pergolettese allenando i portieri. C’era anche Luca Castellini, in quel periodo preparatore dei portieri del settore giovanile dell’Inter, e mi disse: “Se ti occupi tu di Radu, non serve nemmeno che venga a vedere i suoi allenamenti”. Andrei era già un ragazzo in gamba“.

Quali erano le sue migliori qualità? 

Aveva personalità e una notevole tecnica. Inoltre, so che dicendolo proprio in questo momento potrebbe sembrare strano, era bravissimo anche con i piedi. Aveva i piedi di un centrocampista“.

Già, mercoledì ha fatto un errore enorme proprio con i piedi… 

Il suo errore è stato evidente, posto che la situazione non era facile e il rischio di sbagliare c’era. Va però detto che l’Inter ha gestito molto male Radu. Suo padre è un mio amico, lo sento settimanalmente e gli ho sempre detto che doveva tagliare quel cordone ombelicale con i nerazzurri“.

Si spieghi meglio. 

Sono anni che si parla di un sostituto di Handanovic, ma il club non ha mai – e sottolineo mai – speso una parola a favore di Andrei, doveva tutelarlo di più. Mi vengono in mente quei suoi mesi al Parma: arrivò lì proprio quando si era infortunò Sepe ma faceva panchina per Colombi. Quest’ultimo è un bravissimo portiere e ho anche avuto modo di conoscerlo e di allenarlo a Padova, ma Andrei è di un altro livello. Nemmeno in quella occasione l’Inter lo ha tutelato, doveva farsi sentire con il Parma. 

Inoltre, come fa la Juve con Perin, in questo biennio avrebbe dovuto fargli giocare di tanto in tanto qualche partita meno importante. Invece si è ritrovato con 3 presenze in 2 anni, è facile poi sbagliare in frangenti come quello di mercoledì“.

Peraltro questo errore potrebbe pesare per il suo futuro, almeno qui in Italia. E’ d’accordo? 

Già nell’estate 2020 poteva andare via, so che aveva offerte sia dalla Spagna che dall’Inghilterra. Ma poi Conte lo convinse a restare. Ora spero che per Andrei si apra qualche possibilità, all’estero avrebbe sicuramente più chances“.

Cosa si sente di dirgli in questo momento? 

Ho provato a chiamarlo ieri, ma mi ha messo giù il telefono. Conoscendolo, so che lo ha fatto perché è ancora turbato e non gli va di parlare con nessuno. È logico che momenti come quelli ti segnano, dipenderà molto da come reagirà, ma so che può farlo molto bene. Spero possa giocare di nuovo a Udine, potrebbe essere una occasione di riscatto“.

 

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