ESCLUSIVA EC – Romondini: “Felicissimo per il Padova, Bisoli ha dato una mentalità vincente”

ESCLUSIVA EC – Romondini: “Felicissimo per il Padova, Bisoli ha dato una mentalità vincente”

L'ex mediano biancoscudato intervistato dalla nostra redazione

Romondini: “La squadra è stata padrona e protagonista di questo campionato. Vorrei fare un elogio a tutto il gruppo e alla società, che ha lavorato molto bene ed è sempre stata solida. Personalmente sono molto affezionato ai tifosi biancoscudati, anche se quando sono andato via sono state dette cose che hanno creato attrito”

Pochi giorni fa, il Padova ha festeggiato il ritorno in Serie B dopo quattro anni. Complice la vittoria dell’Albinoleffe sulla Reggiana, la squadra è matematicamente prima in classifica con ben due giornate d’anticipo.

“Europa Calcio” ha intervistato in esclusiva Fabrizio Romondini, mediano classe 1977 che tra l’estate 2003 e luglio 2005 ha avuto le chiavi del centrocampo biancoscudato, prima sotto la guida di Ezio Glerean e successivamente sotto quella di Renzo Ulivieri. In entrambe le stagioni il Padova era nella vecchia Serie C1. Attualemente il calciatore milita tra le fila della Vigor Acquapendente, squadra del campionato di Promozione laziale. E’ uno dei pochi ad aver giocato in tutte le categorie, dalla Serie A alla stessa Promozione.

Romondini, ha seguito questo grande cammino del Padova?

Certo, la squadra è stata protagonista e padrona del campionato. Seguo sempre le mie ex squadre, soprattutto quelle in cui sono stato bene. Sono davvero molto contento per questa promozione, anche per il club, che per me è stato molto importante e che è molto rinomato“.

Cosa c’è da esaltare di più del lavoro di Bisoli?

L’allenatore ha sempre una percentuale importante in questi successi. E’ lui che dirige e manda avanti tutto e deve anche trasmettere una mentalità vincente. In questo Bisoli rispecchia la grinta e la voglia che aveva quando era ancora un giocatore. Questo è stato sicuramente un fattore in più“.

Pochi giorni fa il tecnico emiliano ha detto che la chiave di svolta è stato il derby vinto a Vicenza. E’ d’accordo?

Direi di sì, ci sono delle partite che sono una sorta di ultimatum in cui si decide una stagione. Quella è stata una gara molto particolare, anche per la situazione in cui era il Vicenza. Aver vinto al “Menti” ha dato sicuramente quella consapevolezza di potercela fare“.

Lei invece cosa conserva del suo biennio in biancoscudato?

Lì ho vissuto due stagioni da protagonista. Ricordo un eurogol in un derby col Cittadella, non fu una prodezza facile. Il primo anno avevo segnato ai granata sia all’andata che al ritorno. Sono rimasto affezionato ai tifosi del Padova, anche se quando sono andato via sono state dette delle cose che hanno creato attrito“.

In quegli anni il Padova cambiò molti giocatori. Sei rimasto in contatto con qualcuno di loro?

Con la maggior parte no, ma ogni tanto ci incontravamo in campo da avversari. Ho conservato un grande rapporto con Ottoni (l’ex vice allenatore, ndr), così come con Guidetti. Poi ogni tanto sento Antonioli, Zecchin e Bedin“.

 

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