Filipe: “Padova, la classifica è bugiarda. Il Perugia ha grande fiducia in Nesta, su Sadiq…” – ESCLUSIVA EC

Filipe: “Padova, la classifica è bugiarda. Il Perugia ha grande fiducia in Nesta, su Sadiq…” – ESCLUSIVA EC

Filipe: "Vincerà la squadra più concreta. E da quello che so di Bisoli, è proprio questo il suo punto forte"

Filipe: “Porto nel cuore entrambe le piazze e voglio ringraziare le società. Il mio nuovo percorso da procuratore sportivo? Voglio trasmettere quello che il mio procuratore Alessandro Lucci mi ha sempre insegnato. Ho dispuatato una carriera positiva per grande merito mio, ma dietro avevo anche lui che mi ha sempre sostenuto”

Una delle gare più importanti di questo 29^ turno di Serie B sarà Padova-Perugia, in programma sabato pomeriggio. Se da un lato i biancoscudati sono reduci dal fondamentale successo di La Spezia, che ha dato una grande boccata d’ossigeno alla squadra di Bisoli, gli umbri devono riscattare la sconfitta casalinga di venerdì scorso contro l’Hellas Verona per 2-0.

“Europa Calcio” ha contattato in esclusiva Filipe Gomes Ribeiro, 31 anni e da poco divenuto procuratore sportivo una volta appesi gli scarpini al chiodo. Dopo il periodo nel settore giovanile della Fiorentina e l’esordio in Serie A tra le fila della Roma, durante la carriera ha vestito sia la maglia del Padova (da luglio a dicembre 2016) che quella del Perugia nell’annata 2013/2014. Con il “grifone” ha conquistato e festeggiato lo storico ritorno in cadetteria.

Filipe, quanto importante è stato per il Padova il successo in casa dello Spezia?

Molto, dopo un periodo buio sicuramente una vittoria fuori casa, peraltro contro una squadra forte e che sta lottando per i play-off, ridà fiducia e forza“.

Cosa è mancato finora ai biancoscudati?

Il periodo di transizione della C alla B non è semplice. Anche se ci sono giocatori e allenatori di livello, è sempre un cambiamento considerabile, visto che dalla C sono rimasti pochi elementi della squadra. Ma almeno sulla carta il Padova, giocatori e allenatore, ha un livello sicuramente diverso da quello che dice la classifica“.

Quale potrebbe essere il rimpianto più grande di questa difficile stagione?

Quando cambi tanto all’inizio hai sempre la difficoltà di trovare la sintonia giusta e quindi bisogna avere pazienza per trovare l’alchimia perfetta“.

Quanto al Perugia, come valuta l’annata dei biancorossi?

Da quando è tornato in Serie B il Perugia ha fatto sempre praticamente lo stesso percorso, ovvero lottare per i play-off. Quest’anno non è diverso“.

La squadra di Nesta sta avendo un andamento particolare: vince quasi sempre in trasferta ma in casa fatica molto, come si può spiegare?

In Serie B accade spesso che le squadre che si chiudono e giocano un solo pallone, poi portano a casa il risultato. Il Curi è particolare: o regala entusiasmo oppure ti porta a ricevere le critiche. I giocatori devono capire questo e assorbire il grande calore dei tifosi. Tante volte è meglio essere concreti piuttosto che belli, bisogna trovare l’equilibrio di queste due cose“.

Ritiene Nesta la persona giusta in questa corsa per i play-off?

Non ho avuto il piacere di conoscerlo, ma sento spesso il direttore Goretti e la fiducia che ha in lui è molto alta, tanto che lo ha sempre sostenuto anche nei momenti difficili“.

A gennaio è arrivato Sadiq. Crede che sia davvero l’attaccante che mancava al Perugia?

Dopo Di Carmine il Perugia ha avuto la difficoltà del centravanti, e non solo i biancorossi: oggi, in generale, il calcio mondiale cerca attaccanti “bomber”. Sadiq è sicuramente un giocatore di qualità ma in B bisogna avere la continuità per arrivare in alto e questo solo il tempo lo dirà“.

Che tipo di gara si aspetta sabato?

Una partita insidiosa, vincerà la squadra più concreta. E da quello che so di Bisoli, è proprio questo il suo punto forte“.

Lei ha giocato in entrambe le squadre. Cosa ricorda di queste sue esperienze in Veneto e in Umbria?

Sia a Perugia che a Padova ho trovato lo stesso sentimento e attaccamento alla squadra della piazza. Meritano di tornare nel posto dove meritano, sono due piazze importanti e che lavorando bene possono tornare in Serie A e restarci. A Perugia ho avuto la felicità di portare la squadra in B, mentre a Padova mi sono trovato molto bene ma fisicamente ho iniziato ad accusare troppi problemi fisici che mi hanno portato a decidere di smettere di giocare così presto. Porto comunque il grandissimo rammarico grandissimo di non aver portato in alto il Padova, anche se c’erano tutti i presupposti per farlo. Ma purtroppo non sempre le cose vanno bene. Ma sicuramente porto le due squadre nel cuore e ho grande rispetto sia per il Perugia che per il Padova. Colgo altresì l’occasione per ringraziare entrambe le piazze ed entrambe le società“.

Per finire, una volta appesi gli scarpini al chiodo ha deciso di intraprendere il percorso da procuratore sportivo. Perché proprio questa scelta?

Rimanere nel mondo del calcio, che per me è sempre stato una passione, è stato un obbligo. Voglio trasmettere quello che il mio procuratore Alessandro Lucci mi ha sempre insegnato. Ho disputato una carriera positiva per grande merito mio, ma dietro avevo anche lui che mi ha sostenuto in ogni momento. Quindi voglio trasmettere questo ai nuovi giocatori, cioè che la figura del procuratore è davvero importante e che chi lavora con passione e professionalità deve solo migliorare e completare la carriera di un giocatore. Oggi è fondamentale per un calciatore avere un’agenzia che cura tutti gli aspetti fuori dal campo. Questo mi rende ovviamente felice, così come e mi dà tante soddisfazioni“.

 

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