[df-subtitle]“Il limite di Ventura è nella gestione del gruppo”[/df-subtitle]Ai microfoni della trasmissione Terzo Tempo, in onda ogni martedì dalle ore 20.30 a cura della redazione di EuropaCalcio.it, è intervenuto Marco Mancinelli, ex centrocampista tra le altre dell’Hellas Verona, che vanta 12 presenze con la Nazionale under 20 con cui nel 2001 ha partecipato ai Giochi del Mediterraneo di Tunisi, perdendo in finale con la Tunisia.

Ecco i temi trattati:

[df-subtitle]Sui sorteggi di Champions e sulle dichiarazioni di Messi che ha parlato di una Juventus favorita per la vittoria finale dopo l’arrivo di Cristiano Ronaldo[/df-subtitle]

E’ vero che le italiane, escluse Juventus e Roma, hanno preso gironi impegnativi, ma sono convinto che anche le altre, come ad esempio il PSG non sia cosi contento di dover affrontare il Napoli. Le italiane rappresentano un problema per tutte le squadre, visto che soprattutto tatticamente siamo tra le compagini migliori d’Europa, quindi non è facile affrontarci. Per quanto riguarda la dichiarazione di Messi, io la vedo un pò come una frecciatina più che una cosa reale. Sappiamo tutti l’importanza che può avere Cristiano Ronaldo per la Juventus, ma per vincere la Champions servono tante combinazioni, ci sono tante variabili da tener conto, quindi dire oggi il nome di una favorita lo trovo molto prematuro“.

[df-subtitle]Sui giovani convocati dal ct Roberto Mancini in Nazionale[/df-subtitle]

Penso che le convocazioni di Mancini siano state giuste, nel senso che c’è la necessità di creare una nuova Nazionale, più giovane, anche perchè tanti giocatori importanti sono sulla via del tramonto. Allo stesso tempo però vedo tanta verità nelle ultime parole dette da Mancini, infatti tanti giovani che vanno in Nazionale fanno fatica a trovare spazio nelle proprie squadre di club. Purtroppo il calcio va cosi, e soprattutto da quest’anno, con il nostro campionato che ha acquisito maggior fascino, ci saranno sempre più stranieri che vorranno venire a giocare in Serie A. E’ come un cane che si morde la coda, che rende più difficile il lavoro del ct. Credo comunque che con il passare di quest’annata si inizierà a delineare quella che potrà essere la Nazionale per partecipare ai prossimi Europei“.

[df-subtitle]Su Ventura, suo ex allenatore durante la stagione 2006/2007 all’Hellas Verona[/df-subtitle]

Posso dire che sul campo è uno degli allenatori più preparati in Italia, come preparazione, allenamenti, impostazione. A mio avviso il motivo per cui ha fatto fatica con la Nazionale risiede nella gestione del gruppo, dello spogliatoio, e forse quello dell’Italia, in quel momento, era un pò complicato da gestire. Questo credo sia anche uno dei motivi per cui Ventura non abbia mai allenato un top-club, visto che a livello tecnico resta uno dei migliori in circolazione, ma sulla gestione di spogliatoi importanti è un pò deficitario”.

[df-subtitle]Sulla sua esperienza con la Nazionale under 20 ai Giochi del Mediterraneo nel 2001, squadra in cui era presente anche l’attuale terzino del Benevento Christian Maggio[/df-subtitle]

Ho un bellissimo ricordo di quell’under 20, sono stati 2 anni fantastici con ragazzi che poi sono divenuti giocatori importanti. In quell’occasione siamo arrivati secondi, perdendo la finale contro la Tunisia padrone di casa, dopo che in semifinale avevamo battuto una squadra forte come la Francia. Ho tanti ricordi di quella finale, lo stadio era pieno, e l’arbitro, dispiace dirlo da italiano, si lasciò trascinare dal pubblico di casa espellendo un nostro difensore centrale. Per quanto riguarda Maggio, è come lo si vede, un pò introverso, un bravissimo ragazzo. Mi è dispiaciuto non vederlo entrare durante l’ultima partita con il Napoli al San Paolo. Ho fatto anche un post su facebook, avendo avuto anche Sarri come allenatore, dove dicevo che non dargli la possibilità di salutare i tifosi nell’ultima partita al San Paolo è stata una cosa molto brutta da vedere. Christian è un ragazzo che ha dato tanto per il Napoli, è stato uno di quelli che ha portato la squadra dal basso fino ai vertici del calcio italiano, meritava un saluto diverso da parte del Napoli. Come calciatore e come uomo è un esempio, e spero che al termine della sua carriera da giocatore rimanga comunque nel mondo del calcio”.

[df-subtitle]Sulla sua nuova esperienza nello staff tecnico della Recanatese e sulle prospettive future[/df-subtitle]

Sono orgoglioso, essendo nativo di Recanati, di essere tornato a casa mia, nella squadra più importante della mia zona. Ora faccio parte dello staff tecnico del mister Alessandrini, e devo ringraziare il nostro direttore Josè Cianni per avermi coinvolto in questo progetto. Sono molto contento e per me rappresenta una grande opportunità, visto che il mister Alessandrini allena ormai da 25 anni e conosce bene la serie D. Io cercherò di dare il mio contributo per quel che posso e proverò ad apprendere il più possibile, anche perchè la serie D è una categoria che non conosco e per me c’è tanto da imparare. Mi auguro in un futuro prossimo di potermi confrontare con il campo per capire se ho le qualità per intraprendere la strada da allenatore, visto che dopo il ritiro è la figura che più si avvicina a quella del calciatore”.

[df-subtitle]Sul motivo per cui non ha mai esordito in Serie A[/df-subtitle]

E’ mancata un pò di fortuna agli inizi della mia carriera. Nel primo anno di Verona, avevo 18 anni e sono stato aggregato alla prima squadra. Era il Verona di Malesani, quello di Camoranesi e Mutu. Ricordo di aver fatto tutto il ritiro con quella squadra che allora militava in Serie A, mi allenavo tutto l’anno con loro e il sabato giocavo con la primavera. A gennaio, io e Turati, volevamo andare a giocare altrove visto che la primavera ci stava un pò stretta, ma il Verona, che era 6° in classifica, non ci lasciò partire, dicendoci che prima della fine della stagione, a salvezza raggiunta, avrebbe fatto esordire in Serie A molti giovani della primavera. Da quel momento in poi la squadra iniziò un striscia negativa che portò alla retrocessione del Verona all’ultima giornata, e quindi noi non abbiamo più avuto quella possibilità di esordire da giovani in Serie A, cosa che può cambiarti poi le prospettive. Sarebbe stato bello giocare anche solo una partita in Serie A, ma non rimpiango niente della mia carriera”.

Grazie a Marco Mancinelli.

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