ESCLUSIVA EC – Coppola: “Hamsik? Non me l’aspettavo, potrebbe essere l’inizio di una rivoluzione. Sul mio futuro…”

ESCLUSIVA EC – Coppola: “Hamsik? Non me l’aspettavo, potrebbe essere l’inizio di una rivoluzione. Sul mio futuro…”

Coppola: "All'Atalanta si sono creati i presupposti della continuità. Il Bologna si salva"

Ospite della trasmissione “Time Out”, organizzata dalla redazione di “EuropaCalcio.it”, Ferdinando Coppola, ex portiere tra le altre di Napoli, Bologna e Atalanta, ha parlato proprio della situazione attuale in casa partenopea, della corsa salvezza e dell’ennesima incredibile stagione degli orobici.

Partendo proprio dall’addio di Hamsik, Coppola ci dice: “E’ stata una grande sorpresa, non me l’aspettavo a gennaio. Io sono un po’ romantico e quindi mi dispiace, Hamsik era un simbolo per tutto quello che ha fatto a Napoli, era in simbiosi con la gente e la città, quindi mi ha sorpreso. Però oggettivamente dico che secondo me era un’operazione voluta da tutti, non proprio forzata da parte del Napoli, ma il giocatore evidentemente voleva cambiare”.

Sulla possibilità dopo l’addio di Hamsik, di vedere una rivoluzione a giugno in casa partenopea, spiega: “Probabilmente sì, potrebbe esserci una piccola rivoluzione, vista questa cessione anticipata del capitano e vedendo le richieste di molti big. Marek era un punto di riferimento, questa cessione può essere un indizio, ma il Napoli ha sempre sostituito alla grande tutti i giocatori che sono andati via, parlo anche delle cessioni eclatanti. I dirigenti e la società sono sempre stati bravissimi nel portare validi sostituti. E questo non cambierà. Ovviamente la piazza non verrebbe assistere alle cessioni ma è difficile trattenere dei giocatori di fronte a proposte indecenti sia per quanto riguarda l’ingaggio personale, sia per la cifra che incassa la società. Noi ci auguriamo che questo passaggio di consegne possa avvenire gradualmente perché, per esperienze vissute in altre squadre, posso dire che non c’è bisogno solo dell’aspetto tecnico all’interno di uno spogliatoio ma anche di quello umano. C’è bisogno di punti di riferimento, penso alla Juve e a gente come Buffon, Barzagli, Chiellini, Bonucci. Piano piano escono di scena ma non tutti insieme. Spero che a Napoli possa rimanere qualcuno tra i calciatori storici”.

Dopo la brutta prestazione in Coppa Italia contro il Milan, ci si è domandati se a volte succede che un allenatore rinunci volontariamente ad una competizione per concentrarsi su un’altra: “A me non è mai successo di iniziare una competizione per poi non proseguirla, quindi dico di no, non è stata una scelta. Magari a volte è difficile ricreare le motivazioni per far si che una prestazione sia buona, magari a Milano col Milan è successo questo, una serata no. Questo può capitare senz’altro ed è fisiologico. Cito il grande mister Boskov ‘meglio perdere una partita 6-0 che sei partite 1-0’. Questo per dire che è stato meglio che i giocatori abbiano staccato la spina tutti in una volta piuttosto che vederli giocare male a turno. La partita è stata deludente ma gli stessi giocatori erano delusi perché era una gara importante e la Coppa era un obiettivo dichiarato ad inizio stagione. Però mi sento di dire che l’eliminazione non è stata voluta”.

Cambiando argomento, una riflessione la merita l’Atalanta, ex squadra di Coppola, che quest’anno punta seriamente alla Champions: “L’ambiente atalantino è molto particolare, c’è un’unione con la tifoseria molto forte. Anche ai miei tempi si respirava una bella aria. Oggi però si sono creati i presupposti della continuità, mentre prima la squadra veniva creata spesso anno per anno. Oggi invece hanno un progetto e anche i giovani sanno di far parte di un progetto ampio con un ingresso graduale, senza dimenticare i leader che guidano i giovani e li aiutano. Poi per lanciare così tanti ragazzi ci vuole coraggio e in questo Gasperini è bravissimo”.

Da una ex squadra ad un’altra. Il Bologna, vittorioso contro l’Inter, si salverà?: “Diciamo che Mihajlovic ha cominciato col piede giusto. Per quanto riguarda il carisma è un allenatore che trasmette tanto e anche dal punto di vista tecnico porterà qualcosa. Dispiace per Inzaghi che ha vissuto una stagione particolare. Bologna è una piazza che merita la Serie A. Ha dei giocatori adatti per potersi salvare e secondo me alla fine ce la farà”.

Infine, i suoi sogni per il futuro: “La priorità è quella di poter rimanere nel calcio. Tante volte durante la carriera ho sentito molti colleghi dire di non volerne più sapere del calcio, perché quando ci sei dentro la vivi in maniera diversa e magari un po’ ti vuoi disintossicare. Però poi quando sei a fine carriera o come me hai finito, ti accorgi che questo mondo è stato tuo per gran parte della tua vita e quindi non ne puoi fare a meno. Quindi spero di poter rimanere nel calcio. Quest’anno per me è molto importante perché sto cercando di imparare tante cose. Un conto è essere giocatore, un altro è passare dall’altra parte”.

 

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