[df-subtitle]Biraghi: “E’ vero, mi voleva il Milan. Ho parlato con Pioli, ho chiesto se aveva fiducia in me e lui mi ha risposto di sì”[/df-subtitle]

Cristiano Biraghi, terzino sinistro della Fiorentina e in gol domenica contro l’Atalanta nella gara terminata 2-0 per i viola, ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano “La Nazione“.

Queste alcune delle sue parole: “Mi voleva il Milan. Ho parlato con Pioli, ho chiesto se aveva fiducia in me e lui mi ha risposto di sì. Avere fiducia non significava mica avere il posto fisso da titolare, non chiedevo questo. Volevo sapere se ero di troppo, in quel caso avrei tolto il disturbo, ma ho capito subito che non era così. Ho chiamato il mio procuratore e gli ho detto di rispondere no grazie, prima ancora di cominciare la trattativa. Volevo restare in viola, tutti qui sappiamo che c’è un cammino da completare, una partita dopo l’altra uscendo sempre dal campo con la maglia sudata, dopo aver dato tutto. I tifosi l’hanno capito e ci sono vicini, siamo orgogliosi di aver riportato entusiasmo. Il nostro è un dare per avere il loro contributo, la loro passione“.

Di seguito: “La concorrenza è fondamentale per una squadra che vuole avere ambizioni. La stagione è lunga e ci possono essere momenti di crisi per chiunque. Il bello di questo gruppo è che ci sentiamo tutti titolari a prescindere da chi gioca di più o meno. E se ti applichi sempre al 100% in allenamento poi dai il 110 per cento in partita. Giusto così, mi piace, il bene della squadra viene sempre prima dell’interesse del singolo“.

Sul gol segnato domenica: “Quando Gollini ha respinto la palla, l’ho infamato da lontano, ma posso permettermelo, l’ho conosciuto in nazionale e siamo in buoni rapporti“.

Sulla Lazio, prossimo avversario: “Abbiamo giocato contro Napoli, Samp e Inter, squadre di alto livello. Ma le prestazioni sono state sempre buone e la Lazio sta vivendo un momento complicato dopo la sconfitta nel derby. E poi avrà anche l’impegno di Europa League. Se c’è un vantaggio cercheremo di prendercelo“.

Poi sulla società: “Le dichiarazioni del presidente Cognigni dopo Milano e quello che è successo per Chiesa hanno colpito un po’ tutti. Sembra che la società ora sia più vicina alla squadra, ma la verità è che per noi il sostegno non è mai mancato. Ci siamo sentiti sempre protetti

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