Sabato pomeriggio, allo stadio “Adriatico-Cornacchia” di Pescara, la squadra di Bepi Pillon sfiderà il Padova. Se da un lato i biancazzurri sono reduci dall’importante successo conquistato a Crotone lunedì sera, i veneti sono in una difficile posizione in classifica, in quanto condividono l’ultimo posto con il Carpi.

“Europa Calcio” ha intervistato in esclusiva Ivan Pelizzoli, ex portiere di entrambe la squadre. Dopo aver vestito la maglia del Padova nella stagione 2011/2012, nell’annata successiva si era trasferito nel capoluogo abruzzese, dove era rimasto fino all’estate 2014, quando era passato alla Virtus Entella.

Il Pescara è in piena lotta per le zone alte della classifica. Si aspettava un piazzamento così importante a inizio stagione?

Sta facendo un buon campionato, anche perché all’inizio, almeno sulla carta, nessuno lo dava come squadra attrezzata per salire di categoria. Ha avuto questo periodo in cui non riusciva a vincere, ora il successo contro il Crotone, ottenuto peraltro dopo una buona prestazione, è stato molto importante perché magari si sono ripresi anche a livello psicologico. Quando giochi bene ma poi non arrivano i risultati, subisci la cosa anche mentalmente. Ora magari il morale è più alto e sabato il Pescara può fare una buona partita“.

I biancazzurri possono davvero ambire alla Serie A?

Adesso è presto, anche perché ci sono due compagini come Palermo e Brescia che stanno facendo un buon campionato. Sono ottime squadre e sono ben più attrezzate del Pescara, però i biancazzurri se la possono giocare tranquillamente“.

Lunedì sera uno dei migliori è stato Campagnaro, vero e proprio veterano. Quanto contano in uno spogliatoio figure carismatiche come lui?

E’ importante, anche perché, come dicevo, quando ci sono questi momenti meno felici allora vengono in risalto le figure dei senatori e delle persone più esperte, certamente importanti all’interno dello spogliatoio. Devono cercare di far rimanere la squadra tranquilla, di lavorare e di non pensare alle pressioni che arrivano quando non arrivano le vittorie“.

Cosa c’è da esaltare del lavoro di Pillon?

La sua esperienza e il fatto di conoscere bene i giocatori e la categoria e far sì che la squadra si esprima sempre al massimo. E magari nei momenti particolari, e assieme ai senatori, riesce a far stare tranquilli i giocatori e a farli isolare un po’ dalle pressioni“.

E il Padova? Si è fatto un’idea dei biancoscudati?

Adesso hanno colmato alcune lacune che avevano, perché prendendo così tanti giocatori nuovi significa che qualcosa in passato avevano sbagliato. Conosco bene Zamuner come direttore, so che è un bravo dirigente e che ha fatto di tutto per prendere giocatori per cercare di far salvare il Padova. Lo spero davvero che riescano a salvarsi perché Padova è una grande piazza e se lo merita. Anche per mister Bisoli e per lo stesso Zamuner, sono due persone che conosco e apprezzo“.

Sabato a quale tipo di partita assisteremo?

Il Padova sicuramente andrà a Pescara non per fare la partita ma per cercare di arginare i biancazzurri e di colpirli magari in contropiede. Non penso che il Padova si apra tantissimo per fare la partita o per cercare di vincere a tutti i cisti. Il pareggio agguantato contro il Foggia nei minuti finali dà morale. Mentre il Pescara, davanti al suo pubblico, cercherà di fare la partita per portare a casa i tre punti e dare continuità alle vittorie dopo Crotone“.

Durante la sua lunga carriera, lei ha giocato in entrambe le squadre. Cosa ricorda con maggiore piacere di queste due realtà?

Sono stato bene in tutte e due le città. Forse Pescara l’ho vissuta di più perché sono venuti anche i miei figli e mia moglie. Mi sono trovato benissimo, infatti avrei anche voluto finire la carriera a Pescara. Padova invece l’ho vissuta un po’ meno in quanto facevo spesso la tratta Padova-Bergamo, ma mi sono trovato bene anche lì. Avevamo poi un grandissimo presidente come Cestaro“.

 

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