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GDS: “Juventus irriconoscibile, una Spoon River di giocatori”

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La Gazzetta dello Sport, al termine del Derby di ieri sera tra Juventus e Torino, punta il dito sulla preparazione fisica che ha portato la Juventus a questo finale di stagione (ma anche al clou vedi partita con l’Ajax) completamente cotta e sulle gambe oltre che piena di infortuni.

Juventus senza fiato Questo l’estratto dell’articolo apparso sulla Gazzetta dello Sport

JUVE STANCA Il gol del vantaggio al 17’ spiega bene il primo tempo. La leggerezza con cui Cancelo, il peccatore di Amsterdam, batte la rimessa laterale sulla sua trequarti e l’arrendevolezza con cui Pjanic controlla la palla e si lascia scippare da Lukic racconta in modo chiaro il furore da derby che la Juve non è riuscita a imporsi, a campionato vinto. Stanchezza mentale e fisica. Lo avevamo già capito che la Juve si è presentata nella fase decisiva della stagione nelle condizioni peggiori, cotta, per errori di preparazione. Il derby conferma. Una Spoon River di giocatori irriconoscibili: Cancelo, Cuadrado, Pjanic, Bernardeschi, Matuidi… Gli unici accesi sembrano i due davanti, il giovane Kean, che vuole dimostrarsi degno di CR7 che per la prima volta gli gioca accanto dall’inizio e lo stesso Cristiano, che vuole ferocemente la corona di cannoniere. A vedersi circondato da una Juve così molle gli vibrano presto i sentimenti e comincia a sbracciarsi insoddisfatto, alla sua maniera. Preso il gol, Allegri prova a scrollare la squadra per vedere se si sveglia: Bernardeschi accentrato, 4-3-1-2 e non più 4-4-2. Ma la circolazione resta lenta e improduttiva. Il Toro ha altro cuore e altre gambe.

 Il guaio per Allegri è che, per la prima volta in stagione, non può pescare nulla dalla panchina per far sterzare la partita: solo difensori e ragazzini. Non gli resta che sperare che qualcuno di quelli sul prato riesca a pescare una perla dal fondo del barile. Come Spinazzola al 16’ che serpeggia e mette fuori con la porta in faccia. La Juve cresce e spinge. Il Toro è ancora più chiuso nel suo fortino. Con l’ingresso di Aina salgono a sei i difensori di ruolo. Izzo, monumentale, a ogni intervento sembra più alto di un centimetro. Il traguardo, meritato, sembra a un passo. Ma, come a San Siro una settimana fa contro l’Inter, dal profondo dell’anima di una squadra che ha vinto otto scudetti di fila, sale l’ordine di non arrendersi. Spinazzola crossa, Cristiano si siede su una nuvola e poi fa gol. Il Toro può consolarsi con l’ottima prova che farà crescere autostima e personalità di una squadra giovane. La musichetta Champions non è perduta. E si sforzi di leggere il gol di Ronaldo come l’omaggio di un Invincibile agli Invincibili, nel giorno della memoria. Gol bellissimo, come lo è stato lo striscione dei tifosi bianconeri: «Onore agli eroi di Superga». L’ultima partita il Grande Torino la giocò nella terra di Cristiano, in Portogallo

 PANCHINA VUOTA ALLEGRI IN EMERGENZA PREPARAZIONE SBAGLIATA 

Allegri si è fatto un nome con mosse a partita in corso. Ieri non ha potuto. Quella panchina con solo difensori e bambini segnala l’emergenza, frutto di troppi infortuni e di una preparazione da ricalibrare.

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