Mezzo secolo. Tanto ha dovuto impiegare il Napoli per portare a casa il primo, storico Scudetto della sua storia calcistica. Il 10 maggio 1987 è una data impressa nel cuore e nella memoria di generazioni intere di amanti del calcio.

Quello Scudetto aprì il ciclo più importante del calcio partenopeo: due anni dopo arrivò anche il trionfo europeo con la conquista della Coppa Uefa. C’era Maradona, certo.

Ma in panchina sedeva Ottavio Bianchi, uomo che ha conosciuto l’ambiente calcistico napoletano da calciatore, allenatore e dirigente. EuropaCalcio.it lo ha intercettato questa mattina in esclusiva.

Bianchi, come definisce questa prima parte di stagione del Napoli?

Eccezionale, tanto in campo quanto fuori. Il Napoli impressiona per espressione di gioco e rendimento, i risultati sono conseguenza dell’ottimo lavoro che viene fatto. Ripeto, eccezionale: non mi vengono in mente altri aggettivi per questa squadra“.

Qual è la differenza, oggi, tra gli azzurri e le altre?

Direi che avere otto punti di vantaggio sulla seconda in classifica sia una cosa fuori dal tempo, considerando il calcio oggi in Italia. Il Napoli ha reso questa Serie A un campionato quasi straniero. Mi spiego: in Francia c’è il Paris Saint Germain che può dare un distacco così netto, in Germania c’è il Bayern Monaco. E da noi c’è solo il Napoli“.

Conosce bene l’ambiente napoletano, quali possono essere le principali insidie nella cavalcata della formazione di Spalletti?

L’unico, reale pericolo è rappresentato da questa pausa per lo svolgimento dei Campionati del Mondo. L’interruzione pone interrogativi sulla ripresa – precisa Ottavio Bianchi – nessuno può immaginare come rientreranno i calciatori dagli impegni con le rispettive Nazionali. Il Napoli ne manderà qualcuno ma è stata costruita una rosa profonda“.

Se non ci fosse questa interruzione per il Mondiale?

Avrei visto, come si dice in gergo ciclistico, un uomo solo al comando. Il Napoli detta legge e le altre squadre si arrabattano per cercare di stargli dietro ma per loro è dura: c’è un’alchimia quasi epocale, a Napoli, mentre le altre hanno evidentemente problematiche che si evidenziano sul rettangolo verde“.

In città c’è entusiasmo ma anche consapevolezza che la strada da fare è lunga.

Questo è un altro aspetto molto importante. Il pubblico partenopeo è maturo e vede la propria squadra abitare le zone altissime della classifica già da diverso tempo. E’ ora di raccogliere, la strada è quella giusta. E l’entusiasmo è contenuto: le persone danno valore e significato al cammino del Napoli. Tutti stanno facendo bene il proprio mestiere, dalla società all’allenatore, dai calciatori al pubblico, alla stampa“.

 

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