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Euronumeri Supercoppa Italiana Juve Napoli: Insigne, poteva essere 100…

di Massimo Lionetti

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EURONUMERI SUPERCOPPA ITALIANA – 99 come i gol che Lorenzo Insigne ha segnato con il Napoli. Potevano essere 100. Non è andata cosi, ma cifra tonda diventerà presto. Per diversi motivi. Primo tra tutti è perché Insigne è l’uomo in più di questa squadra. Segna, fa assist, poi può capitare di sbagliare un rigore. Non uno qualunque, un rigore decisivo di una finale. E capita di sbagliarlo. I rigori li sbaglia chi ha il coraggio di calciarli. Vorrei, mi piacerebbe, che noi tifosi staremmo la tutti a dire al capitano “Lore’ non ci pensare. Battiamo l’Hellas”. Io sto con Lorenzo.

EURONUMERI SUPERCOPPA ITALIANA – 9 vittorie, con quella di ieri, in Supercoppa della Juventus. Non è stata una gara che ha regalato grandi emozioni, ma è stata viceversa gradevole l’intensità con la quale le due compagini si sono impegnate a concedere poco all’avversario. Se però qualcuno ha fatto qualcosa in più, è stata la vecchia Signora. Difficile dire dove comincia o finisce la linea sottile che stabilisce tanto il merito di una tanto il demerito dell’altra. Diciamo che alla fine la sconfitta di Milano è stata benzina per Reggio Emilia. Non erano più tutti molli e imbambolati su cross e lanci lunghi, anzi lunghissimi.

2 invece sono quelle vinte dal Napoli. Mi piace ricordare la prima, quella del San Paolo, quella del 5 a 1 contro Baggio, Schillaci e Maifredi. Funzionò tutto a meraviglia, e ci trovammo all’alba della stagione 1990/1991 a sognare il bis dello Scudetto dell’anno prima. Non andò esattamente cosi, anzi. Lo Scudetto lo vinse la Samp. Noi nemmeno in Uefa. Tornando a quella sera, tutto bello, tutto perfetto tranne una cosa. Manco’ il gol di Diego!

94 il minuto in cui Szczesny ha strozzato in gola l’urlo del gol. Sembrava fatta grazie alla deviazione di Chiellini su tiro ravvicinato di Politano. Il calcio si riflette negli episodi. Nonostante la preparazione di una gara, dello studio di schemi metodici, moduli di giochi, lo stinco o la mano di un portiere avversario possono cambiare le sorti di una disputa, o addirittura di un trofeo, in un attimo. E ieri è andata anche così.

71 il minuto in cui è entrato Mertens in campo. Evanescente, diciamoci la verità, ancora lontano anni luci dalla forma smagliante e dai guizzi che lo hanno portato ad essere uno dei migliori attaccanti del panorama europeo. Dove trovare un po’ di buono? Nella generosità e nell’ennesima dimostrazione di quanto questa maglia gli appartiene. Dries voleva esserci. Non me ne vogliate 71 è un numero che mi evoca qualcuno. Qualcosa. Un ricordo. Napoli e Juve. Gonzalo Higuain. Che fine ha fatto? Dove si trova? Occasione sprecata. Ciò che potevi essere e non lo sei mai stato.

15 in punto. L’orario di inizio di Verona-Napoli. Perché bisogna pensare subito alla prossima. Perché il romanzo infinito del calcio non riesce a chiudere un pagina che ne ha già aperta un altra. Verona-Napoli, una classica, una gara dal gusto particolare. Se devo tirare fuori un ricordo penso all’89. Uno a zero, segnò Crippa, di testa su respinta del palo su punizione di Renica. Grande Alessandro Renica. Giuliani paro’ quasi al novantesimo un calcio di rigore. Spero che domenica finisca cosi. Uno a zero gol di Insigne.

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