GENOA SIRIGU Presentato questa mattina in conferenza stampa  
il nuovo portiere del Grifone ha toccato molti argomenti. Non poteva di certo mancare un commento su Donnarumma con cui ha condiviso lo spogliatoi nei recenti Europei vinti:

Di portieri italiani bravi ce ne sono tanti, in Serie A abbiamo perso un portiere importante come Donnarumma che però sta andando in una squadra altrettanto forte e importante: penso sia un upgrade importante per lui”.

GENOA SIRIGU Il portiere sardo ha poi parlato della sua nuova esperienza e dell’ambiente trovato in casa Genoa;

“Da quando ho cominciato a parlare con le persone qui mi viene detto che siamo una squadra un po’ ridimensionata. Per ora ho conosciuto persone pragmatiche, che non hanno fatto voli pindarici ma hanno cercato di tenersi bassi. È una cosa che apprezzo perché l’anno scorso è stato un campionato difficile un po’ per tutti. Questo campionato credo non si sia ancora normalizzato e quindi si debba partire un po’ più umili del normale: giocare senza pubblico, con tutti i problemi derivati dal Covid, è stato complicato e diverso per tutte le squadre. Partiamo da qui e speriamo sia una stagione buona”. 

GENOA SIRIGU L’ex estremo difensore del PSG, su una possibile analogia tra Torino e Genoa, ha tagliato corto:

“Credo che ogni squadra sia un’avventura diversa. Si ricomincia da zero, anche se resta innegabile che il Torino sia una squadra in cui ho lasciato il cuore e tanti amici. Non lo rinnego e non lo rinnegherò: probabilmente quando guarderò indietro e vedrò di aver giocato in squadre con storia e tradizione di primordine come Torino e Genoa sarò felice”.

GENOA SIRIGU Nonostante la vittoria all’Europeo Sirigu in conferenza stampa si è mostrato umile tracciando quale potrebbe essere la sua linea guida per la prossima stagione:

“Cercherò di fare quel che ho sempre fatto in carriera: dovrò pensare ad essere un professionista esemplare, cosa che mi riesce meglio. Voglio lavorare tanto e bene. Caratterialmente cercherò di essere quel che sono sempre stato: per essere credibili bisogna essere veri. Qualche volta mi incazzerò, qualche volta cercherò di ridere, portare esperienza ai ragazzi più giovani ma sempre con la massima umiltà. Senza mai prevaricare gli altri, magari perché mi chiamo Salvatore Sirigu e ho appena vinto l’Europeo. Mi sento come gli ultimi arrivati, non la prima donna o altro. Io leader? Non mi posso definire leader di uno spogliatoio, al massimo sono i miei compagni che mi definiscono tale. Altrimenti sarei solamente presuntuoso e mi starei prendendo meriti che non mi merito. Se sarò apprezzato per quel che sono bene, altrimenti pazienza”.

GENOA SIRIGU Il portiere ha poi analizzato il suo nuovo stadio, il Ferraris che si spera nel giro di qualche mese possa tornare come nei tempi pre pandemia con il suo pubblico caloroso:

“Le partite con il Genoa al Ferraris sono sempre state importanti, atmosfere bellissime sin da quando giocavo nel Palermo. Quando ti piace quel che fai dici: oggi me la godo. Sinceramente spero di godermele anche da giocatore del Genoa. Difendere i pali del Genoa con i tifosi allo stadio? Non ci ho pensato perché ancora è troppo presto. Partiamo passo dopo passo, aspettiamo che gli stadi vengano riaperti gradualmente. Ma di una cosa mi sono accorto: non sono una persona che ha sofferto determinati ambienti, ma quando è venuta a mancare la gente allo stadio mi sembrava di giocare partitine di allenamento, senza stimoli, e facevo molta più fatica a calarmi nella parte”. 

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