[df-subtitle]Ventrone: “Ancelotti uomo straordinario. Zidane il più forte. Sull’importanza delle motivazioni…”[/df-subtitle]

Ospite della trasmissione “Terzo Tempo”, organizzata dalla redazione di “Europa Calcio”, Giampiero Ventrone, storico preparatore atletico della Juventus, ha parlato a tutto tondo della società bianconera che mai come quest’anno è la candidata numero 1 alla vittoria in Champions League. Parlando di Capello poi si dice dispiaciuto per il fatto che abbia deciso di smettere di allenare: tante le proposte che comunque sono giunte all’ex tecnico tra le altre di Roma e Real Madrid, tra cui quella della Nazionale.

Cominciando dalla Juventus, Ventrone ne parla così: “Non è soltanto una grande squadra: nel corso degli anni ha creato una struttura societaria e un centro di allenamento all’avanguardia, una rosa sempre più forte ogni anno e quest’anno addirittura sono riusciti a prendere uno dei migliori giocatori al mondo. E’ chiaro che sono destinati a vincere la Champions, che manca da tanti anni, e glielo auguro anche se non è detto che accadrà. Per la società è una coppa un po’ particolare: è una competizione in cui devono incastrarsi varie componenti, non è facile anche se sei forte. Basta un infortunio, una squalifica in semifinale e cambia tutto. La Juve nel rapporto tra le finali giocate e quelle vinte è un po’ indietro”.

Sull’importanza delle motivazioni: “Una squadra, per riuscire a sottoporsi ad uno stress importante, e non mi riferisco solo agli allenamenti duri o intensi, ma a tutto lo stress che è presente intorno ai calciatori, deve essere preparata e motivata mentalmente: la testa governa il corpo. La prima cosa che un atleta deve avere è la motivazione che deve essere sempre alta”.

Sulla differenza tra ieri e oggi nei metodi di allenamento: “La scienza dell’allenamento ha fatto cambiamenti enormi negli ultimi 10 anni. Oggi solo poche squadre e pochi giocatori riuscirebbero a resistere agli allenamenti che facevamo alla Juventus, erano durissimi. E’ cambiato il modo, la tecnologia ha aiutato, oggi si conosce molto di più. Dovendo lavorare ai massimi livelli prenderei un 10%, non di più, di quello che si è fatto negli anni passati”.

Ricordando i grandi campioni bianconeri del passato, dice: “Tecnicamente Zidane è stato il più forte che abbia visto, poi Henry, Del Piero, ce ne sono stati tanti a Torino. Fisicamente invece ricordo Davids, Peruzzi, Padovano, tanti tanti. D’altra parte una squadra di quel calibro deve avere dei giocatori fuori dal normale anche fisicamente. E la Juve di adesso lo dimostra: oggi le più grandi squadre al mondo hanno degli atleti straordinari, la prestanza fisica si è nettamente evoluta. Devono esserci comunque tanti altri fattori”.

Su Milik: “Il Napoli, come tutte le grandi squadre, ha varie soluzioni e un grande maestro come Carlo Ancelotti valuta di partita in partita quale adottare, anche in base ai tanti impegni ravvicinati. Questo è uno sport situazionale e quando la situazione è sfavorevole, ognuno inizia a pensare cose diverse. Se il Napoli ieri avesse vinto 1-0 all’ultimo minuto con una deviazione o un tiro rimpallato, adesso non si farebbero tutte queste osservazioni”.

Poi un’indiscrezione importante su Capello: “Ha deciso di non allenare più, ha ricevuto tante offerte ma le ha rifiutate tutte, compresa la panchina della Nazionale italiana. Stiamo parlando di un maestro, lui mi ha insegnato tanto. Io ho avuto la fortuna di lavorare con Marcello Lippi, con Carlo Ancelotti, quindi si parla di allenatori di un livello mondiale e quando mi ha chiamato Capello è stato un onore. E’ un peccato che abbia deciso di non allenare più perché c’era grande empatia all’interno dello staff in Cina allo Jiangsu Suning, tutti noi lavoravamo in maniera positiva per far si che lui potesse offrire il suo miglior calcio. Per me è stato come fare un master”.

Infine, belle parole per Ancelotti: “Stiamo parlando di un uomo straordinario, di una lealtà unica, molto umile, con una grande conoscenza calcistica. Molte volte si incontrano grandi allenatori calcisticamente parlando, ma discutibili come uomini. Lui invece no: ha grandi conoscenze calcistiche e grandi qualità umane, è un onore lavorare con lui”.

 

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