[df-subtitle]Sestu: “Dopo la gara col Monopoli sensazioni positive. Abbiamo fatto una buona prestazione e la squadra ha dimostrato importanti margini di miglioramento”[/df-subtitle]

Dopo le ultime due stagioni all’Alessandria, dallo scorso mese la carriera di Alessio Sestu, esterno offensivo di 34 anni, è ripartita dal Piacenza, altro club di Lega Pro.

Il giocatore – intervistato in esclusiva da “Europa Calcio” sulle sue prime sensazioni nel club emiliano – ha alle spalle tante annate in Serie B ma anche in Serie A, come gli importanti periodi al Siena – durante il quale ha realizzato peraltro un gol all’Inter in quella storica vittoria dei toscani sui nerazzurri -, al Chievo e alla Sampdoria.

Com’è stato questo primissimo periodo in biancorosso?

Sicuramente positivo perché ho incontrato un gruppo di ragazzi fantastici, grazie ai quali il mio inserimento è stato velocissimo. È come se fossi qui da tanti anni. Si tratta di una cosa molto importante ma nemmeno così scontata. In questo momento stiamo lavorando molto e questo ci servirà per tutta la stagione“.

Perché ha scelto proprio il Piacenza?

La società mi ha fatto sentire importante. Era appena finito il campionato e mi hanno cercato sin da subito con insistenza. La cosa mi ha fatto un piacere incredibile. Aggiungi poi che è l’anno del centenario e che si tratta in ogni caso di un club importante. C’è la voglia di crescere e di fare bene. Queste cose sono state rispecchiate nel mercato, visto la squadra costruita fino ad ora e che si sta costruendo. Visti tali presupposti, la scelta di venire qui è stata anche facile“.

A cosa mirano squadra e società?

Uno degli obiettivi è intanto non mettere inutili pressioni a questa squadra, che è consapevole di essere buona e che può fare un bel campionato. Ma stare qui a fare proclami non serve assolutamente a nulla, ci sono squadre altrettanto forti, se non più forti di noi. Bisogna intanto prendere fiducia, e questa arriva con i risultati“.

Domenica avete giocato la prima gara ufficiale a Monopoli in Coppa Italia. Avete poi perso ai rigori, ma al di là del risultato finale quali sono state le sensazioni? 

Sono state sensazioni positive, considerando il fatto che eravamo in un campo difficile e contro una squadra più avanti di noi e con giocatori che si conoscono da molto più tempo. Avevamo appena terminato una settimana di ritiro durante la quale facevamo doppio allenamento. La prestazione nostra comunque è stata buona, soprattutto abbiamo dimostrato che ci sono dei margini di miglioramento importanti che fanno pensare a qualcosa di buono. Per cui bisogna guardare al di là del risultato“.

Lei è stato in tante realtà, comprese anche piazze storiche e importanti. Piacenza le ricorda una di queste? 

Difficile da dire. Ogni città, ogni tifoseria o società ti regala qualcosa di diverso e ti arricchisce. Non saprei fare paragoni“.

Immagino in ogni caso che il popolo piacentino voglia presto tornare dove meriti… 

La cosa si avverte, come è normale che sia quando una piazza è abituata a certi palcoscenici. È giusto che il Piacenza torni a calcare certi campi. È indispensabile una grande unione tra squadra, società e tifoseria. A ogni modo non deve diventare un’ossessione o qualcosa di sbagliato“.

FONTE IMMAGINE: www.piacenzacalcio.it

 

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