Il tecnico del Milan Gennaro Gattuso ha parlato nella classica conferenza stampa pre-partita in vista del match di domani sera a Bergamo contro l’Atalanta. Ecco le sue parole.

Sulla gara di domani: “Noi abbiamo la nostra idea, così come loro. Difficilmente la cambieranno, stanno ottenendo grandi risultati. Dobbiamo giocare bene tecnicamente e tener botta, riempiono l’area in 4-5. Dovremo fare bene entrambe le fasi. Domani ci vuole l’elmetto, giochiamo contro una squadra che negli ultimi anni è diventata una realtà del calcio italiano. Fisicamente sono incredibili, abbinano anche grande qualità. E’ positivo che sono venuti grandi ex campioni a trovarci, sono rimasto molto contento dell’accoglienza dei miei ragazzi. In campo abbiamo messo da parte il sorriso, lavoriamo con grande serietà”.

Sull’Atalanta: “Nel mondo, solo l’Atalanta gioca quel tipo di calcio. Spesso non giocano di reparto, anche i difensori centrali fanno gol. E’ una squadra unica. Noi giochiamo bene tecnicamente, ci stiamo sacrificando tutti quanti. E’ una gara importante, ma il campionato è lungo. Servono serenità e tranquillità. L’Atalanta ha parecchie doti per metterci in difficoltà. Pericolo numero 1? Tutti. Hanno fatto 9 gol con colpi di testa. L’anno scorso abbiamo fatto una grande prestazione a Bergamo, subito dopo la pesante sconfitta in Coppa Italia. Sono 2-3 anni che giocano sempre lo stesso calcio. L’Atalanta non è solo corsa, hanno grandissime qualità e sarà durissima. Per crescere, però, dobbiamo giocare queste partite”.

Su Gasperini: “Mi piace come allena. Oggi è difficile imitarlo, fa giocare la squadra in maniera incredibile. Ha iniziato a fare questo calcio 7-8 anni fa. E’ difficile fare copia-incolla di questo calcio”.

Su Calabria e Rodriguez: “Ci hanno messo passione e voglia. Vogliono migliorarsi. Intoccabili? Non è una parola che mi piace. Possono anche arrivare i momenti negativi, voglio che i giocatori stiano sul pezzo. Bisogna farsi sempre trovare pronti”.

Su Piatek e Zapata: “Sì, mi aspettavo quest’impatto. E’ uno di poche parole, l’ha mostrato anche in conferenza stampa. Dice solo ‘gol gol gol’. Spesso mi dà la sensazione che in riscaldamento si stufi, vuole cominciare subito a giocare. Lui e Zapata sono simili, tranne che fisicamente. Ci teniamo il nostro, ma sappiamo che Zapata può metterci in difficoltà”.

Sul tema capitano: “Romagnoli è un capitano molto giovane, sta crescendo molto. Si fa rispettare, quando parla dimostra grande coerenza. Deve continuare su questa strada, le prestazioni lo aiutano”.

Su Bakayoko e Biglia: “Possiamo provare a mettere Bakayoko mezzala, difficilmente lo può fare Biglia, lui è meglio che stia in zona centrale”.

Su Suso e il mercato: “Faccio l’allenatore, non l’agente o il ds. Per quello che mi ha dato, mi dà e mi darà, dico che merita il rinnovo. C’è grande rispetto verso di lui: è stato fermo 25-30 giorni, poi si è rimesso a disposizione ed è tornato un giocatore con una gamba importante”.

Sugli inserimenti offensivi: “Con il 4-3-3, gli inserimenti delle mezzali sono fondamentali. Sia Calhanoglu che Paquetà sono bravi a scambiarsi le posizioni, dovremo farlo ancora di più. Per le qualità di Paquetà e Franck (Kessié, ndr), possiamo farlo ancora meglio”.

Sul fascino del Milan: “Inter? Non parlo, ne so poco. Ciò che affascina del Milan è quando entri qui a Milanello e a San Siro. La storia della società, le sue persone, il trattamento: arriviamo da anni di fatica, ma l’organizzazione è impeccabile. Chi viene qui nota tutto questo, dobbiamo migliorare questo club. Hanno il dovere di provarci per portare il Milan in alto”.

Sui centrali goleador dell’Atalanta: “Ci alleniamo sempre sui calci piazzati. I difensori dell’Atalanta non fanno gol solo sui calci piazzati, si trovano già in area. Non sono contento, abbiamo centimetri e giocatori con piedi buoni, ma spesso sembra che facciamo il solletico quando battiamo un angolo. Ci andiamo con poca veemenza, dobbiamo migliorare quest’aspetto. Voglio molto di più. Ci alleniamo, forse anche troppo: facciamo due giorni a settimana sui calci piazzati. Forse meglio star fermi venti giorni (ride, ndr)”.

Sul fascino del Milan: “Inter? Non parlo, ne so poco. Ciò che affascina del Milan è quando entri qui a Milanello e a San Siro. La storia della società, le sue persone, il trattamento: arriviamo da anni di fatica, ma l’organizzazione è impeccabile. Chi viene qui nota tutto questo, dobbiamo migliorare questo club. Hanno il dovere di provarci per portare il Milan in alto”.

Sul gruppo: “A tanti giocatori non piace se un compagno gli fa notare qualcosa che non va. La fortuna di un allenatore è però avere 8-9 giocatori che quotidianamente dicono cosa non va, perchè dopo un po’ l’allenatore diventa pesante. I gruppi importanti nascono dal rispetto. Mi piacerebbe vedere questo, sono molto contento. I miei ragazzi si assumono le responsabilità, anche fuori dal campo”.

Su Juve-Milan femminile: “Mi limito a dire ‘forza ragazze!’. E’ una partita difficile: le vedo spesso, sono molto peperine, non stanno mai zitte (ride, ndr). E’ un bel gruppo, fanno un bel calcio. Su Carolina non avevo dubbi, mi ha impressionato il gruppo che ha formato. Auguro il meglio”.

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