[df-subtitle]Pinto: “Ormai è divenuto una leggenda, anche quando smetterà di giocare sarà sempre legato alla maglia biancoverde”[/df-subtitle]

Domenica pomeriggio, in occasione della gara in casa dell’Espanyol, terminata 3-1 per la squadra di Setién, Joaquín Sanchez Rodriguez, meglio conosciuto semplicemente come Joaquín, ala classe 1981, ha collezionato la sua presenza numero 500 in Liga. Si tratta di un vero e proprio record per la biandiera del club biancoverde, che vanta anche un passato alla Fiorentina tra il 2013 e il 2015.

Per l’occasione di questo grande e importante evento, “Europa Calcio” ha contattato in esclusiva Juan Pinto, firma dell’importante quitdiano andaluso “Diario de Sevilla” e molto vicino all’ambiente Betis.

Da dove comincia questo prestigioso traguardo di Joaquín?

Il legame di Joaquín con Betis è infinito. Parliamo di un giocatore formatosi nella cantera dello stesso Betis, di cui è anche tifoso. Fin dall’inizio si notavano le sue qualità e poi ha avuto una carriera molto buona. Contro l’Espanyol ha collezionato la sua presenze numero 500 in Liga da professionista. E può giocare ancora altri anni. E’ l’idolo dei tifosi“.

Come è nato questa inscindibilità tra il giocatore e il Betis?

Lui incarna molti valori del Betis. E’ umile, una grande persona e ha un gran cuore. Ha debuttato in Segunda Division col Betis, e quando smetterà di giocare rimarrà sempre legato al club“.

Come può essere definito Joaquín per i tifosi biancoverdi?

Per loro ormai è una leggenda. E’ un calciatore con tanto carisma e che ha sempre dato tutto in campo per difendere i colori biancoverdi“.

Quali sono stati i suoi momenti chiave con questa maglia?

Dico la promozione in Liga e la Champions League giocata nel 2005 dopo aver vinto la Copa del Re pochi mesi prima“.

E i più difficili?

La sua partenza dal Betis quando andò al Valencia (agosto 2006, ndr), e poi l’estate in cui lasciò la Fiorentina per tornare al “Villamarìn”. Sono stati momenti complicati per lui, ma li ha superati“.

Nel 2005 ha alzato al cielo la Coppa del Re. Cosa significa vincere qualcosa con il Betis?

Per Joaquín è qualcosa di molto speciale. Veste la maglia biancoverde sin da ragazzino ed essere in grado di vincere un titolo con il “suo” club è la cosa più importante per lui“.

Quando era giovane, Joaquín era dipinto, e anche in campo lo era, come un poteziale crack. Forse però non è mai esploso in maniera definitiva. E’ d’accordo?

Invece è esploso, ha sempre giocato ad ottimi livelli. L’unica cosa che gli è mancata è stato giocare in un top club“.

Tra l’altro, per un periodo è stato anche in Serie A alla Fiorentina. C’è qualcosa che noi italiani non sappiamo di lui?

Direi di no. Joaquín è una persona speciale e ha sempre legato con tutti nelle squadre in cui ha giocato. Anche alla Fiorentina ha lasciato tante amicizie“.

Dal punto di vista individuale, quali sono i suoi prossimi obiettivi con il Betis?

L’obiettivo, o chiamiamola pure illusione, è vincere in questa stagione, la Copa del Re o l’Europa League, e disputare un grande campionato“.

 

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