[df-subtitle]Stelitano: “A Kedainai sto bene, è una città piccola e tranquilla. Puntiamo ad andare in A-Liga, la massima serie lituana, ora siamo secondi e lotteremo fino all’ultimo. Se centreremo questo obiettivo, mi piacerebbe estendere il mio contratto e restare qui. Sarò sempre riconoscente al Parma, perché mi ha permesso di coronare il sogno di firmare con un club di Serie A, e subito dopo di continuare a giocare nel massimo campionato nella Repubblica Dominicana”[/df-subtitle]

Anche nel mondo del calcio esistono i c.d. globetrotters, termine di recente creazione che sta a significare “giramondo”. Uno di questi è senza ombra di dubbio Antonio Stelitano, 30 anni e di ruolo terzino destro. Ora è al Nevezis, squadra di Serie B lituana, con cui ha firmato verso la fine di marzo.

In precedenza ha giocato in Argentina – col Real Arroyo Seco -, Repubblica Dominicana – Fc Moca, dove ha perlatro vinto lo scudetto locale da protagonista -, Romania – con Turnu Severin, Balotesti, Caransebes e Soimii Pancota -, e infine Spagna, da ottobre 2014 a gennaio 2015 al Buelna e dallo scorso lulgio fino a tre mesi fa tra le fila del Melistar.

Il calciatore messinese ha rilasciato una piacevole intervista a “Europa Calcio”. Tanti sono stati i temi affrontati, dalla sua esperienza attuale in terra baltica alle precedenti annate lontane dall’Italia. Il tutto senza tralasciare il suo possibile futuro.

Stelitano, come procede al Nevezis?

Per prima cosa vi ringrazio perché è sempre un piacere fare un’intervista, specie nel proprio paese di origine. Qui al Neveis sta andando bene, la squadra gioca in Serie B lituana ma l’obiettivo è andare in A-Liga, il massimo campionato locale. In questo momento siamo vicini a questa meta perché siamo secondi. Solo la prima salirà direttamente, mentre le altre faranno gli spareggi, e poi ci saranno degli eventuali ripescaggi. In quest’ultimo caso il Nevezis potrebbe essere abbastanza favorito in quanto è una società sana e seria e a livello economico. Inoltre dal prossimo anno la A-Liga vuole allargare il numero di squadre. Dal canto nostro siamo motivatissimi, in Lituania non c’è una grande differenza tra vincere in prima o in seconda divisione, se togliamo le due migliori squadre del paese che sono il Suduva e lo Zalgiris. Già ora possiamo giocarcela con le altre. Questa domenica saremo impegnati in coppa contro il Palanga e possiamo far bene“.

E a Kedainai come si vive?

E’ un posto molto tranquillo e sereno, si sta bene. E’ una città piccola ma è vicina a Kaunas, più grande e conosciuta“.

Nei mesi scorsi invece ha giocato nel Melistar, club di terza serie spagnola. Cosa le ha lasciato quest’altro periodo recente?

Anche lì giocavo molto, poi purtroppo gli obiettivi della società non sono andati a buon fine, ma conservo un bellissimo ricordo. Ho conosciuto un città bella e particolare come Melilla, si trova in Marocco ma che appartiene alla Spagna. Bella esperienza, anche se i risultati non sono stati all’altezza ce l’ho messa tutta. Quest’anno in generale sto giocando tantissime partite, venticinque in Spagna e già dodici qui in Lituania, dove mancano tre gare alla fine del girone d’andata quindi posso arrivare a quaranta“.

Queste di cui abbiamo parlato sono solo le sue ultime due esperienze estere. Delle altre cosa ci dice?

La prima è stata in Argentina quando ero solo un ragazzino. Ero partito senza sapere neanche una parola in spagnolo, e per di più andavo in una terra così lontana e diversa dalla nostra. Lì mi sono formato molto. Poi dal Parma sono passato alla Repubblica Dominicana, vincendo il campionato da protagonista con l’Fc Moca. E’ stato un risultato che mi ha portato tanto a livello professionale e umano, ma anche mediatco perché tante persone si sono interessate alla mia storia. Poi ho fatto due anni  in Romania, dove sono riuscito a diventare capitano della mia squadra e a giocare in un torneo difficile come quello romeno. Chiaramente non scordo nemmeno l’altro periodo in Spagna al Buelna. Nella mia carriera ho sempre cercato di rendermi importante con le squadre dove sono stato“.

Ora le chiedo questo: come ci si sente a essere un calciatore giramondo?

Mi chiamano globetrotter e ne vado fiero, è un sogno giocare a calcio tra i professionisti e fare quello che ho sempre sognato, così come guadagnare un buono stipendio e togliermi grandi soddisfazioni“.

Si è mai confrontato con altri globetrotters italiani? Mi vengono in mente Di Piedi e Pratticò…

Ce ne sono diversi, tra cui Romeo, che ho visto hai intervistato alcune settimane fa. Ho avuto il piacere di giocarci contro, è un grande calciatore e un bravissimo ragazzo, ci scambiamo ogni tanto dei messaggi e ci facciamo gli auguri. E’ bello trovare giocatori italiani in giro per il mondo, ne ho conosciuti tanti. Oltre a Di Piedi e Pratticò, che mi hai nominato tu, non vanno dimenticati Giacomo Ratto, Alex La Vecchia, Davide Grassi, Max Uggè e Simone Quintieri. Quest’ultimo gioca in Indonesia ed è stato mio compagno di squadra nella C italiana. Puoi conoscere tante storie e puoi scrivere la tua storia, ed è una cosa molto bella“.

Non tutti lo sanno, ma tempo fa lei era stato al Parma...

Sì, e gli sarò sempre riconoscente perché mi ha permesso di realizzare un grande sogno, ossia firmare con un club di A e continuare a giocare nella massima serie della Repubblica Dominicana“.

Anche se per poco, com’è stato allenarsi con Cassano?

Non ne ho mai avuto la possibilità perché in quei giorni in cui mi trovavo Collecchio ero già in partenza. Non mi importava dove, ma volevo giocare in un massimo campionato. In ogni caso, vedere il mio contratto depositato nello stesso club di Cassano, uno dei migliori di questi ultimi vent’anni, è stato un grande piacere“.

Per concludere, tornerà prima o poi in Italia?

Solo se mi arrivasse un’offerta da una categoria che mi stimoli. Girare il mondo mi piace, è una cosa che ti lascia molto a livello umano e calcistico. E’ un’esperienza che consiglio ai giovani, in particolare gli dico di non porsi limiti in ogni senso, sia di categoria che geografici. Intanto, se riesco a centrare la promozione col Nevezis mi piacerebbe estendere il mio contratto e restare“.

 

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