[df-subtitle]Probierz: “A Krzysztof dico di non fermarsi e di fare attenzione nei momenti difficili. Paradossalmente, non andare ai Mondiali gli è stato d’aiuto per riposarsi e prepararsi al meglio in vista di questa nuova e importante esperienza”[/df-subtitle]

Il giocatore del momento di questa Serie A è Krzysztof Piątek, centravanti del Genoa che, grazie al suo notevole rendimento e soprattutto grazie ai suoi gol, ben 7 in sole 4 presenze tra campionato e Coppa Italia, sta stupendo non solo i sostenitori rossoblu, ma anche i semplici appassionati di calcio.

Di nazionalità polacca, l’attaccante è approdato nel club di Enrico Preziosi all’inizio di giugno dopo un biennio al KS Cracovia, società di Ekstraklasa. Prima del trasferimento in Italia, il giocatore aveva messo in evidenza le proprie qualità proprio con la casacca biancorossa, segnando 32 marcature in 63 presenze.

In entrambe le stagioni il suo allenatore è stato Michał Probierz, tecnico che più di tutti ha saputo esaltare le sue doti del calciatore classe 1993.

Oltre a Michal Trela, firma di “Przegląd Sportowy, “Europa Calcio” ha contattato in esclusiva anche Probierz, per conoscere meglio il nuovo bomber del Genoa, già paragonato a un certo Diego Milito nel capoluogo ligure.

Probierz, come possiamo spiegare queste importanti prestazioni di Piątek?

Personalmente non sono stupito. Molto tempo fa dicevo che Krzysztof è un buon attaccante e che poteva solo crescere e migliorare“.

Si aspettava un suo impatto così positivo in Italia?

Per me è facile rispondere a questa domanda. Durante le mie sessioni di allenamento, in ogni singolo esercizio lui voleva migliorare sempre di più, giorno dopo giorno. Sia fisicamente che mentalmente era già pronto“.

Quali sono i fattori che lo stanno aiutando maggiormente?

Ce ne sono diversi. Paradossalmente, la mancata convocazione per il Mondiale in Russia gli ha giovato per riposarsi e prepararsi al meglio per questo importante cambiamento, non solo di club ma anche di paese. E credo anche che il Genoa sia stata la scelta giusta“.

La Serie A è appena partita, quindi è ancora presto per certe previsioni. Ma secondo lei quanti gol potrebbe segnare a fine campionato?

Spero più di 25 (sorride, ndr). Ma ora sarà più difficile perché i difensori avversari stanno iniziando a conoscerlo. Spero comunque che lui saprà gestire la cosa. Inoltre sarà importante se sarà designato come rigorista della squadra. Al Cracovia segnò 12 reti dal dischetto, alcune delle quali verso la fine della partita“.

Potenzialmente dove può arrivare?

Durante i weekend seguo molto le partite dei vari campionati europei. E non vedo così tanti attaccanti in grado di mantenere il controllo della palla, usare sia il piede destro che il sinistro e dimostrare talento anche nel colpo di testa. Quindi per me può davvero arrivare a un livello top“.

Lei conosce molto bene Piątek. Quale è stata la sua prima impressione quando vi siete incontrati al Cracovia?

Ebbi immediatamente una buona considerazione di Krzysztof. La sua sicurezza in area e nel calciare i rigori mi fece pensare sin da subito che avrebbe segnato molti gol. E non mi sbagliavo: l’anno scorso ne ha realizzati 21“.

Quale fu la prima cosa che lei gli disse? E lui?

Gli dissi: “Sei parte di una squadra, quindi devi prestare attenzione a ogni dettaglio, non solo quando hai la palla, ma soprattutto in fase di non possesso”. Penso che sia proprio questo il dettaglio in cui è cresciuto di più. Lui mi disse che avrebbe lavorato duramente per ottenere risultati e segnare tanti gol“.

Che tipo di percorso di crescita ha fatto in questi anni?

Come dicevo all’inizio, voleva migliorare in ogni cosa. Per esempio, alla fine degli allenamenti si esercitava tirando trenta volte. Una volta ha segnato dodici gol, la successiva quindici e via così. Ed era sempre pronto a chiedermi suggerimenti o consigli“.

C’è una parola con cui si può definire il suo percorso?

Dico volenteroso. E’ sempre voluto crescere come giocatore e come uomo“.

Si ricorda il periodo migliore di Krzysztof? E quello peggiore invece?

Quanto al momento migliore, dovresti chiedere a lui. Io ricordo i due rigori segnati nei minuti di recupero contro il Gornik Zabrze, così come la sua tripletta personale al Termalica Nieciecza. Quello peggiore credo sia stato quando per tutta la settimana gli feci indossare la pettorina delle riserve, e lui era convinto che sarebbe stato in panchina. Questo perché si lamentava dei suoi compagni di squadra che non gli passavano abbastanza la palla. Ma poi lo schierai titolare e mi diede la risposta che volevo: segnò due reti e vincemmo 2-1“.

Ad eccezione di lei, c’è stata una figura importante per lui?

Credo suo padre, che è stato anche il suo primo allenatore, e ogni altro tecnico che ha incontrato in questa prima parte della sua carriera“.

Ora i più fanno già i primi paragoni con Robert Lewandowski. Lei è d’accordo?

Certamente. E non solo da un punto di vista “visivo”, ma perché in area agiscono in maniera molto simile. So che lui studiava molto Lewandowski, e spero che in futuro possa raggiungere il suo livello“.

Se la sente di dirgli qualcosa? 

Non fermarti Krzysztof! Non smettere di imparare e di ascoltare le persone giuste! E continua a crescere! Stai attento nei momenti difficili. E buona fortuna“.

 

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