Questo sabato ripartirà il campionato, con l’inizio del girone di ritorno, dopo venti giorni di sosta. Uno degli anticipi sarà Udinese-Parma. I friulani, con 18 punti in classifica, sono in piena lotta per la salvezza, e la gara con gli emiliani sarà di fondamentale importanza, anche per dare continuità al successo sul Cagliari dell’ultimo turno. La squadra di D’Aversa, invece, sta disputando un ottimo torneo, con risultati al di sopra delle aspettative, e la zona europea dista solo quattro lunghezze.

“Europa Calcio” ha contattato in esclusiva Massimo Susic, allenatore di 51 anni che durante la lunga carriera da difensore ha giocato in entrambe le squadre.

Dopo un avvio positivo, l’Udinese è nuovamente crollato. Come si può spiegare?

Io seguo dall’esterno, ma da quello che vedo mi sembra che negli ultimi anni manchi una programmazione ben definita, poi quando i tifosi friulani si mettono a contestare la squadra significa che sono davvero arrivati alla disperazione. Hanno sempre incitato e vivono di promesse, perché dopo la realizzazione del nuovo stadio credevano forse in investimenti diversi. A inizio stagione il club ha puntato su un allenatore giovane e bravo che proveniva dalla Spagna (Velazquez, ndr), ma dopo un buon inizio non ha più convinto. Come sappiamo, il campionato italiano è difficilissimo, a differenza di tanti altri tornei“.

Va detto però che anche in passato la dirigenza pescava giocatori semi sconosciuti che poi si rivelavano acquisti eccezionali, basti pensare ai vari Asamoah, Sanchez, Isla, Benatia, Handanovic e tanti altri. Negli ultimi anni, invece, è successo solo con Allan…

Sì, loro magari portano ancora avanti questa attitudine, ma adesso non è facile trovare ogni anno un Sanchez o un campione. Forse si sono sempre guardati dietro e purtroppo negli ultimi anni non hanno ottenuto i risultati precedenti, così come sul campo. Sono friulano e con l’Udinese ha debuttato tra i professionisti, ma mi fa pensare il fatto di vedere poca gente del Friuli nella squadra Primavera. Quanto allo stadio, c’è chiaramente bisogno di sponsor e ora si chiama in un altro modo (“Dacia Arena”, ndr), ma per tutti noi friulani si chiamerà sempre “Friuli”. E, premettendo che non so cosa sia successo, aggiungo poi che se un certo Antonio Di Natale non trova una sistemazione all’interno dell’Udinese quando smette di giocare, allora vuol dire che c’è qualcosa che noi non sappiamo dall’esterno“.

Quanto sono mancati finora i gol di Lasagna?

Chiaramente i gol ci vogliono sempre. E da quando non c’è più Di Natale l’Udinese non ha mai trovato una punta in grado di segnare più di 10/12 reti a stagione. Il problema però parte sempre dalla squadra, perché un centravanti deve finalizzare il gioco della squadra. Sui vari canali friulani che seguo, sento sempre parlare di Rodrigo de Paul: una domenica ne parlano benissimo, mentre quella dopo dicono che è stato inesistente. Ciò significa che è un giocatore molto altalenante. Ora sono convinto che Nicola, persona umilissima che conosce benissimo il campionato, darà il suo contributo per la salvezza, che auguro all’Udinese“.

Mi ha anticipato perché volevo chiederle proprio un parere su de Paul. Lo ritiene incostante quindi?

Ripeto: basandomi solo su quello che sento o seguo, ti rispondo di sì. Contro certi avversari fornisce delle ottime prestazioni, ma magari contro le squadre un po’ più forti non fa la differenza. L’Udinese punta molto sul mercato, è una società organizzatissima, una delle poche società con lo stadio di proprietà, un bellissimo centro sportivo. Però negli ultimi anni sono mancati quei giocatori che, come dicevamo, riuscivano a trovare qualche anno fa“.

Quanto al Parma, si aspettava un cammino così?

Io sto seguendo il Parma dalla rinascita, ovvero da tre anni e mezzo fa quando era ripartito dalla Serie D. Come prima cosa hanno pensato a costruire una società solidissima, con gente che ci mette la faccia e un’organizzazione sempre chiara sin da subito. Inoltre è arrivata la risposta dal pubblico, perché quando erano in D avevano 7-8mila persone al seguito. Quella dei ducali è stata una crescita importante, hanno cambiato sempre qualcosa a partire dall’organico, ma aumentando sempre il livello. Forse in tanti non ci credevano a questa risalita, così come non ci credevano negli anni di Scala, quando eravamo andati in Serie A per poi rimanerci a lungo. Bisogna dare atto al mister, che lavora con tranquillità e con l’appoggio di una grosso club. Vedo in Marco Ferrari il capogruppo di tutta quella cordata, perché è quello che ci ha sempre messo la faccia in qualsiasi momento“.

E tatticamente come valuta il lavoro di D’Aversa?

Da esterno non è facile giudicare. Ha ricevuto qualche critica perché forse qualche risultato non arrivava, ma è uno che è sempre andato avanti per la sua linea. Non si è mai guardato indietro, e con l’acquisto di certi giocatori ha saputo adattare il suo gioco in base alle caratteristiche di chi arrivava“.

Soprattutto Gervinho, rendimento incredibile…

Infatti. Ogni tanto ha avuto qualche infortunio, ma quando c’è va sempre a mille all’ora e lì davanti fa la differenza. Anche la squadra lo mette anche in condizione di sfruttare al meglio le sue caratteristiche“.

Posto che mancano ancora diciannove gare e sarà una seconda parte di stagione difficilissima, il Parma può davvero provare ad andare in Europa League oppure è ancora troppo presto?

A questo punto, con una squadra che ha ottenuto risultati al di sopra della aspettative, è più facile provarci. Il Parma non ha la pressione che hanno altre squadre obbligate a raggiungere determinati obiettivi, quindi può giocarsela fino alla fine. La sue armi saranno la tranquillità e la non ossessione di doverci arrivare per forza. E l’entusiasmo e il pubblico contano molto“.

L’ultimo arrivato è Kucka. Cosa pensa del centrocampista slovacco?

So che ha giocato in Italia anche qualche anno fa, e la scorsa estate era andato in Turchia. Io dico sempre che quando si va a giocare in certi posti, non si va per il campionato ma per i soldi. Poi magari vengono a mancare certe cose e si fa qualche passo indietro. Sicuramente hanno preso un giocatore che aveva voglia di tornare in Italia, se inserito bene può certamente dare il suo contributo, proprio come Gervinho. E’ un ulteriore giocatore importante in una buona rosa“.

Per concludere, un’altra realtà a cui lei è molto legato è il Treviso. Ma in che situazione si trova?

Stendiamo un velo pietoso. Purtroppo lì non ci sono mai personaggi che vogliono fare le cose per bene. Basta fare l’esempio del Venezia: è arrivato Tacopina che aveva degli obiettivi mirati e ben definiti. Stesso discorso per il Padova, che in pochi anni è passato dalla D alla B con chiari programmi. A Treviso, invece, un percorso così non lo ha ancora fatto nessuno, oppure lo ha fatto chi non ne aveva le potenzialità. Leggevo nei giorni scorsi che il sindaco si sta muovendo perché ci sono tanti imprenditori nel trevigiano che potrebbero anche fare categorie molto importanti. A mio avviso, il Treviso dovrebbe ripartire dalla Serie D, con una grossa società e con una persona che si sappia sin da subito chi sia“.

Eppure con Visentin sembrava che ci fossero i presupposti per ripartire…

Tanto fumo negli occhi. Bastava andare su Google scrivendo il suo nome e cognome e andare sui giornali triestini per sapere chi era… Come ho appena detto, a Treviso non viene una persona di carisma con un’azienda grossa e con le spalle coperte“.

Peraltro, proprio questa domenica il Treviso giocherà contro il Tombolo-Vigontina, squadra da lei guidata all’inizio di questa stagione.

Lasciamo perdere. Sono stato esonerato dopo 5 punti in 6 partite, ora hanno fatto 2 punti in 12 gare. Secondo te era l’allenatore il problema o c’era dell’altro sotto? In ogni caso, io ho le mie idee sono uno che va dritto per la sua strada“.

FONTE IMMAGINE: “La Tribuna di Treviso”

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