La Gazzetta dello Sport riassume stamattina in edicola il rapporto che dura da anni tra i due dirigenti di Juventus e Inter, Paratici e Marotta.

“In principio fu la primavera: il primo trofeo griffato dalla premiata ditta M&P è datato aprile 2008 e i colori erano quelli della Samp. Insieme i due festeggiarono la Coppa Italia Primavera e due mesi dopo sollevarono lo scudetto, sempre dei ragazzi. Furono i primi squilli di tromba di un sodalizio vincente, che dopo 15 anni si è trasformato in rivalità. Le strade di Beppe Marotta e Fabio Paratici si sono incrociate nel 2004, quando il primo, all’epoca amministratore delegato blucerchiato, prese il secondo come capo degli osservatori. L’intesa col maestro fu presto totale e l’ascesa dell’allievo molto rapida: Paratici divenne diesse e con lo stesso ruolo Marotta lo portò con sé a Torino, quando la famiglia Agnelli lo chiamò per ricostruire una Juventus d’alta quota. La sintonia tra i due nasceva dall’essere complementari: Paratici si occupava della parte tecnica, visionava i calciatori e poi li sottoponeva all’attenzione di Marotta, che oltre al calcio conosce molto bene i numeri, e insieme portavano a termine la trattativa. Così hanno creato la macchina perfetta dei 7 scudetti di fila, passando dai parametri zero (o quasi) Pirlo, Pogba, Llorente e Khedira agli acquisti di Tevez, Vidal e Higuain fino al colpo del secolo Cristiano Ronaldo. Con l’arrivo di quest’ultimo sono cambiati gli equilibri: Paratici era seduto accanto a CR7 il giorno della sua presentazione, premiato dal club per aver avuto un ruolo centrale nella trattativa.  Fu l’anteprima di ciò che sarebbe successo poco dopo: Agnelli a inizio autunno ha scelto di svecchiare, Paratici è salito di grado e Marotta dopo aver salutato la Juventus si è messo addosso la divisa dell’antagonista per eccellenza, l’Inter. Tanti anni passati insieme non si cancellano con un colpo di spugna: la stima e l’affetto restano, però subentra l’inevitabile rivalità. Marotta e Paratici si conoscono talmente bene da poter prevedere l’uno pensieri e strategie di mercato dell’altro. Marotta è più abituato ai teatrini pubblici, Paratici è schivo e poco amante della ribalta. Dybala lo hanno preso insieme nel 2015, anticipando,tra le varie pretendenti, anche l’Inter. Forse era destino che il primo botta e risposta tra M&P ruotasse attorno a lui. Cosa c’è dietro?”

da www.gazzetta.it

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