Domenica pomeriggio andrà in scena allo stadio “Penzo” il derby tra Venezia e Padova. Entrambe le squadre stanno lottando per uscire dalle zone basse della classifica, e nell’ultimo turno gli arancioneroverdi hanno pareggiato 1-1 in casa dello Spezia, mentre la squadra di Bisoli ha battuto l’Hellas Verona con un netto 3-0.

Per questa importante occasione, “Europa Calcio” ha contattato in esclusiva l’ex attaccante Filippo Maniero. Cresciuto nel vivaio del Padova, con cui nel 1990 ha esordito tra i professionisti, il periodo migliore della sua carriera lo ha trascorso al Venezia: tra il 1998 e il 2002 ha segnato più di 50 gol.

Partendo dal Venezia, come valuta la stagione dei lagunari?

Un po’ di alti e bassi, non erano partiti nel migliore dei modi, poi con cambio di allenatore si sono rimessi in carreggiata e adesso sono leggermente fuori dalla zona pericolosa, ma dovranno comunque lottare per non retrocedere. Penso che sia questo l’obiettivo minimo di quest’anno della società“.

Rispetto a Vecchi, cosa ha dato Zenga alla squadra?

Questo non lo so, non so né come lavora Vecchi né come lavora Walter (Zenga, ndr). E’ risaputo che a volte il cambio di guida tecnica può portare un po’ di serenità a tutto il gruppo. Walter avrà lavorato sicuramente più sull’aspetto psicologico che su quello tecnico-tattico, quindi un uomo di campo come lui, che ha giocato per tantissimi anni e ha anche allenato per parecchi anni, sapeva già cosa doveva fare, e probabilmente ha dato alla rosa quella tranquillità che serviva per tirarsi fuori dalle zona calde“.

Quest’estate il Venezia ha ceduto diversi giocatori che l’anno scorso avevano fatto la differenza. Cosa manca alla rosa attuale?

Un conto è costruire una squadra per vincere il campionato, diverso è costruirla per cercare di rimanerci. Penso che il Venezia a inizio stagione avesse l’obiettivo di disputare un campionato tranquillo, sicuramente non puntava al primo posto. Quindi credo che il mercato sia stato in vista di questo obiettivo. La Serie B poi è lunga e complicata, era preventivabile incontrare delle difficoltà. A ogni modo il Venezia ha tutte le carte in regola per tenersi lontano dalla zona calda, verso marzo-aprile ci sarà il rush finale“.

In generale, si è fatto un’idea del progetto di Tacopina?

Credo che abbia un progetto serio, Tacopina è da qualche anno qui a Venezia e sta facendo bene. Deve fare un passetto alla volta, proprio come sta facendo. La politica è quella giusta. Poi nel calcio ci vuole anche un po’ di fortuna, non è solo questione di avere i soldi e i bravi giocatori. Ha sicuramente l’obiettivo di andare prima o poi in Serie A, dirti quando adesso non lo so, ma se il lavoro prosegue così ce la farà“.

E il Padova? Quanti problemi ci sono stati fino a questo momento…

E’ stato un girone d’andata molto difficile. I risultati non sono mai arrivati, nemmeno provando a cambiare allenatore. Domenica è cominciato il ritorno, e la squadra è partita molto bene, con i nuovi arrivi è cambiato qualcosa. Certo è che il difficile viene adesso, per tirarti fuori da quella zona devi fare un filotto di risultati positivi e quindi vediamo se questi innesti riusciranno a dare una mano ai biancoscudati come è successo domenica“.

Condivide la scelta del club di aver richiamato Bisoli?

Per quello che si è visto domenica sì, ora bisogna vedere il proseguo del campionato. Se le aspettative per il girone di ritorno con questi nuovi arrivi sono quelle di domenica allora è un ottimo inizio. Tornando a Bisoli, averlo richiamato può essere stata la scelta giusta perché conosce già l’ambiente e la rosa, probabilmente il pensiero della società è stato questo. Come ho detto prima, il difficile viene adesso, però già essere lì a lottare con le altre squadre con pochi punti di distacco è un fattore positivo. Ovvio che si dovrà dare il massimo in ogni partita di qui alla fine“.

Domenica scorsa, nell’undici titolare c’erano ben sette nuovi giocatori. Di questi chi l’ha impressionata più positivamente?

La partita non sono riuscito a vederla, ho letto i giornali e ho visto voti alti a tutta la squadra. Adesso al di là dei singoli è stato giocato un match perfetto da tutti. Logico poi che la doppietta di Mbakogu risalta di più: era arrivato da pochi giorni e aver segnato due gol in una gara difficile come quella contro il Verona rappresenta un grandissimo debutto. E’ stata una prestazione di buon auspicio“.

Per quanto riguarda il derby di domenica, che tipo di gara dovremo aspettarci di vedere?

Sarà una partita sulla falsa riga di domenica scorsa, ovvero difficile perché i derby sono sempre gare a sé, ma per il Padova sarà l’occasione migliore per far vedere se il netto successo sul Verona sia stato solo un caso oppure se c’è stato per davvero un cambio di marcia. Si potrà davvero vedere il reale valore della squadra di Bisoli, alla quale ora servirà continuità. Stesso discorso vale per il Venezia, che prima si tira fuori da quella posizione meglio è. Al di là dei punti in palio è una partita speciale che i tifosi non vedono l’ora di assistere, si gioca anche per loro, per il campanilismo“.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA – La riproduzione dell’articolo è consentita previa citazione della fonte.

Articolo precedentePogba futuro spagnolo
Articolo successivoESCLUSIVA EC – Allegri addio a giugno, Zidane come successore?

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui