[df-subtitle]Marchini: “I biancazzurri hanno fatto un mercato importante, credo che quest’anno sarà ancora più dura rispetto all’ultima stagione. Semplici e Colombarini sono gli artefici di questo sogno per noi ferraresi. A Inzaghi vanno fatti solo i complimenti: dopo l’esperienza al Milan ha avuto le palle di mettersi in gioco scendendo di due categorie. Questa nuova chance se l’è meritata sul campo[/df-subtitle]

Domenica sera, in occasione della prima giornata di campionato, andrà in scena il derby emiliano tra Bologna e Spal allo stadio “Dall’Ara”. A maggio i ferraresi festeggiato una difficile salvezza conquistata nelle ultime partite, mentre i rossoblù sono reduci da una stagione piuttosto deludente, con risultati e prestazioni al di sotto delle aspettative.

“Europa Calcio” ha contattato in esclusiva Davide Marchini, ex centrocampista e ora allenatore del Progresso, squadra bolognese di Eccellenza. Durante la carriera da calciatore ha vestito sia la casacca del Bologna, nella stagione 2008/2009, che quella della Spal, da gennaio 2012 a luglio 2013.

Marchini, si è fatto un’idea di questa nuova Spal?

Ha effettuato un mercato importante, credo che quest’anno sarà ancora più dura rispetto all’ultima stagione. Però dico che sono stati fatti investimenti mirati e che hanno rinforzato la rosa. Diciamo che se non ci saranno grossi danni la salvezza sia perfettamente raggiungibile. Ci sono squadre sulla carta molto meno competitive della Spal che si giocano la permanenza in A. Poi la verità la dirà il campo, però rispetto a organici come Empoli e Frosinone i biancazzurri sono un gradino sopra. In ogni caso il calcio è bello perché te la puoi giocare con tutti e non c’è mai nulla di scontato“.

Più di una volta però è capitato che una squadra crolli dopo un primo anno positivo. Potrebbero i biancazzurri trovare una simile difficoltà?

È una cosa che si può anche incontrare, ma credo che la Spal, a partire dal presidente Colombarini, abbia speso tanto per questa squadra prendendo giocatori importanti e di esperienza. Ricordiamo che gente come Viviani, Kurtic, Paloschi, Antenucci e Felipe sono giocatori che altre squadre non hanno. Per retrocedere dovrebbero esserci tutte le componenti che non quadrano. Andare in Serie B sarebbe un flop immenso, un grosso fallimento“.

A livello di singoli, tra i nuovi acquisti ce n’è uno che le è piaciuto maggiormente?

Petagna è un giocatore di esperienza e importante. Non va in grosse cifre realizzative ma ha sempre fatto fare dei grandi gol a chi gioca vicino a lui. Anche Fares può essere un jolly in grado di dare qualcosa in più. Stesso discorso per Valoti, che è giovane e ha tanta qualità. Poi in mezzo al campo ci sono i soliti veterani che rappresentano una garanzia. Inoltre c’è una buona panchina rispetto all’anno scorso, quando i cambi erano uno-due, e in più avevano sbagliato l’acquisto di Borriello, che è stato gestito male. L’avevo detto ancora molto tempo fa, che non era possibile che un ragazzo stesse fuori così tanto per un infortunio del genere, e alla fine ho avuto ragione: quando un giocatore del suo calibro va in posti come Milano Marittima a fare gli aperitivi signfica che qualcosa si è rotto. Non condivido il comportamento sia di Borriello così come quello tenuto dalla società, perché il centravanti è sì sotto contratto ma ha l’obbligo, se è il club a volerlo, di venire allo stadio e di allenarsi. Il rispetto per i tifosi che fanno l’abbonamento ci vuole sempre, e secondo me questa vicenda non è stata gestita bene“.

Quanto è stata importante la conferma di Semplici?

La fortuna della Spal e di Ferrara è stata trovare, oltre a Colombarini, un allenatore come Semplici, che appena era arrivato aveva subito portato risultati importanti, E poi ha vinto altri due campionati. Lui e il presidente sono gli artefici di questo sogno per noi ferraresi“.

Passando al Bologna, come vede la squadra di Inzaghi?

Personalmente ho un ottimo ricordo. Ora c’è un’altra società ma a livello di organizzazione sono rimaste diverse persone che ho conosciuto quando ero lì. A Inzaghi vanno fatti solo i complimenti: dopo l’esperienza al Milan ha avuto le palle di mettersi in gioco scendendo di due categorie, facendo molto bene. Per cui questa nuova chance a Bologna se l’è meritata sul campo. Lui è bravo con i giovani. Tranne qualcuno, i rossoblù non hanno grossi nomi, però credo che Inzaghi sappia fare gruppo e che si possa togliere delle soddisfazioni che la stessa città di Bologna merita“.

Cosa non ha funzionato con Donadoni?

In questi casi bisogna esserci dentro per capire tutte le difficoltà. Sicuramente quando non c’è feeling tra allenatore e tifosi anche per la società non è facile continuare un rapporto così. Quindi credo che dopo qualche litigata sui social e sul campo non c’erano più le basi, nonostante Donadoni a livello di punti abbia fatto bene. Però quando c’è un clima così è meglio dare la sterzata come ha fatto il club“.

A parte il nuovo tecnico, da chi devono ripartire i rossoblù?

Il Bologna ha giocatori di esperienza come Dzemaili che ha fatto i Mondiali, e in Italia ha sempre fatto bene il suo. Penso che Inzaghi farà affidamento sui giocatori di esperienza cercando però di coinvolgere i giovani a un concetto suo di gioco e alla grinta che ha sempre avuto in campo. All’inizio potrà forse avere delle difficoltà ma alla lunga ha dimostrato che i risultati arrivano con il lavoro“.

Una questione ancora dibattutta è quella relativa a Destro, in bilico tra la permanenza e la cessione. Qual è la giusta chiave di lettura?

Se fossi Destro, la prima cosa che dovrei fare è capire bene cosa pensa di te l’allenatore. Poi è normale che ogni giocatore debba sentirsi importante, perché se uno non si sente importante, specie per una punta che deve fare gol, è meglio che vada via. Dipende da queste dinamiche ecco. Ma credo che lui e Inzaghi si siano parlati. Se va via sarà perché mancano queste componenti. Se non c’è un progetto su di lui, Destro e la società troveranno una soluzione che vada bene a tutti e due“.

Che match vedremo domenica?

Col fatto che è la prima partita ufficiale dopo la Coppa Italia, che non fa testo più di tanto, dopo un lavoro fisico potrebbe venir fuori una parita tattica da ambedue le parti. Soprattutto in un derby potrebbe uscire la tripla. Credo che la differenza la farà il centrocampo. Sarà una gara a specchio, prevarrà la squadra che sarà più brillante“.

 

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